Cava de’ Tirreni, elezioni comunali: città smarrita tra tatticismi e vecchie liturgie. L’appello di Mariconda alla responsabilità politica
In una fase segnata da confusione, personalismi e strategie di corto respiro, il dibattito sulle candidature a Sindaco di Cava de’ Tirreni appare sempre più distante dalle esigenze reali della comunità. Nella sua lettera aperta al nostro giornale l’ingegnere Massimo Mariconda denuncia l’incapacità delle forze politiche locali di proporre un progetto credibile, autonomo e realmente discontinuo rispetto al passato, mentre i cittadini attendono serietà, chiarezza e programmi concreti. In gioco non c’è solo una griglia di nomi, ma la possibilità per la città di ritrovare orgoglio, visione e un ruolo all’altezza della sua storia
Riceviamo e pubblichiamo
Egregio Direttore,
da osservatore attento ed interessato alle vicende politiche locali ma libero da dinamiche localistiche consolidate, registro una drammatica confusione politica che interessa la nostra città, obbligata ad assistere, suo malgrado, ad un teatrino sempre più stucchevole e sgradito, avente ad oggetto la definizione della griglia dei candidati a Sindaco.
Poiché è pacifico che la disaffezione alla politica è marcata e crescente è pur vero che ogni cittadino, seppur con sensibilità e declinazioni diverse, in quanto parte integrante di una comunità continua ad essere detentore della sovranità popolare e testimonia la propria appartenenza alla dimensione locale mediante un interessamento alle vicende cittadine, ancor più se connesse ad aspetti concreti del vivere quotidiano: la sicurezza, le tasse, le politiche sociali, la gestione dei beni comuni, la manutenzione delle strade, la qualità dei servizi offerti, ecc.
In ragione di ciò, chiedersi chi è che si candida per governare la città, con quale programma e, soprattutto, con quali modalità di coinvolgimento e partecipazione nelle scelte, appare la naturale manifestazione di interesse.
Ma quanto emerge da questa “sceneggiata di più atti” non solo mortifica ogni forma di interessamento, a detrimento del senso civico, ma tende a scoraggiare palesemente anche le legittime e democratiche istanze collettive di rappresentanza.
Non sono evidentemente bastati gli ultimi anni di vita politica amministrativa a consolidare negli attori principali la necessità di un atteggiamento di coerenza e sobrietà verso gli elettori, anteponendo scelte di responsabilità ad ambizioni personali, forse legittime ma, per molti versi, inopportune.
In tale contesto di magmatica evoluzione, dovuta per alcuni degli attori in gioco alla soggezione ad equilibri di partito su scala provinciale e per altri al timore di veder ridimensionata o compromessa la propria “posizione di rappresentanza e/o di vantaggio”, ad uscire mortificata è la pazienza dei tanti cavesi che, da tempo, auspicano la proposizione di candidature definite, autonome, capaci di ascoltare le esigenze e tradurle in programmi da esporre con chiarezza ed adeguato anticipo rispetto al momento elettorale.
Programmi in grado di coniugare concretezza e prospettiva ma che, soprattutto, si pongano in discontinuità, sostanziale e non formale, in termini di metodo (e di uomini?) rispetto a ciò che è accaduto negli ultimi anni di storia politico-amministrativa cittadina.
Sembra, invece, che, protervamente quanto stancamente, si vogliano imporre vecchie strategie e liturgie, attese tattiche e riposizionamenti strategici, del tutto inopportuni rispetto al contesto in cui vive la nostra città.
Possibile che un PD locale, dilaniato e sfilacciato, possa ancora dettare tempi e regole della politica locale?
Possibile che spinte centrifughe dei soliti noti oppongano resistenze ad un dibattito costruttivo per la scelta di una candidatura a Sindaco che rappresenti un reale (quanto auspicato) superamento del passato e che sappia proporsi quale sintesi di un progetto alternativo di città?
Possibile che le forze del Campo Largo a Cava non sappiano porsi quale novità alternativa alla vigente opposizione consiliare? I prossimi giorni serviranno a misurare la reale maturità di queste forze e la capacita dei propri rappresentanti locali di replicare un modello risultato vincente a livello regionale.
Si riuscirà, anche con l’apporto dei tanti civici presenti nel dibattito politico locale, ad indicare, senza riserve o subordinazione alcuna, una candidatura che sia di autentica discontinuità rispetto alla attuale amministrazione comunale, che sia riferimento diretto dei vertici politici regionali e che, soprattutto, possa presentarsi quale valida alternativa (di merito e di metodo) alle candidature attualmente in campo?
Cava de’ Tirreni è città ricca di storia e tradizioni, capace, nel passato, di essere rinomato riferimento non solo della provincia di Salerno, ma dell’intera regione Campania e, in primis, della stessa Napoli: saprà questa nobile e blasonata comunità riappropriarsi del proprio orgoglio per proporsi, finalmente, quale “laboratorio” di una politica in rapida evoluzione, configurando modelli di governance locali in coerenza agli assetti ed equilibri in via di formazione su scala regionale?
Provarci è un dovere, crederci un obbligo.
ing. Massimo Mariconda






