Un Olivetti si aggira per l’Italia, ed anche per Salerno

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Per chi si fosse distratto in questi anni Salerno Energia Spa, erede della storica Azienda del Gas di Salerno, a seguito di varie fusioni ed incorporazioni industriali oggi fa parte della  SEV Spa, una holding che la vede socia assieme ad Iren Spa.

Salerno Energia è del Comune di Salerno, mentre Iren, società quotata, è maggioritariamente dei comuni di Genova, Torino, Piacenza ed altri minori. Compera e distribuisce gas, energia elettrica ed acqua a cittadini, enti e aziende. Energia ed acqua dunque, è del tutto  evidente che parliamo di uno di quei settori strategici che in nessun caso possono chiudere o sospendere la propria attività, neanche per qualche ora.

La pandemia in corso ha obbligato l’azienda ad una indispensabile riorganizzazione interna, allo scopo di tutelare insieme la salute dei lavoratori e la fornitura di energia ed acqua alla clientela. Si è resa pertanto necessaria una rapida contrattazione sindacale aziendale integrativa, che è stata sottoscritta venerdì scorso 3 aprile tra le parti.

L’AD della SEV ed i rappresentanti di FILCTEM/CGIL, FEMCA/CISL eUILTEC/UIL , dopo aver citato e preso atto dei vigenti Decreti Legge nazionali e delle Ordinanze Regionali recanti le ‘Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19’, nonché del ‘Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del Viru Covid-19 negli ambienti di lavoro’ del 14 marzo u.s., hanno convenuto di attivare quanto previsto al punto 13 di detto protocollo,  dando vita a comitati territoriali per la ricerca e gestione di soluzioni condivise per il contrasto ed il contenimento del contagio.

In tale sede hanno dovuto contemperare da una parte l’esigenza inderogabile di continuare a garantire a famiglie, enti ed aziende la distribuzione di energia ed acqua nonché l’assistenza tecnica in caso di guasti, dall’altra quelle dell’osservanza delle misure di distanziamento sociale e del mantenimento della retribuzione ai lavoratori tenuti a tempi obbligati di astensione dal lavoro.

Le parti hanno convenuto di escludere il ricorso alla cassa integrazione e ad altri ammortizzatori sociali, al lavoro straordinario e ad ordini di servizio che contemplino trasferte extra-territori di competenza di ciascun lavoratore, mentre ad ogni lavoratore è stata garantita una giornata di formazione a distanza valida come prestazione lavorativa.

Le OO.SS. hanno accettato di consentire a che la riduzione delle giornate di lavoro, fino a 4 giornate lavorative al mese per lavoratore, eccezionalmente estendibile a tutte le giornate lavorative, sia compensata elettivamente attraverso la fruizione delle ferie non godute del 2019 e dei primi tre mesi del 2020.

Sorvolo su altri dettagli dell’accordo per arrivare al punto di grande novità, le ‘ferie solidali’.

È stato istituito un ‘fondo ferie’, una metà delle quali viene elargito su base volontaria dai lavoratori che ne abbiano disponibilità, fino a un massimo di cinque giorni per ciascun donatore; l’altra metà viene messo a disposizione dalle società del gruppo per un numero di giorni e di ore pari a quello donato dai lavoratori. Con questo ‘fondo’ vengono coperti i costi dell’astensione obbligata dal lavoro delle unità che non abbiano più ferie non godute disponibili. In caso di insufficienza del fondo ferie solidali ,  la holding si impegna ad integrarlo con giorni di ferie aggiuntive. Vale la pena di sottolineare come, a poche ore dalla sottoscrizione dell’accordo, il fondo a valere per Salerno Energia già disponga di 80 giorni di ferie erogate dai lavoratori.

Grosso modo questa è l’intesa. Risulta lampante come essa sia stata possibile solo grazie al forte spirito di appartenenza e di solidarietà vigente tra proprietà e dipendenti e tra i dipendenti stessi. Ognuno si è fatto carico dei problemi delle comunità servite, dell’Azienda e dei bisogni dei singoli lavoratori. Né è da trascurarsi l’assunto che la Iren è il primo produttore italiano di energia eco-friendly. Insomma ci troviamo di fronte ad un’azienda attenta ai suoi bilanci, al benessere dei lavoratori ed a quello delle comunità servite.  Sembra quasi che vi sia tornato ad aleggiare lo spirito olivettiano della fabbrica-comunità:

La gioia nel lavoro, oggi negata al più gran numero di lavoratori dell’industria moderna, potrà finalmente tornare a scaturire allorquando il lavoratore comprenderà che il suo sforzo, la sua fatica, il suo sacrificio – che pur sempre sarà sacrificio – è materialmente e spiritualmente legato ad un’entità nobile ed umana che egli è in grado di percepire, misurare, controllare poiché il suo lavoro servirà a potenziare quella Comunità viva, reale, tangibile, laddove egli ed i suoi figli hanno vita, legami, interessi” (Adriano Olivetti, La fabbrica e la Comunità, Ivrea, 1958). 

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