Il rebus del centro
Il campo largo resta un progetto incompiuto. Accanto ai leader del centrosinistra si muove un'area moderata frammentata, decisiva per qualsiasi prospettiva di vittoria elettorale
La foto dei quattro leader del centrosinistra — Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni — conferma che il campo largo è ancora un progetto in costruzione. Nell’immagine manca infatti un tassello fondamentale: il centro, quell’area moderata che potrebbe rivelarsi decisiva per vincere le prossime elezioni politiche. Attorno al campo largo si muovono amministratori locali, riformisti, europeisti e moderati alla ricerca di una rappresentanza comune. Tra i nomi più citati c’è Alessandro Onorato, sostenuto da Goffredo Bettini come possibile punto di riferimento di una nuova area centrista. Attorno a lui gravitano figure come Riccardo Magi ed Enzo Maraio. In questo scenario acquista peso anche Gaetano Manfredi, indicato da alcuni come possibile federatore dell’area moderata e persino come candidato premier di mediazione qualora il centrosinistra non riuscisse a trovare una sintesi su altri nomi. Alla finestra resta Silvia Salis, considerata una figura capace di dialogare sia con i moderati sia con la sinistra. Completano il quadro Luigi Marattin con i Liberaldemocratici, Matteo Renzi, Pina Picierno e Carlo Calenda. Un’area ampia e affollata che, per incidere davvero, dovrebbe trovare una forma di aggregazione. Non sarà affatto facile. L’impressione è che difficilmente riuscirà a raggiungere un’unità politica e continuerà a disperdersi in molteplici rivoli.





