Cava de’ Tirreni, Villa Rende tra passato e futuro: Canora rilancia l’idea di un’Accademia dell’Innovazione
Il consigliere comunale torna a chiedere chiarezza sul recupero del complesso dei Pianesi e propone di trasformarlo in un polo dedicato a formazione, tecnologia e opportunità per i giovani. Villa Rende, da patrimonio storico, potrebbe diventare un laboratorio del futuro
A Cava de’ Tirreni torna al centro del dibattito pubblico Villa Rende, il grande complesso dei Pianesi composto dalla villa storica, dal parco, dallo chalet e dall’ex ospedale. Un patrimonio che da anni attende di essere pienamente recuperato e restituito alla città, e che oggi riemerge con forza grazie a una nuova iniziativa politica.
Il consigliere comunale Eugenio Canora ha infatti presentato una nuova interrogazione al sindaco Raffaele Giordano e all’assessore competente, chiedendo di conoscere lo stato reale degli interventi, le risorse disponibili e – soprattutto – la destinazione futura del complesso. «È il momento di capire dove siamo arrivati e dove vogliamo andare», afferma Canora, che da anni segue la vicenda con continuità.
Non è la prima volta che il consigliere richiama l’attenzione su Villa Rende. Già nel 2019 era stato elaborato un progetto ambizioso: trasformare la parte storica della villa in un centro dedicato alla robotica, all’innovazione e all’automazione, con spazi di formazione, incubazione d’impresa e coworking. Un’idea che puntava a coniugare la valorizzazione del patrimonio storico con le opportunità dell’economia contemporanea.
Nel 2020, 2022 e 2023 Canora aveva nuovamente sollecitato l’Amministrazione, chiedendo aggiornamenti sullo stato dei lavori. L’ultima risposta ufficiale, risalente al novembre 2023, parlava di una situazione ancora incompleta: la villa storica risultava recuperata nelle sue parti principali, ma mancavano opere complementari; per lo chalet e il parco esisteva un progetto esecutivo da oltre 900.000 euro, ancora privo di finanziamento; l’ex ospedale necessitava di ulteriori interventi.
Ma il nodo vero, quello che oggi torna con forza, riguarda la destinazione del complesso. «Quale futuro vogliamo dare a Villa Rende?», chiede Canora. Una domanda che non vuole restare sospesa.
Per questo, insieme all’interrogazione, il consigliere ha presentato una raccomandazione: riprendere e aggiornare il progetto del 2019, dando vita a una Accademia Intelligente. Un luogo aperto alla collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e istituzioni, dedicato all’intelligenza artificiale, alla robotica, all’automazione e alle tecnologie digitali. «Un centro dove i giovani possano formarsi, sviluppare competenze, incontrare il mondo del lavoro e trasformare idee innovative in nuove iniziative imprenditoriali», spiega.
L’obiettivo è chiaro: non una semplice destinazione d’uso sulla carta, ma un progetto sostenibile, capace di generare opportunità reali. «Recuperare un edificio significa salvarne la memoria. Dargli una funzione significa costruirne il futuro», sottolinea Canora.
L’associazione Cava SIA, che sostiene l’iniziativa, annuncia che continuerà a seguire la vicenda, chiedendo trasparenza sugli interventi e promuovendo un confronto concreto sulla destinazione del complesso. «Villa Rende non deve diventare l’ennesima occasione incompiuta», ribadiscono.
Da patrimonio in attesa a luogo di opportunità: è questa la sfida che si apre ai Pianesi. Una sfida che chiama in causa la città intera, invitata a immaginare un futuro in cui Villa Rende possa diventare un laboratorio di innovazione, formazione e crescita.







