Cava de’ Tirreni, a proposito della biblioteca comunale

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Sommessamente, senza alcuna pretesa di dare lezioni a chicchessia, mi permetto di intervenire a proposito dell’ubicazione futura della nostra prestigiosa Biblioteca Comunale Can. Avallone.

L’amministrazione comunale ha inserito l’immobile di viale Marconi, dov’è attualmente, nell’elenco dei beni alienabili; in breve, lo ha messo in vendita. Non ha ancora pubblicato un bando di asta a questo scopo, ma ha manifestato l’intenzione di venderlo, ed ovviamente la biblioteca in quanto tale dovrà trovare una nuova casa. La stessa amministrazione fa ora sapere che intende traslocarla in Villa Rende, dove sono in corso interminabili lavori di ristrutturazione. Ecco, non mi sembra la migliore ubicazione.

Dico subito che nulla trovo da obiettare se l’amministrazione comunale, alle prese con un debito vertiginoso da cui ha il dovere di rientrare al più presto – per rispetto dei cittadini e di chi governerà la città nei decenni futuri prima ancora che per obbligo di legge – abbia preso la decisione di fare cassa vendendo l’immobile di viale Marconi, certamente per collocazione e struttura edile appetibile sul mercato e peraltro neanche del tutto idoneo ad ospitare una biblioteca. Mi riferisco, ad esempio, a quel pilastrone in piena sala conferenze a pian terreno, che ostruisce la visione del tavolo degli oratori ad una parte consistente del pubblico, ed all’acustica imperfetta. Nulla da dire invece sulla sala lettura al primo piano e sulla capienza generale del palazzetto.

Capisco pure che l’opposizione, o parte di essa, trovi in questa decisione l’appiglio per censurare la gestione finanziaria del Comune dell’ultimo decennio; ma, una volta puntato l’indice contro i responsabili, cosa che ci sta, poi dal debito bisognerà pure rientrare e da quell’immobile si potrebbe ricavare un bel gruzzoletto.

Capisco meno l’opposizione conservatrice di quelli che si spaventano di ogni cambiamento, in buona parte gli stessi ai quali i Cavesi debbono la scandalosa occlusione alla fruizione pubblica dell’area dell’ex Manifattura Tabacchi di viale Crispi, gloriosamente chiusa ormai da un quarto di secolo. Sono sempre gli stessi che negli anni ‘90 fecero di tutto – per fortuna senza riuscirvi – per far saltare la realizzazione della copertura del trincerone ferroviario di corso Principe Amedeo, dove finalmente a breve dovrebbe essere inaugurato un boulevard.

Le città vivono, si trasformano, cambiano. La stessa nostra biblioteca una volta era collocata nella via che da essa prendeva il toponimo, via Biblioteca Avallone, oggi via XXIV Maggio. Era bellissima, accogliente, ne ricordo ancora l’odore dei libri e del legno degli scaffali. Andavo a consultarvi i volumi dell’Enciclopedia Treccani. Poi fu trasferita in viale Marconi, ma non cessò per questo di svolgere un rilevante servizio per la nostra città. Non c’è dunque nulla di scandaloso se dovesse nei prossimi anni trovare una nuova collocazione, purché sia migliorativa rispetto a quella attuale.

Villa Rende apparentemente potrebbe esserlo. Insiste in un parco, garanzia di silenzio, e dispone di ampi spazi; ma c’è un limite, è decentrata rispetto al cuore pulsante della vita cittadina. Come lo è in parte anche l’attuale collocazione in viale Marconi, che tuttavia ha il vantaggio di insistere in un’area densamente popolata e di essere adiacente a molti plessi scolastici, il che favorisce la frequentazione dei giovani. Villa Rende viceversa è limitrofa solo al II° Circolo didattico di via Formosa, alla Media ex Carducci ed al Liceo Marco Galdi.

Ora occorre fermarsi un attimo per ragionare sul ruolo delle biblioteche oggi. Non nascondiamocelo, al di là dei nostri desideri, esse sono sempre meno frequentate. Ciò per lo stesso motivo per il quale stanno chiudendo molte sale cinematografiche. Il cinema ormai ci arriva in casa, così i libri, i documenti; li troviamo agevolmente sul web seduti al desk di casa nostra. In biblioteca si va solo per le rarità o per amore della carta stampata. Amore, beninteso, che rispetto e che condivido. E come i cinema, per fronteggiare la concorrenza degli home video, si stanno trasformando in multisale attrezzate con ogni comfort, ivi compresi bar, rosticcerie, sale giochi per i bambini etc.. analoga metamorfosi è in corso per le biblioteche. Non a caso il neo ministro dei Beni Culturali, Gennaro Sangiuliano, ed il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in piena sintonia tra loro, stanno pensando addirittura di trasferire la Biblioteca Nazionale di Napoli oggi annessa a Palazzo Reale, in Palazzo Fuga a Piazza Nazionale, dove progettano di realizzare una vera e propria cittadella della cultura, non solo libri, ma dotazioni digitali, ristoranti, bar, spazi espositivi, finanche foresteria.

Furono considerazioni analoghe – credo – quelle che spinsero l’amministrazione Fiorillo, a fine anni ‘90, ad inserire la ristrutturazione dell’ex Pretura di piazzetta Di Mauro – per noi Cavesi più stagionati piazzetta del Purgatorio – nell’elenco delle opere del Patto Territoriale Cava-Costa d’Amalfi per farne una Mediateca. Ho l’orgoglio di aver portato a termine quell’opera grazie ai finanziamenti integrativi del Più Europa ottenuti dalla mia amministrazione, inaugurandola il 19 gennaio 2010. Due giorni dopo terminai il mio sindacato.

La mediateca è in pieno centro, dispone di ogni dotazione tecnologica per la fruizione culturale integrata carta-web, di una magnifica sala conferenze e di una sala per incontri seminariali, di bar e servizi. I suoi spazi, considerando anche il piano interrato de-umidificato, sono più che sufficienti per accogliere i 70mila volumi della dotazione libraria attuale della biblioteca, oltre ad eventuali future donazioni. I locali dell’ultimo piano dell’ex San Giovanni, adiacenti alla Mediateca, ancora non utilizzati dal Comune, potrebbero a loro volta ospitare l’Archivio Storico Comunale. Durante l’amministrazione Galdi erano anche stati avviati i lavori di  ristrutturazione per predisporli a quest’uopo.

Infine, il bando per la concessione della sua gestione a privati  – qualcuno ricorda lo sconcio della Mediateca trasformata in discoteca di solo pochi anni fa? – per fortuna è andato una prima volta deserto. Vi si prevedeva una sorta di gestione associata di diverse attività, dall’animazione dei bambini alla ristorazione, dalla convegnistica all’esposizione di arti visive, con una divisione degli spazi a seconda delle diverse attività. Lo dico con franchezza: non ne so nulla, ma quel bando da subito mi era puzzato di pre-accordo con due tre aziende interessate ciascuna a prendersi una parte degli spazi per le sue finalità aziendali. Oggi, riformulato in modo ininfluente rispetto alla sostanza, il bando è stato riproposto. La scadenza per la presentazione delle offerte è alle ore 12:00 del 15 febbraio prossimo. Si farebbe ancora a tempo a ritirarlo ed a decidere di trasferirvi la Biblioteca Comunale Canonico Avallone, con l’Archivio Storico Comunale in Palazzo ex San Giovanni. In fondo la si porterebbe nella casa che il Comune aveva realizzato per essa.

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