Cava de’ Tirreni, l’accusa dei Cinque Stelle: «Altro che “Città Europea”… siamo una “città da libri contabili in tribunale”»

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“Altro che “Città Europea”… Cava de’ Tirreni è una “città da libri contabili in tribunale”.

Principia così la nota inviata dal Movimento Cinque Stelle metelliano sulla difficile situazione finanziaria del Comune di Cava de’ Tirreni.

“I cittadini hanno diritto di sapere -continua la nota pentestallata- come si è arrivati ad un disavanzo da ripianare previsto in oltre 12 milioni di euro e chi ha amministrato negli ultimi 6 anni non può scaricare la colpa su chi lo ha preceduto, certamente non esente da responsabilità. In attesa che gli amministratori, o qualche strenuo loro difensore, ci diano la risposta ufficiale qualche ipotesi, da incompetenti, possiamo provare a farla, senza che il saccente di turno ci risponda “si ma è poca roba, le ragioni vanno ricercate altrove”. E perché non usare citazioni del celebre Totò: “è la somma che fa il totale”.

Negli ultimi 6 anni, e non solo, c’è stata una gestione dissennata del patrimonio pubblico:

  • il comune vantava un credito dal Social Tennis Club di più di 500 mila euro, con una sciagurata transazione (da qualcuno denunciata anche alla Corte dei Conti) si è abbuonato la gran parte del debito del club sportivo;
  • ci sono alloggi di proprietà comunale, occupati da non aventi titolo, che, peraltro, pagano canoni irrisori, a cui viene assicurata anche la manutenzione con soldi della collettività;
  • la mediateca chiusa da quasi 2 anni;
  • sulla piscina comunale stendiamo un velo pietoso così come sulla gestione dei campi di calcio e delle palestre”.

“Negli ultimi 6 anni, e non solo -proseguono i Cinque Stelle- il costo del personale è completamente fuori controllo:

  • staff del sindaco, che non si sa a cosa serva se non a garantire prebende, strapagato;
  • assunzione di un numero eccessivo di personale proveniente da categorie protette che ha fatto sfondare il tetto consentito per la spesa di personale per comuni della nostra dimensione e che, pertanto, impediranno turn over e concorsi per i prossimi anni;
  • pagamenti di incentivi che non vengono mai commisurati alla produttività dei dipendenti;

Negli ultimi 6 anni, e non solo, che ruolo è stato dato alle partecipate?:

  • sono state considerate un postificio e un modo per assicurarsi consenso elettorale: troppo comodo, ad esempio, per la Metellia avere pagato a piè di lista il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e invece tenersi i proventi delle strisce blu girando al socio unico una cifra una tantum, non meglio identificata.
  • si sono usate le partecipate per sistemare i trombati e/o portatori di voti nelle varie campagne elettorali e non certo per migliorare la gestione della cosa pubblica”.

“Solo alcuni esempi -sostengono i pentastellati cavesi- di come si è gestita la città fino ad ora. Esempi che spiegano, anche, come ci si è assicurati la rielezione al primo turno. La distribuzione di prebende, così come l’essere forti con i deboli e deboli con i forti senza inimicarsi chi sposta i voti in città, ha pagato”.

“La realtà dei fatti -conclude la nota del Movimento 5 Stelle Cavese- è una sola: il Comune di Cava de’ Tirreni si ritrova con un debito enorme ed una città in condizioni pietose e senza alcuna prospettiva di rilancio per il futuro. Ma ai cavesi, evidentemente, #vabbenecosì”.

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