Cava de’ Tirreni, Annamaria Morgera su vaccini e dintorni: “Cava è una città allo sfacelo”

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Egregio Direttore e caro amico,
ho sempre evitato di scrivere, perché, come è noto, godo fama di essere una gran rompiscatole.

Questa volta, però, sono indignata, per dirla in parole povere, incazzata nera.

Procediamo per gradi pandemia: ci dicono di rimanere in casa e noi tutti inquadrati e disciplinati, cacati sotto dalla paura, siamo rimasti in casa. Questa grande novità ci fece tutti amici canterini, affacciati ai balconi a cantare l’inno di Mameli, niente niente eravamo allo stadio per la coppa dei campioni.

Questa pazziella è durata due anni. Arriva il vaccino…uh maronna! No vax, sì vax , tu pe’ me e io pe’ te. Va buono…facimmece ‘o vaccino! Ma come te lo fai questo vaccino? Niente paura: ti iscrivi sulla piattaforma e ti chiamano. O’ vero? E che è sta piattaforma? Intervengono amici, figli, nipoti e si capisce che ci vuole internet.

Io 80 anni so usare internet e procedo. La chiamata arriva ‘mpizzo ‘mpizzo… per caso apro la posta, chiamiamo una ambulanza a pagamento e corriamo, mio marito, povero Cristo in carrozzina e io con genero e figlia, a San Francesco.

Nu friddo ‘e pazze! Tre ore di attesa e ci fanno il vaccino.

Seconda dose, stessa storia, stessa ambulanza stessi soldi, stessa fila, terza dose… idem, un casino di gente… ma ce la
facciamo.

QUARTA DOSE. Ahhh, ma allora l’avimmo pigliata a vizzio! Facimmece sta quarta dose. Dose riservata e raccomandata agli ultra ottantenni e ai più fragili. Meno male, noi siamo ultra ottantenni io 82 e mio marito Raffaele 84, ma poverino per una serie di problemi è in carrozzina. Non è obbligatoria ma facciamola. In casa abbiamo un badante
nigeriano che deve fare la terza dose, lo mando a San Francesco, ma trova chiuso. Azzz, e mo’ comme facimmo!

Il centro vaccinale sta a Santa Lucia. A questo punto mi chiedo se sia giusto, se sia ragionevole, se sia possibile decentrare una cosa così importante.

Questa idea è diabolica, ci vuole una intelligenza superiore per architettare una roba del genere.

Prima di tutto spiegatemi come fa un anziano che non sa usare il PC a sapere che deve fare e dove deve andare; secondo come fa una persona straniera che non conosce Cava e l’italiano a sapere dove si trova Santa Lucia.

Come fa una persona anziana, disabile ad andare a Santa Lucia se non ha nessuno che ce la porti? Dice un conoscente: “Prendi il pullman”. Ma se non cammino, se sono in carrozzina come faccio? Allora ti fai accompagnare da qualcuno… allora si’ proprio ciuoto… non ho nessuno che mi accompagna. Figli e nipoti lavorano, amici lavorano….

“Chiama un autista!”

Infatti, chiamato… 50 euro per portarci e 50 per riportarci, dopo che ho pagato fior di quattrini per
l’ambulanza. Allora qua veramente siamo alla frutta… 50 euro per fare la quarta dose? Ma stiamo scherzando, stammo pazzianno overamente.

Conclusione la quarta dose non ce la facciamo. Però scusate tanto, si può sapere perché è chiuso San Francesco e con tanti spazi in centro non si poteva aprire altrove? Ex Club Universitario libero, Mediateca libera, ecc ecc.

Ospedale? Ma in ospedale non si fa il vaccino, anzi lo vogliono chiudere, un gruppo di giovani si è incatenato in segno di protesta. Le catene non sono più di moda, ma ci
provano. Stanno ancora là? Faciteme capì.

Forse non ci siamo ancora resi conto che Cava è una città allo sfacelo: parcheggi…. maroooo nun ne parlammo, cultura….è una cosa che si mangia? Il teatro… scusate volevo dire il teatrino… lo hanno aperto… nun serve a niente, mi fermo qui ci sarebbe da scrivere un romanzo.

Una ultima domanda: “Perché si dovrebbe venire a Cava, cosa offre se non c’è una manifestazione, nun ce sta niente? Solo eventi personalizzati, tipo presentazioni di libri, conferenze noiose riservate ai soliti addetti ai
lavori… ma io me stongo ‘a casa mia, me faccio ‘na cammenata e tanti saluti alla Piccola Svizzera.

Annamaria Morgera

1 commento

  1. 24.04.2022 – Da Nino Maiorino – Non ho il piacere di conoscere personalmente Anna Maria Morgera, e me ne dolgo, perché dalla lettera scritta e pubblicata da Ulisse è una persona che mi piacerebbe avere amica, anche se solo su FB. Una lettera amara, ma divertentissima, scritta in maniera encomiabile, seria e scherzosa contemporaneamente. Mi sono sbellicato dalle risate, riflettendo amaramente su cos’è diventata questa città. L’unico centro vaccinale della città (quello di Santa Lucia lo considero di periferia) chiuso non si sa come e perché, e persone anziane, magari disabili, che per fare la quarta dose debbono andare a Santa Lucia. E non parlo di cosa è diventato il chiostro di San Francesco, una volta (epoca di fra Gigino) uno dei maggiori poli di attrazione non solo della città, ora ridotto a ospitare le assemblee dei condomini, o quattro ragazzi, che lo utilizzano per giocare a fare gli Scout. Povera Cava, vergogna della Provincia salernitana, che avrebbe bisogno di una guida politico-amministrativa di grande autorevolezza, che sembra diventata il fanalino di coda del circondario. Brava Anna Maria, con grande stile gliele hai cantate di cotte e di crude. Complimenti.

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