Il nuovo DPCM in vigore da domani: Zone Rosse la Lombardia, il Piemonte, la Calabria e la Valle d’Aosta

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Il provvedimento prevede chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio alla quale appartiene una Regione. In tutta Italia vale il coprifuoco dalle 22 alle 5. 

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio alla quale appartiene una Regione e che segue quello già firmato il 25 ottobre. L’esecutivo ha resistito, insomma, al pressing di quelle regioni che chiedevano modifiche alla bozza del provvedimento.  L’unica concessione di rilievo riguarda il capitolo ristori, che Conte sarà costretto ad allargare rispetto alle previsioni.

Conte ha sottolineato che “i numeri complessivi dei contagi sono in costante aumento e comportano un’alta probabilità che molte regioni superino le soglie critiche delle terapie intensive già nelle prossime settimane. Dobbiamo per forza di cose intervenire“. E annuncia quali regioni vengono inserite nelle varie fasce di rischio: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta rientrano nelle zone rosse (ad alto rischio), Puglia e Sicilia fanno parte di quella arancione (intermedio) e tutte le altre in quella gialla (con criticità moderata), cioè Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Toscana, Molise, Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano. Conte ha aggiunto: “Se introducessimo misure uniche in tutta Italia produrremmo un duplice effetto negativo, non adottare misure veramente efficaci dove c’è maggior rischio e imporremo misure irragionevolmente restrittive dove la situazione è meno grave”. Poi la precisazione: “Non ci sono territori che possono sottrarsi” alle misure restrittive, “la pandemia corre ovunque“.

Slitta così a domani l’entrata in vigore del Dpcm, compreso il coprifuoco nazionale, e anche le misure più restrittive in tutte le zone individuate, come hanno riferito fonti del ministero della Salute. E la conferma è arrivata anche da Palazzo Chigi: “Tutte le nuove norme previste dall’ultimo Dpcm – quelle riservate  alle aree gialle, arancioni e rosse – saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre. Lo ha deciso il governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività“.

Ora al premier, a Gualtieri e a Patuanelli spetterà trovare nelle prossime ore i soldi necessari a mitigare la rabbia di commercianti, ristoratori, gestori di bar delle zone rosse: tutti destinati a chiudere per almeno due settimane“Non vanifichiamo lo sforzo di tutte quelle categorie che in questo momento hanno ridotto la propria attività”, ha avvertito il titolare degli Esteri Luigi Di MaioLa cifra di 1,5 miliardi probabilmente non basterà. E il rebus si complica perché, anche volendo, i tempi per chiedere un nuovo scostamento di bilancio sono strettissimi mentre, solo erogando risorse dopo il 10 dicembre queste potranno essere inserite nelle spese del 2021. E il 10 dicembre, per le Regioni, è troppo tardi. Non solo. Al Mef e al Mise spetterà la complessa modulazione della platea dei destinatari ai ristori in un decreto che mette in campo chiusure “a fisarmonica”.

Il Governo sceglie lockdown mirati, coprifuoco per tutti dalle 22

Il nuovo Dpcm prevede il coprifuoco dalle 22 alle 5 in tutta Italia e la divisione del Paese in tre fasce, con veri e propri lockdown per le zone “rosse” e “arancioni”.

La scuola sarà in presenza fino alla terza media, mentre per le superiori scatta la didattica a distanza per tutti, ma “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti coinvolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali”. Vengono poi sospesi i concorsi pubblici e privati e le prove di abilitazione all’esercizio delle professioni. Stop anche ai centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi, mentre sui mezzi del trasporto pubblico non si potrà occupare più del 50% dei posti totali.

Nelle regioni “arancioni”, invece, ci sarà un vero e proprio “lockdown soft”: non si potrà uscire o entrare nelle zone rosse, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”, ma sarà vietato anche spostarsi in un Comune diverso da quello di residenza. Chiusi tutte e attività di ristorazione (tranne che nelle aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti).

Nelle zone rosse si fa un passo in più e di fatto si tratta del lockdown dello scorso inverno: oltre ai ristoranti vengono chiusi anche tutti gli altri negozi, “fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità”. Inoltre, non sarà vietato solo spostarsi in un altro Comune, di fatto si dovrà restare a casa tutto il giorno, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Barbieri e parrucchieri potranno restare aperti, contrariarmente a quanto previsto nella bozza del decreto.

Norme, queste per le zone rosse e arancioni, che varranno per “almeno 15 giorni” e comunque non oltre la data di efficacia del decreto, cioè inizio dicembre. (fonte Confcommercio)

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