Cava, Rianimazione chiusa: paziente operata d’urgenza passa la notte in sala operatoria

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Notte da brivido all’Ospedale di Cava de’ Tirreni. Una paziente operata d’urgenza ha trascorso la nottata in sala operatoria perché il plesso ospedaliero è “monco” del reparto di Rianimazione.

Nella giornata di domenica è  stato scritto un altro capitolo della storia infinita del Santa Maria dell’Olmo. La Terapia Intensiva è ancora “sospesa”, ad oggi non si sa quando verrà riaperta, dopo lo slittamento dello scorso 20 maggio e nonostante le rassicurazioni date dagli amministratori locali. Si opera, ma senza la possibilità di spostare i pazienti in Rianimazione, come è accaduto, appunto, ieri.

Una donna di 89 anni è giunta al Pronto Soccorso intorno a mezzogiorno. Il tempo di fare le dovute indagini cliniche e si è avuto il responso. Si è reso necessario un intervento chirurgico addominale. In serata è stata operata, ma, essendo in condizioni di salute molto precarie, avrebbe necessitato di un post operatorio nel reparto di Rianimazione. Invece ha trascorso l’intera notte in sala operatoria proprio perché la Rianimazione dell’Ospedale metelliano resta chiusa a data da destinarsi. Stamattina è stata spostata in pre-rianimazione, in attesa di essere trasferita al “Ruggi” di Salerno, dopo che si avrà l’esito del tampone.

Se il reparto di Rianimazione fosse stato aperto, il problema non sarebbe sussistito, ci hanno confermato membri dell’Ospedale che, con grande senso di frustrazione e rabbia, hanno sbottato che neanche in Africa accadono cose del genere.

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