Cava de’ Tirreni, diffida Comitato anti botti sui fuochi d’artificio: la Festa della Madonna dell’Olmo finisce sotto esame
La segnalazione formale del “Comitato anti botti selvaggi e illegali” riguarda gli spari dell’8 settembre e dei giorni successivi, ritenuti irregolari e potenzialmente pericolosi. Dal caso emergono questioni di sicurezza, autorizzazioni, responsabilità e rispetto delle norme nelle manifestazioni pubbliche
A Cava de’ Tirreni la tradizionale Festa della Madonna dell’Olmo, celebrata l’8 settembre, si accompagna quest’anno a una diffida formale da parte del “Comitato anti botti selvaggi e illegali” che punta l’attenzione su un tema delicato: lo sparo di fuochi d’artificio senza autorizzazioni chiare e in condizioni ritenute non conformi alle norme di sicurezza. L’atto, indirizzata all’attuale Amministrazione Comunale, contesta in particolare gli esplosivi utilizzati durante la festa e nei giorni immediatamente successivi. Solleva pero anche dubbi sulla regolarità delle procedure e sulla tutela dell’incolumità pubblica.
La diffida non riguarda la tradizione in sé, ma il modo in cui essa viene gestita. Il documento richiama infatti la necessità di rispettare le autorizzazioni previste dalla legge. Così come di garantire controlli adeguati e di evitare situazioni che possano mettere a rischio residenti, partecipanti e attività commerciali. Una richiesta di chiarimento che nasce dall’esigenza di conciliare la festa popolare con le regole che disciplinano l’uso di materiale esplodente in contesti urbani.
La vicenda apre una serie di questioni più ampie. Da un lato, il tema della sicurezza: l’utilizzo di fuochi d’artificio in aree densamente abitate richiede valutazioni tecniche, distanze di sicurezza e personale qualificato. Dall’altro, quello delle autorizzazioni: ogni sparo deve essere preventivamente autorizzato, con responsabilità precise in capo agli organizzatori e agli enti preposti.
La diffida solleva anche un interrogativo sul ruolo delle istituzioni nel monitorare le manifestazioni pubbliche. Le feste patronali rappresentano un patrimonio identitario della città, ma richiedono un equilibrio tra tradizione e rispetto delle norme. Il caso della Madonna dell’Olmo diventa così un’occasione per riflettere su come garantire celebrazioni sicure, ordinate e pienamente conformi alle regole.
In attesa delle verifiche e delle risposte ufficiali, la vicenda ricorda che la sicurezza non è un dettaglio accessorio, ma un elemento essenziale di ogni evento pubblico. A Cava de’ Tirreni, come ovunque, tradizione e legalità devono procedere insieme per tutelare la comunità e preservare il valore delle feste che la città custodisce da generazioni.
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