Manovra economica, si “tratta” sul deficit al 2 per cento

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La richiesta di Bruxelles di portare il deficit per il 2019 sotto il 2% del Pil a fronte del 2,4% fissato dal governo nel quadro programmatico dei conti continua a dividere all’interno dell’esecutivo. L’arrivo del testo in Aula alla Camera, dopo vari slittamenti, è ora previsto per mercoledì.

Prosegue serrata la trattativa tra Italia e Ue sulla Manovra. Ma da Bruxelles arriva l’altolà al governo: servono correzioni. L’Europa chiede un aggiustamento credibile, ovvero portare l’obiettivo di deficit per il 2019 sotto il 2% del Pil a fronte del 2,4% fissato dal governo nel quadro programmatico dei conti.

Un’ipotesi su cui non c’è accordo all’interno dell’esecutivo.

“Non sto lavorando a questo obiettivo”, ha chiarito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pur sottolineando che il dialogo con l’Europa per evitare la procedura d’infrazione va avanti.

“Siamo in pieno periodo di approvazione della legge di bilancio, stiamo valutando tutti gli emendamenti – ha spiegato il premier – sto lavorando a tempo pieno nell’interlocuzione con le istituzioni europee, da stamattina continuo a lavorarci. Lavorerò stasera, lavorerò domani e nel volgere di qualche giorno avremo un ulteriore passaggio con le istituzioni Ue e confido di poter pervenire al mio massimo auspicio e il mio grande obiettivo e cioè per venire a una soluzione condivisa per evitare l’infrazione”.

Il confronto prosegue anche sul piano interno tra i soci di maggioranza. Sulla prospettiva di evitare la procedura d’infrazione, il vicepremier Matteo Salvini non si è  sbilanciato: “Non sono sicuro di niente, sono sicuro che stiamo facendo di tutto per aiutare gli italiani a stare meglio, spero che l’Europa assecondi questa nostra volontà – ha affermato – stiamo lavorando anche in queste ore per migliorare la Manovra, già alla Camera”. Ma appare ormai chiaro che il passaggio della legge di bilancio a Montecitorio non sarà quello decisivo per sciogliere i nodi.

E che il governo punta a prendere tempo e a rinviare gli interventi sulle misure cardine, reddito di cittadinanza e pensioni, al Senato. Per abbassare l’asticella del deficit è necessario individuare risorse aggiuntive che dovrebbero arrivare dalla rimodulazione delle coperture preventivate per le due riforme: circa 7 miliardi per il superamento della Fornero e 9 per il reddito di cittadinanza, nel complesso 16 miliardi.

Tra le proposte di modifica presentate da governo e relatori non c’è traccia di queste misure. Intanto, in commissione Bilancio della Camera prosegue a oltranza l’esame sugli emendamenti in vista dell’approdo della manovra in Aula che, dopo vari slittamenti, è ora previsto per mercoledì. (fonte Confcommercio)

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