scritto da Nino Maiorino - 05 Giugno 2020 11:24

Problemi di comunicazione, anche per “Immuni”

Mi rendo sempre più conto di quanto sia difficile comunicare, e che la tecnica della comunicazione dovrebbe essere insegnata a tanti, magari con corsi accelerati, specialmente a coloro che negli ultimi tempi sono chiamati a guidare la popolazione ad uscire da questo ginepraio derivante dalla pandemia da Covid.19.

Non sempre, infatti, persone di cultura e di scienza hanno questo dono, e purtroppo spesso non si rendono conto dei danni che fanno quando, intervenendo in trasmissioni televisive o con messaggi sui social, trattano di argomenti seri e determinanti per la salute dei cittadini, ma con comunicazioni totalmente sbagliate le quali ottengono il duplice danno di non far capire bene quello che essi intendono dire e di indurre i telespettatori o i lettori a fare esattamente il contrario di quello che dovrebbero e che essi stessi stanno nebulosamente consigliando: comunicazioni negative che fanno più danno che se non fossero state fatte.

Chi è abituato a valutare l’impatto che i messaggi hanno sugli altri, fanno continuamente l’autodiagnosi dei loro scritti, e tante volte capita di doverli modificare più volte per evitare che ottengano l’effetto contrario: noi che siamo abituati a ciò, siamo continuamente assaliti dalla maniacale paura di essere poco chiari, e spesso la maggior parte del tempo per definire un testo lo impieghiamo proprio in questa continua analisi critica.

L’ultimo messaggio sbagliato che ci è capitato di leggere è quello divulgato dall’epidemiologo e virologo Prof. Pierluigi Lopalco, il quale ha un suo posto di rilievo in campo nazionale, ed è anche consulente della Regione Puglia.

Confessiamo che, sebbene abituati a leggere e interpretare bene ciò che leggiamo, avendo letto quello che Lopalco ha scritto ci siamo chiesti: ma che diavolo vuol dire?

Il Prof. Lopalco il 1° giugno scorso, intervenendo a sostegno della necessità che tutti scarichino sul proprio smartphone l’applicazione “Immuni”, la quale, come ormai tutti sanno, è finalizzata ad individuare con chi un soggetto positivo al Corona-test è stato in contatto per sottoporre tutti ai necessari accertamenti, ha fatto una lunga dichiarazione, pubblicata sulla sua pagina Facebook.

Da questo lungo monologo il primo messaggio che il lettore indaffarato coglie è di non scaricare l’App.

Infatti una cosa è dire “Se hai a cuore la tua salute, scarica l’app”, altra cosa è “Non scaricare l’app se non hai a cuore la tua salute”.

A nostro parere il messaggio che il lettore finale deve immediatamente captare è quello che lo invogli a fare, e non l’ambiguità della seconda frase che lo invita a scegliere, o quanto meno a interpretare.

Inoltre a questa prima ambiguità, il Prof. Lopalco fa seguito con un lungo scritto sul bambino al quale la mamma insegna come deve attraversare la strada.

E scrive: “…prima di attraversare la strada! Questo tormentone ha accompagnato la mia come, penso, l’infanzia di tutti. Guardare a destra e sinistra vuol dire avere prudenza perché il traffico esiste. Non solo, ma il pericolo può arrivare anche dall’inatteso, perché qualcuno che guida contromano ci può sempre essere. I miei genitori facevano terrorismo? Di certo no. Non mi dicevano mica di non attraversare la strada! Mi ricordavano semplicemente di stare attento e valutare bene il rischio. Come avremmo definito chi avesse detto di attraversare la strada bendati perché tanto non sarebbero arrivate auto? In questi giorni abbiamo poche certezze: -1. I reparti ospedalieri si stanno via via svuotando dei malati di Covid.19. -2. I nuovi casi positivi si riferiscono per lo più a portatori asintomatici o paucisintomatici, che quindi esprimono basse cariche virali. -3. Il numero di portatori è comunque alto, considerando che la maggior parte di essi non viene rilevata e che il virus si mantiene alla stato di portatore per molto tempo. In parole povere siamo passati da una fase di circolazione epidemica ad una circolazione endemica. Possiamo attraversare la strada? Si, certamente. Dobbiamo avere paura ad attraversarla? No, basta fare attenzione. Questo però non vuol dire che possiamo attraversarla bendati”.

Un messaggio controproducente e inutile, giacché è quasi rassicurante e invoglia a non usare l’app.

Sarebbe stato certamente più immediato dire: “Quando scendi dal marciapiede, guarda prima a sinistra e, se non vedi auto nella tua direzione, guarda subito a destra, e se anche da lì non vedi auto, attraversa di corsa”.

Insomma il destinatario di un messaggio, nel nostro caso il lettore, deve capire immediatamente cosa fare, e non ragionare se farlo o non farlo.

Nei secoli ci sono illustri precedenti, per i credenti basta rileggere il Vangelo, tante volte Gesù Cristo ha insegnato di avere un linguaggio immediato, una frase per tutte “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”: più chiaro di così!

Questo intendiamo per saper comunicare, tutto il resto è tempo perso e chiacchiere inutili.

 

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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