scritto da Nino Maiorino - 27 Dicembre 2020 09:22

Una nuova “Guerra Fredda”

Il missile ipersonico Zircon lanciato da una nave russa

Quella che venne definita la prima “Guerra Fredda”, ebbe inizio appena dopo la seconda guerra mondiale, e terminònel 1989 allorquando, il 9 novembre, veniva abbattuto il muro di Berlino, uno dei simboli di quella guerra che aveva contrapposto per oltre un quarantennio l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, e, di conseguenza, tutti i paesi che facevano parte dei due schieramenti.

La prima “Guerra fredda”, venne chiamata così perché non venne condotta con mezzi e apparecchiature militari sui campi di battaglia o nei cieli o sui mari, fu principalmente una guerra di idee e di nervi, basata solo sulla ostentazione di forza e di potenza bellica, e che lanciava il messaggio di disponibilità a scatenare anche una guerra nucleare.

Moltissimi sono stati gli episodi che hanno caratterizzato la guerra fredda, tanti minimi, ma alcuni eclatanti, come quello della costruzione del muro di Berlino, che divise fisicamente la parte occidentale da quella orientale della città, e fu uno schiaffo dell’Urss agli Usa perché la città era nella parte della Germania sotto il dominio Sovietico, ragione per la quale agli Alleati fu impedito di raggiungere la parte di Berlino ad essi assegnata, e vennero costretti a farlo con un ponte aereo.

Il Muro di Berlino divenne uno dei l simboli più evidenti di quella guerra, l’altro fu la sfida dell’Unione Sovietica agli Usa per la questione di Cuba, che pure fece temere una guerra nucleare, fortunatamente scongiurata all’ultimo momento.

Ma la vicenda del Muro di Berlino fu la più difficoltosa da gestire in quanto la divisione fisica, tramite il muro, della città tra la parte sotto il dominio Sovietico e quella sotto il dominio degli Alleati, provocò un vero terremoto.

Berlino infatti era nella parte est della Germania, quindi il muro privò l’altra parte della città dei servizi necessari per la popolazione.

Si tenga conto che la parte di Berlino sotto l’influenza degli Alleati occidentali era totalmente dipendente da essi, per energia elettrica, generi alimentari e quant’altro occorrente agli abitanti, e la costruzione del muro ne provocò il collasso, e per questo motivo gli Alleati furono costretti ad organizzare un grande ponte aereo per potervi accedere ed assicurare la sopravvivenza della popolazione dell’Ovest.

La caduta del muro  accelerò il processo distensivo dei rapporti tra i due schieramenti mondiali, facilitato dal successivo avvento della “Perestroika – Ricostruzione – Ristrutturazione” voluta da Gorbaciov nel 1985 appena eletto Segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, e che aveva come presupposto la privatizzazione dei sistemi economici dei paesi russi, la libertà di informazione, la riduzione del controllo militare e politico sui paesi dell’est, e la connessa  riduzione degli armamenti nucleari.

Ma quelle innovazioni non furono indolori per i paesi russi, e provocarono forti tensioni economiche oltre che conflitti tra le varie etnie e culture in essi esistenti, e costrinsero Gorbaciov a dimettersi nel 1991 determinando lo scioglimento del Partito comunista e il dissolvimento dell’Unione sovietica.

Iniziò un periodo di decadimento della influenza russa sullo scenario mondiale, e questo non si confaceva al prestigio di una federazione di stati di grande tradizione storica.

Non dobbiamo dimenticare che gli Usa sono una federazione di stati giovane, originata dalla scoperta di Cristoforo Colombo dell’ottobre 1492, mentre le origini dei paesi russi si perdono nella notte dei tempi, datando dal V° secolo a.C.

La Perestroika voluta da Gorbaciov non venne mai accettata dai russi che improvvisamente si trovarono proiettati, senza essere preparati, da una economia protetta (è noto che fino a quel momento era tutto accentrato nel Governo centrale dal quale dipendeva ogni cosa), ad una economia di mercato e per milioni di russi la trasformazione  fu insostenibile, e per molti anni hanno subito conseguenze tragiche anche dal punto di vista economico, tant’è che in diversi paesi, rimasti sotto quella l’influenza, vi furono  ribellioni e rivolte e pure il Governo centrale aveva perduto credibilità e potere.

Questo comportò la decadenza dei paesi russi e della loro influenza sulla scena mondiale, e l’attuale Leader Wladimir Putin ha trovato largo consenso nell’avviare una sorta di riabilitazione della Russia, che porta con se, ovviamente, una radicale trasformazione di alcuni aspetti originati dalla Perestroika, come, ad esempio, il ripristino degli arsenali militari.

Ciò ha provocato la ripresa della corsa agli armamenti, facilitata, nell’ultimo quadriennio, dalla presidenza Trump.

In questo quadro si colloca la vicenda del missile ipersonico Zircon che la Russia ha sperimentato pochi giorni fa con successo.

La nuova arma è lunga solo 10 metri, pesa poco più di 350.kg, viaggia a una velocità 8 volte quella del suono, vale a dire a circa 10.mila k/h, in un minuto percorre 167 km, in un secondo ne percorre 2,78, non può essere intercettato dai Radar proprio a causa della velocità, può viaggiare ad una altezza tra i 30/40 km, dove l’aria è più rarefatta e l’attrito è inferiore, ed ha un’autonomia di 1000.km.

Per fare un paragone con uno strumento quasi simile, i missili V2 lanciati dalla Germania su Londra nell’autunno del 1944, 76 anni fa, pesavano 13.550.kg, erano lunghi 14 metri, viaggiavano ad una velocità di 5200 km/h, avevano una gittata di 320-360 km: ma erano più bombe volanti che veri e propri missili.

Il missile Zircon, per fare un esempio, percorre il tratto Siracusa – Milano, 1400 km, in circa 8,5 minuti: una velocità finora mai raggiunta se non al di fuori della bolla di aria che incorpora la terra e i missili intercettori non sono in grado di raggiungerlo.

E se si pensa che i tubi di lancio dello Zircon possono essere montati sulle navi e sui sommergibili, come mostra la foto di apertura di questo articolo, si capisce quanto sia difficile difendersi da armi di questo genere in una eventuale “guerra calda”.

Al di fuori dell’atmosfera terrestre le velocità possono essere molto più elevate, infatti circa due anni fa la sonda spaziale Parker della Nasa ha raggiunto la incredibile velocità di 343.114. km/h attraversando il plasma solare, vale a dire la bolla incandescente che circonda il sole, di circa 2.milioni di gradi centigradi, e per non farla fondere è stata protetta con uno speciale scudo.

Ma sulla terra non era mai stato prodotto un missile ipersonico come lo Zircon, e il passo è importante dal punto di vista tecnico, e desta preoccupazione dal punto di vista geopolitico, e fa temere che una nuova guerra fredda sia ormai iniziata.

Non è una bella prospettiva per tutto il mondo, ogni guerra, fredda o calda, preoccupa, anche quella fredda comporta un impegno economico non irrilevante; d’altronde la storia insegna che quando un popolo o un paese si ritengono maltrattati dagli avvenimenti prima o poi reagiscono, le origini della Germania di Hitler e del nazismo furono proprio la conseguenza del trattamento ad essa riservata dopo il primo conflitto mondiale, e se le posizioni si radicalizzano e non vengono responsabilmente controllate, possono trasformare la guerra fredda in calda, e Dio non voglia accada ciò, l’umanità intera potrebbe venire distrutta perché con un conflitto termo-nucleare pochi si salverebbero.

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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