scritto da Gennaro Pierri - 05 Maggio 2026 13:03

Cava de’ Tirreni, le tre parole che nessun candidato vuole pronunciare

Una città che non fa i conti con se stessa non cresce: galleggia. E allora la domanda non è più chi sarà il prossimo sindaco. La domanda è molto più scomoda: Cava de’ Tirreni vuole davvero cambiare, o le sta bene raccontarsela ancora un po’?

La politica locale ha un trucco semplice: parlare del futuro per evitare il passato. A Cava de’ Tirreni funziona benissimo. Fin troppo. Per questo ai candidati sindaci basterebbero tre parole, memoria- riconciliazione-speranza, se avessero il coraggio di usarle davvero.

Memoria, per esempio, non è celebrare il centro storico o le bellezze che già conosciamo. È ricordare perché certi progetti si sono fermati, perché alcuni quartieri si sentono ancora periferia anche quando non lo sono sulla mappa. È dire: qui abbiamo sbagliato. E no, non è mai comodo.

Poi c’è la riconciliazione. Ma attenzione: a Cava spesso significa “mettiamo una toppa e andiamo avanti”. Non basta. Riconciliare vuol dire entrare nei conflitti  tra chi resta e chi parte, tra chi investe e chi resiste, tra chi ha voce e chi non ne ha, e non uscirne finché non cambia qualcosa di reale.

E infine la speranza. La parola più abusata. Se un ragazzo pensa che il suo futuro sia altrove, non è perché manca di speranza: è perché la città non gliene dà abbastanza. La speranza, qui, dovrebbe avere un indirizzo preciso, un’opportunità concreta, non un manifesto elettorale.

Il problema è che queste tre parole costano. Costano consenso, perché obbligano a dire verità scomode. E allora si preferisce parlare d’altro, promettere tutto, evitare di disturbare.

Ma una città che non fa i conti con se stessa non cresce: galleggia. E allora la domanda non è più chi sarà il prossimo sindaco. La domanda è molto più scomoda: Cava de’ Tirreni vuole davvero cambiare, o le sta bene raccontarsela ancora un po’?

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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