Pianeta pandemia… sperando in un futuro migliore

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Dall’assedio, passando per la democrazia negata, il green-pass, i colori e le regole, fino al caos vaccinale metelliano

L’assedio del virus – Che il virus ci stia assediando è ormai sotto gli occhi di tutti; non c’è fabbricato che possa dire di non avere all’interno qualche contagiato, sono poche le famiglie che possono dire di averlo scampato, anche chi ha seguito con scrupolo il ciclo della vaccinazione, ed ha fatto anche la terza dose, il “booster”, il “richiamo”, si sente circondato da questo infame nemico che colpisce all’improvviso, togliendoci la pace: sono poche le famiglie che possono considerarsi non colpite dalla malattia, complici anche informazioni sbagliate, pressapochismo istituzionale, regole non chiare, a volta estremamente e inutilmente rigide, altre volte che rasentano il lassismo.

In questo senso, a livello di Governo non si vede grande differenza tra le decisioni talvolta strampalate dell’ex Premier Conte e l’attuale Draghi: qualcuno dovrebbe spiegare, ad esempio, perché le disposizioni consentono l’accesso alle farmacie senza l’esibizione del green-pass, proibendolo per i bar, oppure perché il cliente che si reca dal podologo è costretto ad esibirlo, ma non è prevista analogo obbligo per il podologo.

La stessa incongruenza vale per tutti gli altri esercizi, commerciali e non.

A parte poi il discorso di fondo, cioè che una disposizione è credibile se è previsto un minimo controllo, e il generico richiamo alle cosiddette Forze dell’ordine non ha valore se non di facciata. Ovviamente ci riferiamo principalmente alla realtà locale: nelle strade della nostra città, è ormai costante l’assenza della Polizia municipale, la quale, però, nelle rarissime presenze in strada, non brilla per efficienza, perché non risulta che richiami all’uso (obbligatorio) della mascherina, oppure che effettui qualche controllo, pure a campione, della clientela che sosta all’interno dei locali di ristorazione.

E’ vero che, alla fine, deve prevalere il senso di responsabilità di ciascuno di noi, ma chi rispetta le regole si sentirebbe gratificato se vedesse un barlume di controllo in giro.

La democrazia negata – Non si può definire altrimenti la intransigenza dei cosiddetti no-vax, i quali si ostinano non solo a rifiutare la vaccinazione, ma arrivano a dileggiare chi rispetta le regole, cioè coloro che si sono vaccinati e che, ciononostante, fanno il possibile per evitare contatti con altri, proprio in virtù del senso di responsabilità individuale.

Frattanto i responsabili della mancata vaccinazione, questi moderni untori ormai divenuti insopportabili, continuano a fare il bello e il cattivo tempo, adeguatamente sostenuti da pseudo-scienziati, talvolta essi stessi negazionisti, i quali fanno maggiori danni giacché danno una specie di patente di legittimità agli ignoranti che diffidano della scienza ufficiale, convinti di saperne di più perché si addottrinano sui social.

E qualche volta dà una mano anche qualche scienziato vero, come ha fatto il Prof. Tarro che per mesi ha detto tutto e il contrario di tutto su virus, pandemia e vaccini (fortunatamente ora è scomparso dai social) e come ancora sta facendo Luc Montagnier, presente a tutti i raduni dei no-vax: siamo dell’avviso che, a una certa età, pure gli scienziati gratificati con prestigiosi riconoscimenti (nel caso specifico il Premio Nobel) andrebbero sottoposti a visite di controllo neuro-psichiatriche.

La conclusione del discorso è che, grazie a no-vax e loro sostenitori, i luoghi di cura sono intasati da contagiati, il che impedisce di curare chi ha altre patologie, cardiache, oncologiche, ecc., e centinaia di migliaia (sembra circa 600.mila) di persone in attesa di interventi salvavita sono in liste di attesa che non si sa quando, e se, verranno smaltite.

E se questa non è una dittatura di una minoranza (circa il 10%) nei confronti della maggioranza, non sapremmo come altro chiamarla; tant’è che appena qualche ora fa anche il Costituzionalista Sabino Cassese è sceso in campo asserendo che nessuno impedisce ai no-vax la libera scelta di non vaccinarsi, e la Costituzione consente che anche loro siano curati se si infettano (e le terapie intensive sono piene al 90% di queste persone), ma non impedisce nemmeno di far loro pagare le relative spese; come dire, se non ti vaccini, ne “paghi” le conseguenze.

Ovviamente questo non risolve il problema che, a nostro avviso, andrebbe risolto come ha fatto l’Austria: obbligo vaccinale per tutti, senza se e senza ma; un tantino di coraggio in più da parte del Premier Draghi non guasterebbe.

I colori della pandemia – Il sistema dei colori è stata una buona invenzione dei precedenti Governi, perché così facendo ha stabilito delle regole derivanti dalla colorazione delle regioni; è importante, per i cittadini, sapere che se la sua Regione è di colore bianco, non è impedito di fare cose che in una regione gialla, o arancione, o rossa, sono proibite.

La colorazione rendeva certi i comportamenti, e il cittadino, già pressato da tante preoccupazioni, non doveva scervellarsi più di tanto.

Ma sembra che ora, quasi alla chetichella, le regole siano cambiate, nel senso che quelle una volta codificate non sembrano più valide.

Prendiamo, solo a titolo esemplificativo, la frequentazione di centri sportivi, che, secondo le regole di circa un anno fa, era consentita, con esclusione, però di piscine, palestre, cinema e teatri; ora, però, le regole risultano cambiate, giacché lo stesso Ministro Speranza ha detto che le piscine sono aperte, e il Premier Draghi ha detto che pure sale cinematografiche e teatrali sono aperte.

Non parliamo, poi, del caos scuola, tra disposizioni centrali, regionali, e ora anche comunali, seguire le quali è da impazzire.

Una volta si parlava della “certezza del diritto” e anche di quella delle regole; non è che in Italia queste certezze abbiano mai brillato, ma ora sembra vivere nel caos totale.

 

Il caos vaccinale metelliano – I due centri vaccinali metelliani, quello di Santa Lucia, e quello di San Francesco, sono sempre più nel caos, fermo restando l’impegno, i sacrifici e la dedizione messi in campo da sanitari e volontari che vi prestano servizio.

Chi diceva che passata la prima buriana tutto si sarebbe normalizzato, purtroppo è rimasto deluso.

Ormai è da oltre un anno che i vaccini vengono somministrati, e purtroppo le due barche dei centri vaccinali metelliani continuano a imbarcare acqua da tutte le parti; in parte questo dipende dall’ASL, ma in larga parte dipende anche dall’Amministrazione comunale, che in questo campo sembra totalmente allo sbando.

E’ vero che con i centri vaccinali si è partiti in ritardo, ma è anche vero che basterebbe solo un tantino di buon senso per far andare le cose per il verso giusto; un coordinamento dei vigilanti, qualche regola-file, qualche tavolo per creare corridoi, qualche transenna per evitare che la folla si accalchi dinanzi alla porta di ingresso…: rimedi semplici ma che nella valle metelliana sembrano irrealizzabili.

Nel chiostro di San Francesco quelli che attendono di essere vaccinati possono considerarsi fortunati, perché almeno sono in un’area circoscritta; coloro che vanno a Santa Lucia sono costretti a stare in strada, a volte rischiando di essere anche investiti da qualche autovettura, freddo e gelo a parte.

Roba nemmeno da terzo mondo, eppure siamo nella prima città della provincia dopo il capoluogo!

Frattanto anche qui il virus galoppa, il totale dei contagiati è di 2503 persone al 14 gennaio, dato ufficiale ma certamente inferiore a quello reale in quanto è più che probabile che vi siano tanti altri contagiati asintomatici i quali, se non avranno l’occasione di venire a galla, non lo sapranno mai.

Arrivederci alla prossima puntata, e speriamo in un futuro migliore!

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