Pandemie nella storia, le vittime illustri della Spagnola

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La pandemia da Covid.19 oggi (dati al 3 aprile 2020): -Popolazione mondiale 7.miliardi e 500.milioni circa -Numero contagiati nel mondo 1.000.057 –Percentuale contagiati nel mondo 0,013% -Numero deceduti nel mondo 51.485 -Percentuale dei deceduti nel mondo 0,00069%.

La pandemia da Spagnola del 1918-1920: -Popolazione mondiale 2.miliardi –Numero contagiati nel mondo 500.milioni –Percentuale contagiati nel mondo 20,00.% -Numero deceduti nel mondo 100.milioni –Percentuale deceduti nel mondo 5,0.%.

Concludiamo questa serie di articoli sulla più devastante delle pandemia della storia, la “Spagnola”, della quale nelle prime due puntate abbiamo descritto le origini, le cause e l’incidenza che essa ebbe sulla popolazione mondiale.

La Spagnola era, quindi, una influenza di natura virale, come una normale influenza che compare ad ogni inverno e generalmente viene definita banale; ma quella banale non era tant’è che riuscì a fare molte più vittime della stessa guerra, e in tutto il mondo, in quanto nessun paese si salvò.

Iniziata nella primavera del 1918, la pandemia ebbe il suo picco solo nell’autunno successivo, cioè dopo oltre sei mesi, e cessò solo alla fine del 1920, cioè dopo due anni.

Solo successivamente venne individuato il virus, del tipo H1N1, sigla che sta a indicare un gruppo che contiene i germi della influenza di tipo 1; è da considerare che non tutti i virus influenzali sono uguali tra loro, il che complica le misure di prevenzione e contenimento; ecco perché i vaccini antinfluenzali che vengono consigliati specialmente alle persone anziane all’inizio di ogni inverno sono diversi da un anno all’altro. Comunque il virus della Spagnola era il più micidiale mai conosciuto, per i motivi che indichiamo in seguito; fortunatamente da allora virus influenzali tanto pericolosi non se ne sono più sviluppati.

C’è pure da tener presente che, all’epoca, la popolazione era particolarmente vulnerabile anche perché viveva in una situazione di grande difficoltà sotto tutti i punti di vista, guerra, malnutrizione,

i campi medici e ospedali erano sovraffollati, c’era scarsa igiene e debolezza fisica delle persone, prostrate non solo dalla guerra, ma anche dalla carenza di cibi e di medicinali. Gli storici ricordano che si tentò di sopperire alla mancanza di medicinali ricorrendo a intrugli pseudo-medici, basati sul caffè, sull’aglio, sulle cipolle e ci fu chi si convinse che contro il morbo fossero efficaci alcool e olio di ricino.

Determinante fu anche la guerra che nel 1918 durava già da quattro anni ed era diventata una guerra di posizione, milioni di soldati vivevano ammassati nelle trincee sui vari fronti, il che favoriva la diffusione del virus

Una delle caratteristiche della Spagnola era che risultava aggressiva anche per i giovani. Successivamente i ricercatori ne hanno spiegato la ragione: il virus attaccava le vie respiratorie, come avviene anche col Covid.19, ma le sue caratteristiche erano diverse: il Covid.19 attacca i polmoni ma non provoca emorragie, il virus della Spagnola provocava emorragie, e la reazione tra un organismo giovane e uno anziano era pressoché analoga. La conclusione di questa teoria, secondo i ricercatori, è che vi possono essere influenze molto contagiose, come quelle che normalmente ci colpiscono, e altre poco contagiose ma di grande nocività, e sembra che il virus della spagnola abbia influito sulle difese immunitarie facendole funzionare al contrario.

Per la diffusione del contagio, molti medici vennero infettati ed andarono ad aumentare il numero dei morti, riducendo, quindi, l’assistenza alla popolazione.

Per l’enorme numero dei morti, in carenza di mezzi di trasporto ai cimiteri, o nella impossibilità di seppellirli, durante la Spagnola i cadaveri rimanevano giorni e giorni per strada, o venivano ammucchiati in spazi aperti, cosa che contribuiva ad aumentare il contagio; nella migliore delle ipotesi, se c’erano volontari a fare quel triste mestiere, i cadaveri essi venivano scaraventati in fosse comuni, senza bara.

Insomma a leggere ciò che è stato scritto di quella pandemia è impressionante, ciò che avveniva era apocalittico, sembrava che l’inferno si fosse trasferito sulla terra.

Un testimone oculare, il colonnello medico del campo militare di Fort Devens in Massachusetts, Victor Vaughan, ha lasciato questa drammatica testimonianza: “Centinaia di vigorosi giovani con l’uniforme americana indosso entravano a gruppi di dieci o più nei reparti dell’ospedale, dove venivano ammassati sulle brandine. Presto diventavano cianotici, e tossendo espettoravano muco venato di sangue. La mattina i cadaveri venivano ammonticchiati nell’obitorio”.

Scene simili si videro dappertutto nel mondo.

Qualche curiosità: rimasero vittime della Spagnola personaggi noti, come i Pittori austriaci Schiele Egon, e Gustav Klimt, il Poeta, scrittore e drammaturgo francese Guillaume Apollinaire, due dei tre pastorelli di Fatima, i fratellini Francisco (nel 1919) e Giacinta (nel 1920); anche il nonno dell’attuale Presidente americano Donald Trump, Frederick, rimase vittima, mentre il noto pittore Olandese, Edvard Munch, riuscì a guarire; qualcuno ha scritto che il suo più noto dipinto, l’ “Urlo”, sia il suo autoritratto all’epoca della pandemia, il che non corrisponde alla verità in quanto quel dipinto era stato eseguito almeno otto anni prima della pandemia.

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