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Frammenti

Rubio e la diplomazia possibile

Il Segretario di Stato americano ha cercato di ricucire gli strappi aperti da Trump con Italia e Vaticano. Un intervento misurato, fondato sul rispetto dei ruoli e su toni che mancano ai vertici della Casa Bianca

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, cattolico di origini ispanico‑cubane e piemontesi, ha concluso una serie di colloqui in Italia per ricucire gli strappi aperti da Trump nei rapporti con il governo italiano e con il Vaticano. Ha fatto il possibile, muovendosi con equilibrio e professionalità: un lavoro diplomatico di ottimo livello. Rubio è uno dei pochi membri dell’attuale amministrazione statunitense con cui si può dialogare anche in modo franco e duro, mantenendo però toni urbani e modi assennati. Sa stare nel suo ruolo e non pretende di indossare quelli altrui. Lo conferma una sua dichiarazione di ieri: con il Papa ha illustrato la posizione americana, riconoscendo però che «il Santo Padre è un leader spirituale, prima di tutto e soprattutto. Questo è il suo ruolo». Ognuno, insomma, reciti la propria parte. Cosa che Trump e il suo vice Vance, in fondo, non riescono a fare.

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Foto di Pasquale Petrillo

Pasquale Petrillo

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore…

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