Cava, ex Cofima: Giovanni Del Vecchio polemizza con l’ex sindaco Galdi

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“Destano grande sconcerto le dichiarazioni rilasciate dall’ex Sindaco, Marco Galdi, sulle sorti del nosocomio cittadino. In particolare etichettare come “miope” la decisione della nostra Amministrazione di alienare la ex Cofima vuol dire non comprendere il gravissimo errore politico commesso, di cui il sottoscritto è il primo a fare autocritica, allorquando la maggioranza del Consiglio comunale deliberò questo oneroso investimento per il nostro Ente”.

Così il consigliere comunale Giovanni Del Vecchio, già assessore e vicesindaco con Marco Galdi, polemizza con quest’ultimo sulla nuova destinazione che l’Amministrazione Servalli vuole dare all’area che comprende l’ex Cofima.

Marco Galdi, infatti, aveva criticato questa scelta soprattutto perché ciò comporterebbe, a suo avviso, abbandonare la possibilità di avere un nuovo ospedale a Cava, arrecando così un grave danno ai cittadini metelliani.

“Allora -ricorda Del Vecchio- la nostra scelta è stata miope, la sua, invece, è stata una scelta operata al buio perché non vi fu chiarezza sulla futura destinazione da dare all’area come si evince dai verbali della seduta consiliare dell’epoca”.

“Allora di cosa vogliamo parlare -attacca Del Vecchio- avrebbe fatto meglio a tacere il consigliere Galdi e avanzare proposte costruttive per valorizzare il nostro ospedale nella direzione innanzitutto della difesa del nostro presidio di pronto soccorso. Da ultimo attendiamo di sapere da Galdi cosa è stato fatto di concreto per l’ospedale nei suoi cinque anni di mandato al di fuori di dichiarazioni quali la costruzione di un nuovo ospedale che offende l’intelligenza dei cavesi ed è destinata a rimanere nel libro dei sogni”.

Insomma, la polemica infuria e sembra anche l’occasione per saldare vecchi conti sospesi da un po’ di tempo.

Una cosa, però, appare certa. Il treno per costruire un nuovo ospedale a Cava de’Tirreni non è stato perso oggi che le strutture ospedaliere si chiudono, ma ben trent’anni fa quando il professore Abbro, sindaco metelliano di allora, si batté, senza riuscirci, per costruire un nuovo nosocomio in un’area da lui riservata prossima alla frazione S. Lucia. Alla fine prevalse la linea di chi puntò ad ammodernare la vecchia struttura ospedaliera. Una scelta che il sindaco Abbro, con amarezza e disappunto, definì semplicemente come un modo per buttare i soldi pubblici nel vallone S. Francesco. Mai profezia fu così puntuale.

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