Cava de’ Tirreni, resa dei conti nel PD: il segretario Carmine Senatore si dimette. Niente apparentamento al ballottaggio
Servirà tempo per raccogliere i cocci e tentare di rimettere insieme i pezzi di un partito lacerato da risentimenti interni e rapporti politici ormai compromessi
Il Partito Democratico non farà apparentamento al turno di ballottaggio: si apre ufficialmente una fase di profonda crisi politica per il centrosinistra cavese
La decisione è maturata nel corso della riunione tenutasi ieri sera, al termine della quale il segretario cittadino Carmine Senatore ha rassegnato le proprie dimissioni. Contestualmente decade anche il Direttivo cittadino. Sarà ora il livello provinciale del partito a nominare un Commissario che, dopo la ratifica regionale, guiderà la sezione di Cava de’ Tirreni fino al prossimo Congresso.
Una scelta sofferta, quella di Senatore, da molti descritto come una persona perbene, lontana dalle logiche aggressive della politica di potere. Le sue dimissioni rappresentano il simbolo più evidente di una frattura interna che da tempo attraversava il Partito Democratico cavese e che, dopo la sconfitta elettorale di Giancarlo Accarino, è esplosa in tutta la sua gravità.
Accarino, infatti, ha chiuso soltanto al terzo posto, alle spalle di Luigi Petrone, risultato che ha lasciato macerie politiche e alimentato tensioni, recriminazioni e incomprensioni già sedimentate durante gli ultimi anni di amministrazione e che la campagna elettorale non ha fatto altro che amplificare.
Il Partito Democratico si ritrova ora nell’occhio del ciclone di una tempesta annunciata. Servirà tempo per raccogliere i cocci e tentare di rimettere insieme i pezzi di un partito lacerato da risentimenti interni e rapporti politici ormai compromessi. Negli ultimi mesi sarebbero emerse divergenze profonde sulla gestione della campagna elettorale e sulle scelte strategiche adottate in vista delle amministrative, tensioni che avrebbero progressivamente minato ogni equilibrio interno e portato al risultato finale che ha visto Giancarlo Accarino nelle vesti di agnello sacrificale sull’altare di divisioni mai realmente composte.
Nel frattempo, gli elettori del centrosinistra restano liberi di scegliere, in scienza e coscienza, chi sostenere al ballottaggio per la guida del Comune di Cava de’ Tirreni tra Raffaele Giordano e Luigi Petrone.
Il PD cavese, intanto, è fermo tra le sue macerie. E il tempo delle rese dei conti è appena cominciato.







