scritto da Redazione Ulisseonline - 11 Luglio 2026 10:07

Cava de’ Tirreni, Antonio Barbuti eletto con un voto trasversale: il Consiglio comunale metelliano si ricompatta, mentre la politica a sinistra si divide

La denuncia del PRC sul “finto bipolarismo” e la nascita dell’“opposizione di strada” si intrecciano con un dato politico inatteso: l’elezione quasi unanime di Antonio Barbuti, riconosciuto come figura di garanzia oltre gli schieramenti. Una convergenza inattesa che apre nuovi scenari nell'attuale Consiglio comunale

foto Christopher Spatuzzi

L’inciucio è servito: Antonio Barbuti è stato eletto Presidente del Consiglio comunale con i voti congiunti della maggioranza e di quasi tutta l’opposizione, confermando le voci che nei giorni scorsi avevano già iniziato a circolare con insistenza.

E’ quanto denuncia Rifondazione Comunista che, a suo avviso, scardina la narrazione di una contrapposizione netta tra i blocchi politici rappresentando la prova definitiva del “finto bipolarismo cavese” che il partito denuncia da tempo.

Il voto compatto che ha portato Barbuti alla presidenza riproduce nei fatti una continuità politica con la precedente amministrazione di centro-sinistra, nonostante le dichiarazioni di discontinuità che avevano caratterizzato la campagna elettorale. A distinguersi, in un quadro di consenso quasi unanime, è stato il voto contrario del consigliere di Cavasia – Città in Comune, cui il PRC rivolge un riconoscimento esplicito per la coerenza dimostrata.

Secondo Rifondazione, dietro i contrasti esibiti in campagna elettorale si celerebbe una convergenza reale di potere. Chi si è presentato come alternativa al passato, oggi si ritrova a condividere le massime cariche cittadine con chi quel passato lo ha sostenuto e blindato, bypassando — è l’accusa — la volontà degli elettori. Per questo il PRC Cava de’ Tirreni annuncia che non resterà spettatore di quelle che definisce “manovre di palazzo”. Oltre al lavoro svolto all’interno di Cava sia – Città Comune, il partito rilancia la propria azione nei quartieri, tra la gente, con l’obiettivo di riportare al centro i bisogni reali della città, la difesa dei servizi pubblici e la tutela dei beni comuni, contro ogni logica di spartizione di poltrone e di equilibrio di potere.

Da qui l’appello ai cittadini, ai movimenti civici e alle forze politiche che rifiutano il trasformismo: unirsi per pretendere trasparenza, coerenza e un confronto democratico autentico.

Accanto alla denuncia di Rifondazione, la vicenda offre però un ulteriore punto di osservazione che amplia la lettura politica del voto. Antonio Barbuti, per la terza volta Presidente del Consiglio e in continuità con la precedente consiliatura, è stato eletto praticamente all’unanimità: l’unica eccezione è la scheda bianca del consigliere Eugenio Canora. Un dato che, di per sé, evidenzia un consenso trasversale che supera gli steccati politici e le divisioni della campagna elettorale.

La sua elezione si configura così come una presidenza di garanzia, riconosciuta tanto dalla maggioranza quanto dalla minoranza. Un risultato più che lusinghiero che, a memoria cittadina, nessuno era mai riuscito a ottenere con tale ampiezza. In un contesto politico attraversato da tensioni, accuse di trasformismo e nuove forme di opposizione che rivendicano il contatto diretto con la città, la figura di Barbuti emerge come punto di equilibrio istituzionale. Una presidenza che, almeno nei numeri, rappresenta un raro momento di convergenza in un panorama complesso e frammentato, destinato a segnare l’avvio della nuova consiliatura.

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta da Silvia Lamberti.

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