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DefibRider, il supereroe dei nostri tempi

DefibRider vuole soprattutto stimolare una domanda: sapremmo cosa fare se una persona si accasciasse davanti a noi?

DefibRider, il supereroe dei nostri tempi

Sulle strade dell’Agro Nocerino Sarnese, lungo la Costiera tra Vietri sul Mare e Positano e fino a Sapri, nel Cilento, qualcuno lo ha già incontrato: casco con il teschio, tuta nera e rossa, il simbolo del cuore sul petto e il DAE al seguito. È DefibRider, un motociclista davvero difficile da dimenticare.

Il personaggio è stato ideato dal dottor Giuseppe Colangelo, istruttore nazionale certificato di primo soccorso. La sua particolarità è che non resta confinato sulle pagine di un fumetto: Colangelo indossa quella stessa tenuta anche al lavoro. Così, la figura del supereroe diventa un modo concreto per rendere visibile un messaggio e portarlo fuori dagli ambienti sanitari, direttamente tra le persone.

A notarlo sono stati in tanti. E non soltanto i cittadini: anche le forze dell’ordine hanno imparato a riconoscerlo, incontrandolo durante i pattugliamenti e nei posti di blocco. Il suo aspetto incuriosisce, ma dietro la maschera c’è un progetto che usa l’impatto del personaggio per richiamare l’attenzione sulla prevenzione e sul primo soccorso.

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Ogni dettaglio della tenuta ha un significato. Il teschio sul casco ricorda quanto la vita sia fragile; il cuore rosso attraversato da un fulmine richiama il cuore da proteggere e la defibrillazione. Il DAE che porta con sé rappresenta uno strumento prezioso nelle emergenze cardiache. La moto, invece, è il segno di una missione che si mette in movimento e raggiunge strade, piazze e comunità.

DefibRider vuole soprattutto stimolare una domanda: sapremmo cosa fare se una persona si accasciasse davanti a noi? In caso di arresto cardiaco è fondamentale allertare subito il 112, iniziare la rianimazione cardiopolmonare e utilizzare il DAE, seguendone le istruzioni. Sono gesti che si possono imparare e che, nell’attesa dei soccorsi, possono fare la differenza.

È qui che il personaggio incontra la vita reale. Il suo compito non è sostituirsi ai soccorritori, ma ricordare che la prima risposta può cominciare da chi si trova già sul posto. Per questo il progetto richiama il valore della formazione, dei defibrillatori accessibili e della collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni.

La sua immagine parla anche ai più giovani: ha il fascino di un supereroe, ma il messaggio invita a diventare protagonisti nella realtà, imparando a riconoscere un’emergenza e a chiedere aiuto. La maschera attira gli sguardi; ciò che conta è quello che lascia dopo: più attenzione, più consapevolezza, più persone disposte a prepararsi.

Da Vietri a Positano, dall’Agro Nocerino Sarnese a Sapri, DefibRider porta in viaggio un’idea semplice: la cardioprotezione riguarda tutti. E il supereroe dei nostri tempi non è necessariamente qualcuno con poteri straordinari: può essere una persona comune che, preparata e pronta a intervenire, sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

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Redazione Ulisseonline

Rivista on line di politica, lavoro, impresa e società fondata e diretta da Pasquale Petrillo - Proprietà editoriale: Comunicazione & Territorio di Cava de' Tirreni, presieduta…

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