Rompicapo di inizio novembre: il Covid e l’Italia tricolore

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Il ministro della Salute Roberto Speranza

Purtroppo dobbiamo rassegnarci ai due problemi che ci stanno assillando da qualche giorno, uno a causa del Covid, l’altro per le elezioni Usa, vinte da Biden, ma con Trump che minaccia fuochi e fiamme, e che quindi non si sa quando si concluderanno per davvero né come andrà a finire.

Però voglio affrontarli uno alla volta, altrimenti diventa stancante mettere tanta carne al fuoco, e rischio di perdere qualcuno dei miei cinque lettori.

Per questo motivo inizio con quello più pressante, cioè quello derivante dal Covid, croce di noi del popolo che veniamo bombardati in continuazione da una valanga di notizie: quelle che maggiormente fanno impressione è il numero dei contagiati anche nelle città intorno alla nostra, che nella trascorsa primavera non facevano quasi notizia. Apprendere ogni giorno che ci sono numerosi contagiati anche in paesi piccoli, come Cetara, Ravello, persino Tramonti, che dovrebbe essere un’isola felice visto come è distante dai centri abitati e fuori dalle grandi vie di comunicazione tra montagne lussureggianti, confesso che a me fa venire i brividi, e continuamente mi raccomando al Padre Eterno e a tutti i Santi.

Ma torniamo a ciò che maggiormente sta focalizzando la nostra attenzione in questi ultimi giorni, vale a dire il nuovo tricolore nazionale che sembra aver preso il posto della nostra bandiera, modificando però due colori su tre; è rimasto il Rosso, il bianco è diventato Giallo, il verde è diventato Arancione.

E’ facile capire che mi riferisco alle tre zone nelle quali è diviso il nostro paese per individuare le regioni più pericolose, le Rosse (Piemonte, Lombardia, Val D’Aosta e Calabria), da quelle un tantino di meno, quelle Arancione (Veneto, Liguria, Puglia e Sicilia), da quelle con minore rischio le Gialle, che sono tutte le altre.

Una sottigliezza va evidenziata; inizialmente le Regioni ora Gialle erano state contrassegnate col colore Verde, ma questo colore avrebbe potuto essere considerato estremamente rassicurante, quasi a indicare che non esistessero pericoli, perciò lo staff governativo ha deciso di adottare il giallo, che anche nel semaforo indica di fare attenzione.

Era fuori dubbio che tutti i Governatori si lamentassero, quelli delle Regioni Rosse si sono ribellati perché sono stati considerati alla guida delle Regioni più cattive, e qualcuno delle Regioni Gialle perché ci teneva che la sua fosse stata considerata Rossa, come De Luca che, comunque, Dpcm governativo a parte, era già intervenuto disponendo, ad esempio, che in Campania le Scuole rimassero tutte chiuse almeno fino al 15 novembre, e già prima del Decreto Conte aveva disposto di chiudere il lungomare, creando un ulteriore conflitto con suo antagonista istituzionale De Magistris il quale ha urlato “no, il lungomare non si tocca, sono io il Sindaco della città e decido io”: vedremo come andrà a finire, ma certamente non è uno spettacolo edificante.

E, a proposito della Calabria, che anche dal punto di vista sanitario è una delle Regioni più disastrate d’Italia, proprio in queste ore il Premier ha cacciato via il Commissario alla Sanità Saverio Corticelli, Generale dei Carabinieri nominato appena due anni fa, per evidente incapacità: sembra che abbia addirittura dichiarato di non sapere che avrebbe dovuto predisporre il piano anticovid!

Qualche giorno fa la nostra Redazione, come sempre con grande puntualità ed esattezza, ha riportato le disposizioni contenute nel nuovo Dpcm, in vigore fino al 3 dicembre, che comunque sono suscettibili di modifiche anche “ad horas” perché la situazione è in costante evoluzione, ed è probabile che vi siano Regioni che cambieranno colore.

Frattanto c’è chi attizza il fuoco criticando le decisioni assunte dal Ministro della Sanità, al quale è toccato il compito di decidere i colori; c’è chi lo accusa perfino di essersi fatto influenzare da simpatie e antipatie; nulla di più falso in quanto il Ministro Speranza ha deciso sulla base di 21 parametri stabiliti dal Comitato tecnico scientifico e dal Ministero della Salute il 30 aprile scorso, che vennero accettati da tutte le Regioni, anche da quelle che ora maggiormente si lamentano.

Tali parametri analizzano dati oggettivi segnalati dalle stesse Regioni; l’unico handicap potrebbe derivare dai dati che sembrano non aggiornatissimi, anche perché le Regioni maggiormente in affanno potrebbero aver perso il controllo della situazione e potrebbero aver fornito dati di qualche settimana fa.

I 21 criteri, sulla base dei quali viene decisa la pericolosità di una Regione, analizzano la capacità di monitoraggio, la capacità di accertamenti diagnostici e di gestione dei contagi, e la capacità dei risultati relativi alla stabilità della trasmissione dei virus e alla tenuta dei servizi sanitari.

Questa utilissima tabella, pubblicata quasi contemporaneamente alla divulgazione del Dpcm, può essere di aiuto meglio di tante elencazioni

Ma può essere anche utile una disamina fatta al contrario, vale a dire delle cose che si possono o non si possono fare fino al 13 dicembre.

ZONA ROSSA

Autocertificazione: pure non essendo esplicitamente prevista, chi esce di casa è opportuno che porti con se il modulo dell’autocertificazione anche per accompagnare il figlio a scuola o per qualsiasi altra esigenza; il modulo si può scaricare dal sito https://www.interno.gov.it/sites/default/files/202010/modello_autodichiarazione_editabile_ottobre_2020.pdf

L’attività motoria si può fare solo nei pressi della propria abitazione.

Seconda casa: in una regione di altro colore non può essere raggiunta in nessun caso, se non per motivi di estrema urgenza.

E’ vietato circolare anche all’interno del Comune, dal quale non ci si può spostare.

ZONA ARANCIONE

Non ci si può spostare dal Comune di residenza.

Vietato raggiungere una seconda casa fuori del Comune di residenza.

Il divieto di erogazione dei servizi di ristorazione ha effetto anche nei bar e ristoranti degli alberghi.

Portare a fare la pipì al cane è possibile fino alle ore 22,00 intorno alla propria casa.

ZONA GIALLA

Ospitare familiari o amici a casa non è espressamente vietato. Ma è raccomandato di non farlo.

Capienza sul mezzi pubblici ridotta al 50%, ma non è chiaro chi debba controllare.

Sport all’aperto: consentiti, anche con istruttore.

Spostamenti da una Regione gialla ad una arancione o rossa: non consentiti.

Spostamenti da una Regione Gialla ad altra Regione gialla: consentiti, purché non si attraversino Regioni Arancione o Rosse

Ma la conclusione può essere solo una: ciascuno di noi deve agire con il massimo buon senso per tutelare se stesso, i propri familiari e anche chi non conosciamo; e non dimenticare mai le prevenzioni basilari, vale a dire il distanziamento, e l’uso di idonee protezioni, mascherine eccetera.

 

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