scritto da Redazione Ulisseonline - 14 Aprile 2017 08:59

Cava, l’abbattimento delle case abusive al centro del dibattito del Consiglio comunale

“Andremo fino in fondo alla questione e faremo ricorso al TAR contro il parere del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che ritiene indispensabile il giudizio preventivo della Sovrintendenza per l’acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio comunale”.

Sono le testuali parole che ha pronunziato il Primo cittadino di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, durante il dibattito in merito all’abbattimento degli immobili abusivi che si è tenuto nel corso del Consiglio comunale di ieri mattina.

Un Consiglio comunale difficile, aspro e dai toni esasperati. Tanti gli argomenti all’ordine del giorno da discutere e d’importanza strategica per il futuro assetto della città, ma su tutto pendeva la spada di Damocle degli abusivi presenti in  Sala consiliare ad assistere.

“L’abusivismo di necessità è un concetto creato ad hoc -ha continuato Servalli in merito all’ordine del giorno richiesto dalla minoranza- nel tentativo di mantenere in piedi un immobile ed evitarne l’abbattimento. I soggetti con cui abbiamo interloquito in merito sono due: la Procura e la Sovrintendenza. Sono state giocate tutte le carte, ma la risposta è stata negativa, la Sovrintendenza ha dimostrato di avere una generale posizione di rifiuto. Ecco perché abbiamo fatto ben tre delibere non chiedendone il parere, sostenendo la tesi che la valutazione degli interessi ambientali e urbanistici potesse essere affidata alla Commissione locale del paesaggio. Questa modalità è stata ritenuta illegittima dalla Procura”.

Queste sono state, in sintesi, le parole del sindaco per spiegare lo status quo delle cose dopo l’abbattimento della casa della signora Pina Fariello pochi giorni fa,e in ragione dei nuovi provvedimenti che potrebbero essere presi a breve per le altre abitazioni abusive ubicate nella cittadina metelliana. L’annosa questione potrebbe trovare soluzione definitiva soltanto  attraverso vie parlamentari con una legge nazionale, ma il Parlamento è contrario al condono.

La Legge Falanga, che tra quindici giorni diverrà efficace, è un altro palliativo che potrà essere inoculato, ma i cui effetti saranno soltanto temporanei. Essa tratta i criteri di priorità per l’esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi. In pratica, non si parla di condono, né tanto meno di risoluzione, ma stabilisce un elenco di priorità  per l’esecuzione degli abbattimenti: immobili che costituiscono un pericolo; immobili in costruzione o  allo stato grezzo; immobili, anche abusivamente occupati, utilizzati per lo svolgimento di attività  criminali; immobili nella disponibilità  di soggetti condannati per i reati di cui all’articolo 416-bis del codice penale o per i delitti aggravati ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152 (e sempre che non siano acquisibili al patrimonio dello Stato); immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o in zona soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico ovvero a vincolo idrogeologico o a vincolo archeologico; immobili di complessi o villaggi turistici o comunque oggetto di lottizzazione abusiva; immobili adibiti ad attività  produttive di tipo industriale o commerciale; immobili abitati, la cui titolarità è riconducibile a soggetti appartenenti a nuclei familiari che dispongano di altra soluzione abitativa; immobili abitati, la cui titolarità  è riconducibile a soggetti appartenenti a nuclei familiari che non dispongano di altra soluzione abitativa.

A turno hanno preso la parola anche altri consiglieri comunali per potersi esprimere in merito. Al termine della discussione è stato annunciato  che martedì, alle ore 11, verrà in città il vice presidente della Regione, Fulvio Bonavitacola. Vedremo quali saranno gli sviluppi in merito.

 

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