Marco Galdi all’attacco del sindaco Servalli: “Cava, la città che dorme e frena”

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“Se questo è il cambiamento che Dio ci scampi e liberi!”. Così ha tuonato l’ex sindaco Marco Galdi  riferendosi all’attuale Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni. La forte esclamazione è stata ripetuta più volte durante la conferenza stampa che il professor Galdi ha presieduto stamattina. L’argomento in discussione sono stati i primi cento giorni di amministrazione-Servalli, il momento in cui di solito, ha specificato Galdi, vengono presi i provvedimenti più importanti e, a volte, anche dolorosi.

La lettura dell’ex sindaco è impietosa, parafrasando gli slogan elettorali, ha parlato di una “Cava città che dorme”, “Cava città ordinaria” e “Cava città che frena”.

Per quel che riguarda il primo punto, l’ex primo cittadino asserisce che c’è una serie di problemi che non viene affrontata, uno di essi la questione del nosocomio cavese. “Tutto langue in materia, nonostante le mie continue sollecitazioni -ha asserito- nessun passo in avanti è stato fatto col Piano Urbanistico Comunale; la tanto sventolata in campagna elettorale spending review è latitante, l’assessore al bilancio Salsano ha dovuto ammettere che è già tutto razionalizzato e ulteriori tagli non è possibile farli”. Cava città che dorme perché sui temi seri spira un vento soporifero che pervade amministrazione e città.

Per il punto “Cava città ordinaria” le asserzioni di Galdi hanno puntato il dito sul bombardamento mediatico che fa apparire straordinarie attività di ordinaria amministrazione. “L’ufficio al Verde Pubblico è diventato il protagonista assoluto- ha ripreso l’ex sindaco- peraltro mi fa piacere perché la persona preposta, l’assessore Polichetti,  la quale mi è stata sempre vicina, sta lavorando bene. Ma è normale attività”.

L’elenco delle cose non fatte, e quindi “Cava città che frena”, è continuato con la famosa sanzione da 500 euro per i trasgressori dell’esatto conferimento dei rifiuti. Marco Galdi ci va giù duro sostenendo che la svolta si fa con operazioni molto più complesse, ecco perché ha concluso la conferenza chiedendo, con rammarico e senza alcuno spirito di rivincita, un cambiamento di passo e un risveglio per il bene della città.

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