scritto da Nino Maiorino - 24 Febbraio 2024 06:12

Maurizio Costanzo e il suo impegno contro la mafia

Foto tratte dal profilo FB

Il 24 febbraio del 2023 improvvisamente veniva a mancare, all’età di circa 85 anni, Maurizio Costanzo, giornalista, conduttore televisivo, scrittore,  sceneggiatore e paroliere italiano; nella Tv è stato creatore di programmi di grande interesse.

Basta pensare al “Maurizio Costanzo Show”, andato in onda sul Canale 5 di Mediaset dal settembre 1982 a dicembre 2009, e poi da aprile 2015 a novembre 2022.

In onda per ben 44 anni, è stato il talk show più longevo della Tv italiana e una delle cose migliori prodotte delle emittenti berlusconiane, in onda in prima serata su Rete 4 e poi quasi sempre su Canale 5.

Ma Maurizio Costanzo è stato anche compositore di molti testi di canzoni, alcune molto note e apprezzate tuttora.

In conclusione, un personaggio che è stato per diversi decenni al centro della cultura italiana; nonostante non si sia mai laureato ha insegnato, dal 1996, alla Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, e nell’anno  accademico 2008-2009 ha avuto l’affidamento di Teoria e applicazioni del linguaggio televisivo e il Laboratorio sui formati e i generi televisivi.

Ma non è di ciò che in questo articolo vogliamo parlare, ma piuttosto dell’impegno di Maurizio Costanzo nella lotta a Cosa Nostra, che lo ha posto nel mirino di questa organizzazione criminale, la quale lo designò come uno dei personaggi da fermare, e tentò di farlo con un attentato dinamitardo che per pura combinazione non raggiunse l’obiettivo; l’attentato avvenne, ma il destino volle che in quel momento Costanzo fosse distante e scampasse alla morte.

Ci sia consentita una trasgressione: si potrebbe pensare che la circostanza che Costanzo, che possiamo considerare uomo di Berlusconi, si sia battuto contro la Mafia, potrebbe scagionare il Cavaliere dalle tante insinuazioni sul suo conto riguardanti i legami con la stessa, l’origine della sua fortuna, e tanto altro ancora.

A nostro avviso non è così.

Berlusconi è stato sempre un uomo estremamente avveduto, un grande imprenditore, un personaggio che ha saputo giocare tutte le carte che le circostanze gli ponevano sul tavolo.

In tal senso ha saputo crearsi molti alibi e molte protezioni.

In politica aveva contato su Bettino Craxi, che lo protesse fino a quando rimase a galla; successivamente lo stesso Cavaliere fu costretto a “scendere” in politica per proteggere se stesso.

Così nella imprenditorialità e nella tutela dei familiari seppe circondarsi delle pedine giuste; questo non sta a significare che sia stato un mafioso, ma che ha saputo avvalersi di tutte le circostanze e le persone che gli garantivano sicurezza.

Non occorre, quindi, ricordare la sua amicizia con Sergio Dell’Utri, un   personaggio legato a Cosa Nostra, che è stato giudicato e definitivamente condannato per i rapporti con la stessa, oppure che il suo stalliere sia Vittorio Mangano, mafioso e pluriomicida, considerato la testa di ponte della Mafia nel nord del paese.

E è pure conseguenziale ritenere che l’impegno antimafia di Maurizio Costanzo sia stato utile al Cavaliere.

Amico del giudice Giovanni Falcone, spesso ospite alle sue trasmissioni, Maurizio Costanzo si impegnò come uomo e come giornalista nella lotta alla Mafia.

Un mese dopo l’omicidio di Libero Grassi, Maurizio Costanzo e Michele Santoro organizzarono una maratona contro la mafia; ed è rimasta memorabile la scena in cui Costanzo bruciò, in diretta tv, una maglietta con scritto Mafia made in Italy.

Proprio questo suo impegno sembra essere la causa di un attentato il 14 maggio 1993: una Fiat Uno imbottita di novanta chilogrammi di tritolo esplose a Roma in via Ruggero Fauro (vicino al Teatro Parioli).

Al momento dell’esplosione erano in transito due autovetture: una Mercedes blu, presa a nolo la mattina stessa, nella quale sedevano Maurizio Costanzo e Maria De Filippi (di ritorno dalle registrazioni del Maurizio Costanzo Show); a brevissima distanza c’era una Lancia Thema con a bordo le guardie del corpo che subirono lesioni.

Fortunatamente non ci furono vittime: gli occupanti della Mercedes rimasero illesi per un ritardo nello scoppio causato dal telecomando e per il muretto di una scuola che fece da protezione all’automobile blindata di Costanzo.

E’ per l’impegno antimafia che desideriamo commemorare il primo anniversario della morte di Maurizio Costanzo, rimasto in vita fino all’età di circa 85.anni circa.

 

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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