Cava de’ Tirreni, sul bilancio a colloquio con Alfonso De Stefano: “Noi cittadini pagheremo il prezzo più caro per uscire dalla crisi”

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Alfonso De Stefano (foto Aldo Fiorillo)

“Il documento che verrà sottoposto al Consiglio comunale dovrà esprimere con chiarezza le cause che hanno determinato l’attuale situazione finanziaria indicando le strategie da attuare per evitare il dissesto”

 

“Ci troviamo di fronte ad una situazione di pre-dissesto. La situazione è grave e non va presa con leggerezza”

Sulla crisi finanziaria del Comune di Cava de’ Tirreni abbiamo voluto ascoltare l’opinione di un professionista che ha esperienza da vendere in materia. Non a caso, attualmente è presidente della Commissione straordinaria del dissesto del Comune di Marano di Napoli.

Stiamo parlando di Alfonso De Stefano, 69 anni, cavese doc, per oltre quarant’anni Segretario in diversi comuni e province, tra cui il Comune di Napoli e delle Province di Milano e di Salerno. Nello stesso tempo ha svolto un’ampia attività didattica e scientifica nelle materie di interesse degli enti locali ed è stato direttore regionale e poi nazionale della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale.


Una domanda preliminare mi pare d’obbligo: che idea si è fatta della crisi finanziaria che sta vivendo il nostro Comune?

Non ho elementi per poter esprimere un giudizio.​ Ho letto la notizia sulla stampa locale e non so se il deficit abbia una natura strutturale. Certo è che, se corrispondono al vero le notizie pubblicate, ci troviamo di fronte ad una situazione di pre-dissesto. Occorre pertanto un piano di riequilibrio pluriennale, assistito peraltro da contributo dello Stato, che potrebbe anticipare risorse mediante il fondo rotativo. Intanto, i cittadini vedranno aumentare la pressione fiscale e subiranno una riduzione dei servizi.

L’impressione è che la maggioranza non ha la piena contezza del problema o cerca far passare il messaggio che la situazione, come direbbe Flaiano, è grave ma non è seria. Qual è la sua opinione?

Certamente la situazione è grave e non va presa con leggerezza, anzi, sono necessarie misure correttive. Occorre infatti rientrare nei parametri ministeriali che risultano sforati.

 

“Il Sindaco deve prendere atto della responsabilità della sua maggioranza e, quindi, azzerare l’attuale giunta e avere il coraggio di aprire l’amministrazione al contributo di tutte le forze politiche e sociali presenti sul territorio​”

 

Le opposizioni, da parte loro, hanno trovato anche in questa occasione il modo di dividersi. Da una parte il consigliere Murolo e i suoi civici suggeriscono un governo di salute pubblica, dall’altra parte, Fratelli d’Italia, Fratellanza e Forza Italia chiedono le immediate dimissioni del sindaco Servalli. Lei cosa consiglia?

A mio parere va scongiurata l’ipotesi del commissariamento del​ ​Comune. Ritengo che ci sia comunque una responsabilità politica dell’attuale amministrazione che gestisce dalla passata consiliatura le casse comunali. E se, come alcuni dicono, il debito avesse origini pregresse, sarebbe stato necessario intervenire tempestivamente con misure concrete (e non solo formali) per scongiurare il deficit. Allo stato attuale anch’io ritengo che il Sindaco debba prendere atto di tale responsabilità della sua maggioranza e, quindi, azzerare l’attuale giunta e avere il coraggio di aprire l’amministrazione al contributo di tutte le forze politiche e sociali presenti sul territorio.​

Se non verrà accettata l’ipotesi del governo di salute pubblica, i cavesi cosa dovranno aspettarsi?

Le misure da adottare purtroppo le stiamo già subendo. Occorre aumentare le tariffe e le aliquote di tariffe e tributi, ridurre le spese per i servizi e per il personale. Sarebbe auspicabile anche una rinegoziazione dei mutui per dilazionare la massa debitoria.

 

“Sono convinto che il ricorso al commissariamento dell’ente sia un rimedio peggiore del male”

 

Per quale motivo il commissario prefettizio è una ipotesi da scongiurare?

Mi auguro che ci siano le condizioni per evitare il dissesto. Ma a prescindere da questa ipotesi, sono convinto che il ricorso al commissariamento dell’ente sia un rimedio peggiore del male. La mia esperienza mi insegna che il commissario prefettizio non opererà alcuna manovra correttiva dal punto di vista finanziario, ma si limiterà alla sterile applicazione delle norme contabili. Peraltro, mancando della sensibilità verso le istanze prodotte dal territorio, non avrebbe esitazioni a dichiarare il dissesto, che sarebbe una vera calamità per i cittadini, per i creditori e per la macchina comunale.​ ​Ne parlo a ragion veduta, in quanto mi trovo attualmente a gestire il dissesto del Comune di Marano di Napoli e posso affermare che le norme vigenti sono farraginose e complesse, tant’è vero che in parlamento giacciono diverse proposte di modifica dell’attuale normativa che disciplina il dissesto degli enti locali.

Tre domande finali tutto d’un fiato approfittando della sua esperienza e del buon senso. La prima. Un Comune come il nostro per quali cause può precipitare in una situazione di crisi finanziaria? La seconda. Come e quando ce ne usciremo? La terza. Dobbiamo aspettarci lacrime e sangue per i nostri portafogli?

Non ho la sfera di cristallo e non conosco la situazione economica-finanziaria del Comune di Cava. Le cause che in via astratta e generale possono determinare una situazione deficitaria possono essere di varia natura e tocca alla Corte dei Conti fare chiarezza, individuando le eventuali responsabilità. Ma quello che oggi dovrebbe interessarci è capire se ci sono le condizioni per uscire dal deficit. Certo che il parere negativo espresso dai revisori dei conti, trapelato dai giornali, pone qualche perplessità sulle misure che l’amministrazione comunale intende adottare. Il fatto, poi, che il bilancio di previsione per l’anno in corso non è stato ancora approvato, è un chiaro sintomo delle difficoltà​ ​ a raggiungere il pareggio ed essendo ormai ad ottobre, diventa quasi un consuntivo. É indispensabile che il documento che verrà sottoposto al Consiglio comunale esprima con chiarezza le cause che hanno determinato l’attuale situazione finanziaria ed indichi le strategie che si intendono attuare per evitare il dissesto. Una cosa sarà certa. Come già stiamo verificando, saremo noi cittadini a pagare il prezzo più caro per uscire dalla crisi e a subire le conseguenze della riduzione dei servizi. (foto Aldo Fiorillo)

1 commento

  1. 23/9/21 – By Nino Maiorino – Insomma, come la giri la giri, torniamo al discorso del cetriolo, scusate la volgarità!

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