Cava, il consigliere socialista Enzo Passa: “L’appoggio a Servalli non è scontato”

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Enzo Passa (foto Gabriele Durante)

E’ inutile nascondere l’evidenza. Nel Partito socialista metelliano  si è aperto un evidente contrasto tra il capogruppo, il consigliere comunale Enzo Passa, e la segreteria cittadina del partito guidata da Enrico Alfano.

Lo strappo, evidente ed innegabile, è avvenuto lo scorso sabato mattina quando la delegazione socialista si è incontrata con il sindaco Vincenzo Servalli a Palazzo di Città per confermare non solo l’appoggio socialista all’Amministrazione comunale, ma anche la conferma di un esponente socialista in Giunta in sostituzione della dimissionaria Raffaelina Trapanese.  Unico assente all’incontro proprio il capogruppo Passa. Per evitare equivoci e fraintendimenti incontriamo il consigliere comunale Passa per avere da lui ragguagli sull’accaduto. In primo luogo, gli chiediamo i motivi per cui ha preferito disertare l’incontro con il sindaco Servalli.

“Un attimo, precisiamo che io non ho disertato alcun incontro, semplicemente esso è avvenuto a mia insaputa, in pratica non sono stato invitato. La sera prima ci eravamo visti con il segretario Enrico Alfano e gli altri amici socialisti e concordato di tenere un incontro con Servalli. L’indomani c’è stato l’incontro al quale non sono stato invitato e di cui sono venuto a conoscenza da una telefonata di un giornalista corrispondente di una testata giornalistica provinciale che mi ha raggiunto mentre ignaro facevo la spesa in un supermercato cavese”.

Davvero? Da non credere! E lei ha chiesto spiegazioni per questa esclusione? Si tratta di un gesto forte, di una rottura all’interno del partito, o no?

“Sto ancora aspettando che mi siano spiegati i motivi di quello che valuto non solo una scorrettezza, ma anche un tradimento politico e amicale. Non me lo aspettavo sinceramente”.

Ci dica la verità, forse lei pretendeva qualcosa e allora l’hanno scaricata, succede in politica.

“Assolutamente no. Certo, quindici giorni fa, quando si stava discutendo per la nuova Giunta dopo l’azzeramento per la vicenda Polichetti, ho posto delle condizioni all’appoggio dei socialisti all’Amministrazione Servalli”.

Insomma, aveva chiesto qualcosa per lei?

“Ancora!? Assolutamente no. Avevo chiesto, e non ero il solo a farlo, che all’assessore Trapanese venisse riconfermata la delega all’Istruzione, quindi l’adozione del piano di ridimensionamento scolastico nella formulazione della sua prima versione, poi la soluzione definitiva della problematica della frana di via Cinque e, infine, di un’altra esigenza relativa al trincerone in appoggio ad una specifica richiesta formulata dal collega consigliere Enrico Farano. Il sindaco Servalli mi aveva, anzi, ci aveva dato a noi socialisti ampie rassicurazione in merito, invece…”.

E invece, tanto per cominciare, alla Trapanese non era stata data la delega all’istuzione.

“Sì, mortificando così una professionista e un tecnico come la Trapanese, una dirigente scolastica, così come d’altronde era già successo con me un anno e passa fa”.

Consigliere, lei ci sta dicendo che le dimissioni della Trapanese non sono dovute a motivi personali dovuti al lutto che ha patito in questi giorni.

“No, per carità. Dico solo che molto probabilmente il lutto che ha avuto l’amica Trapanese è stata, diciamo così, l’occasione giusta da cogliere per togliersi dagli impicci di una situazione per nulla gradita”.

Certo, soprattutto per un assessore tecnico…

“Chiamato per le sue competenze nel mondo della scuola, ma che era stata poi mandata a fare altro. Un nonsense, che è normale in politica, ma che non lo è di sicuro per un professionista prestato alla politica come la Trapanese ”.

D’accordo, ma cosa c’entra questo con la sua esclusione dall’incontro di sabato?

“Dovrebbe chiederlo ad Alfano. Posso immaginare che la mia posizione rispetto a ciò che vuole dai socialisti il sindaco Servalli non sia troppo accomandante, nel senso che a mio avviso il nostro appoggio va discusso, va trattato, e non dato per scontato”.

Vale a dire?

“Innanzi tutto, non si riesce a capire perché da noi socialisti il Sindaco voglia una donna per la nomina ad assessore. Perché noi non possiamo proporre un uomo? E poi, al di là della rappresentanza in Giunta, è necessario che noi socialisti ci confrontiamo sul programma, sulle cose da fare più che sulle poltrone da scaldare”.

Ci dica la verità, lei è per un assessore socialista politico, ad esempio lei?

“Politico sì, ma di sicuro non sono dell’opinione di proporre uno dei due consiglieri comunali, fra cui il sottoscritto. Penso, invece, che come assessore socialista potremmo proporre il nostro segretario cittadino Enrico Alfano, oppure qualche altro che la politica l’abbia masticata e pure bene”.

Intanto lei, dopo questa esclusione, ha già un mezzo piede fuori dal partito.

“Assolutamente no. Io resto al mio posto. Sono consigliere comunale e in Consiglio farò valere le mie prerogative di rappresentante eletto dal popolo cavese. Resto in maggioranza e non chiedo certo che Servalli venga a Canossa, ma mi confronterò con la maggioranza su ogni provvedimento e voterò le cose che mi convincono e che ritengo siano nell’interesse della nostra città”.

Abbiamo capito, la rottura con il Psi e con la maggioranza è solo una questione di tempo…

“Non dipenderà certo da me. Porto avanti le mie idee, conservo la mia autonomia politica, ma non cerco né lo scontro né la rottura. Sono gli altri che mi hanno escluso e tentano di mettermi ai margini, dalla mia ho però non solo un carattere forte e deciso, ma soprattutto il consenso di alcune centinaia di cavesi. E scusate se è poco…”.

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