scritto da Pasquale Petrillo - 15 Marzo 2026 11:06

Cava de’ Tirreni, la città metelliana ostaggio del Pd: litigi, veti e un partito che non decide

Il Pd cavese si incarta sulla scelta del candidato sindaco, tra correnti in guerra e primarie annunciate come un miraggio. Accarino e Senatore finiscono nel tritacarne, il centrosinistra perde credibilità e Salerno detta la linea pensando solo ai voti. Intanto, la città resta ferma

Ai tempi della tanto criticata Prima Repubblica, quando i partiti avevano ancora un peso reale, le guerre tra correnti erano all’ordine del giorno. Ma alla fine un compromesso saltava sempre fuori: qualche poltrona oggi, qualche promessa per domani, e si tornava amici.

Quello che sta accadendo oggi nel Pd per scegliere il candidato sindaco sfugge invece a qualsiasi logica. Una parte maggioritaria del partito sostiene un nome, la minoranza ne vuole un altro. Fin qui nulla di strano. Il problema è l’incapacità totale di decidere, sia a livello cittadino che provinciale. Si perde tempo, si tergiversa, si minacciano scissioni. E tutto resta fermo. Nessuna sintesi, nessun accordo, nessuna alternativa.

E così, a un mese dalla presentazione delle liste, spuntano dal cilindro le primarie da fare — forse — entro dieci giorni.

Siamo davvero alle comiche. Più che una proposta, sembra una presa in giro. A questo punto, fare le primarie (che non si faranno) significherebbe solo esasperare gli animi e allargare le spaccature, non certo ricucirle.

Colpisce vedere due professionisti seri e stimati come Giancarlo Accarino e Luigi Senatore trattati in questo modo. Il Pd dovrebbe ringraziare che, tra le macerie lasciate dall’Amministrazione Servalli, ci siano ancora persone di questo livello disposte a caricarsi sulle spalle una candidatura che è più un fardello che un onore. Ed è altrettanto incomprensibile che il Pd cavese non sia stato capace — e continui a non esserlo — di tentare un recupero politico in extremis di Armando Lamberti ed Eugenio Canora, gli altri due candidati del centrosinistra.

Per chi guarda da fuori, resta un mistero questo scontro senza tregua tra due fazioni interne. Cosa c’è davvero dietro? Più che una competizione tra Accarino e Senatore, sembra un regolamento di conti tra gruppi di potere. Se non fosse così, il buon senso avrebbe già prevalso da tempo. E soprattutto non si sarebbero messi nel tritacarne mediatico nomi di persone rispettabili.

Il risultato è devastante: il Pd e, con esso, tutto il centrosinistra, escono con un’immagine debole e poco rassicurante. Con questi presupposti, come si può pensare di essere credibili agli occhi dell’elettorato metelliano? Si può davvero affidare il destino di una città in difficoltà a uno schieramento che litiga su tutto e non riesce nemmeno a scegliere il proprio leader?

C’è poi un’ultima considerazione, forse la più amara: il ruolo sempre più marginale della nostra città nello scacchiere politico provinciale. Da questa vicenda emerge chiaramente che a non voler decidere è il Pd salernitano. Perché? Perché del futuro del centrosinistra cavese — e ancor meno della città — non importa nulla.

L’unica preoccupazione dei vertici deluchiani è non inimicarsi nessuno dei portatori di voti cavesi, che siano di maggioranza o di minoranza. A Salerno fanno gola tanto i voti di Nunzio Senatore quanto quelli di Luca Narbone. Tradotto: il Pd deluchiano tratta Cava come una colonia. Può anche affondare, l’importante è che i voti arrivino… “E più non dimandare”.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte (2006), Appunti sul Governo della Città (2009), e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso (2018), Il trionfo della mediocrità (2025), nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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