scritto da Nino Maiorino - 19 Gennaio 2024 07:08

L’importanza di parlare dei nonni “costretti” a prendersi cura dei nipotini

Molto spesso il ruolo dei nonni si dà per scontato; la loro figura è importantissima per la crescita dei nipoti, ma la loro presenza, al tempo stesso, non deve essere obbligata: gli psicologi sono tutti d’accordo nell’affermare che nessun nonno deve essere obbligato a badare ai nipotini.

 

I nonni sono spesso un’ancora di salvezza per molti genitori: lasciare i propri figli, soprattutto se piccoli, a genitori o suoceri ha sicuramente molti lati positivi, in termini economici e di affidabilità, visto che si conoscono perfettamente le persone cui si lasciano.

Tuttavia, non è raro che alcuni genitori abusino della disponibilità dei nonni dandola per scontata, tanto che spesso nonni e nonne sono letteralmente costretti ad occuparsi dei nipotini.

Lo spunto per sviluppare questa tematica, che generalmente non viene analizzata, arriva da una domanda fatta da una nonna ottantenne sul Guardian, a cui ha risposto la psicoterapeuta Philippa Perry, che esercita la professione di psicoterapeuta da più di vent’anni.

Tiene inoltre una rubrica di posta dei lettori per la rivista Red, e ha lavorato per la BBC e Channel 4 in molti programmi e documentari.

Oltre ai saggi Couch Fiction, a Graphic Tale of Psychotherapy e How to Stay Sane, è autrice, de Il libro che vorresti leggessero le persone che ami, del best-seller Il libro che vorresti i tuoi genitori avessero letto, per mesi ai primi posti della classifica del Sunday Time e pubblicato in Italia da Corbaccio.

Vive a Londra con il marito, l’artista Grayson Perry, e la figlia Flo.

“Sembra che tua figlia ti stia trattando come se tu non meritassi una vita propria, scrive Perry esaminando la situazione esposta dalla nonna ottantenne, che ha raccontato come la figlia la obblighi, talvolta in malo modo, a occuparsi del nipote adolescente per assecondare le sue esigenze; non ho idea di cosa stia succedendo con lei; sembra che agisca con modi arrabbiati e punitivi come se le dovessi molto. Forse è arrabbiata per la sua infanzia, forse vuole qualcuno da incolpare per la difficoltà che trova nella sua vita. Presumo che ciò che ti impedisce di dire più spesso la parola ‘no’ sia la paura di tua figlia. Il fatto di spingerti oltre il limite non l’ha fermata dal manipolarti a fare di più per lei di quanto sia giusto per te. Stai avvicinandoti a un’età in cui sarebbe opportuno che ci fosse attenzione nei tuoi confronti. Se ti chiede di fare qualcosa che suscita risentimento in te, questo è motivo sufficiente per non farlo. Non aspettare che ti dia il permesso di non fare quello che vuole, potresti dover aspettare a lungo”.

“Disponibile sì, ma disposta ad annientare la propria vita in nome dell’affetto che si può provare per una figlia o un nipote, questo no”, la sostanza della risposta della psicoterapeuta è questa. Ed è una linea di condotta che sembra essere condivisa dal mondo della psicologia in generale, il quale afferma proprio che l’aiuto dei nonni non debba diventare una costante, e che sia importante, per i genitori, dialogare con loro e non dare per scontata la loro presenza solo per il fatto di essere di famiglia.

Ogni Paese ha la propria normativa anche a proposito del diritto di famiglia, ma in Italia i soli obblighi ai quali i nonni sono sottoposti, sono quelli dell’accudimento e del mantenimento dei nipoti laddove i genitori, principali deputati a questo compito, come stabilito dall’articolo 316 bis del Codice civile, non siano in grado, per motivi validi, di adempiervi.

La normativa, nella fattispecie, spiega che:

  • l’obbligo grava su tutti i nonni, indipendentemente dalla linea e dal genitore impossibilitato;
  • i nonni sono tenuti a mantenere i nipoti soltanto quando entrambi i genitori sono impossibilitati;
  • l’impossibilità di mantenimento da parte dei genitori deve essere del tutto involontaria.

Ne consegue che se uno dei due genitori non può provvedere al mantenimento dei figli – magari perché ha perso il lavoro – e l’altro non è economicamente autosufficiente per mantenerli in autonomia, i nonni di ambo i lati sono chiamati a contribuire, in base alle proprie capacità economiche (e non solo alle esigenze dei nipoti).

Parliamo quindi di situazioni limite, mentre in Italia non c’è alcuna legge che stabilisca l’obbligo per i nonni di badare ai nipoti in maniera continuativa.

E se la legge 159 del 31 luglio 2005, ha istituito la “festa dei nonni” nella giornata del 2 ottobre, proprio per rimarcare l’importanza di queste figure nella crescita di un bambino (importanza ribadita anche dalla Società Italiana di Pediatria), ciò non significa che i nonni debbano essere visti come babysitter a tempo pieno.

 

Nel nostro Paese il ruolo dei nonni è risultato particolarmente importante anche nel periodo della pandemia; un’analisi condotta da Senior Italia Feder-Anziani ha mostrato che, nel 2021, su 12 milioni di nonni, il 46,2% ha accudito i nipoti quando i genitori non c’erano, il 43,3% li ha accompagnati nelle varie attività, il 9,4% li ha portati nei luoghi di divertimento e il 7,9% in vacanza.

Andando indietro nel tempo, un’altra indagine del 2016 stabilì che il 33% dei nonni si prendeva cura quotidianamente dei nipoti, contro l’1,6% della Danimarca o il 2,9% della Svezia.

Un divario che dipende certamente anche dalle politiche del lavoro e, in particolar modo, sulla maternità, che in Italia non aiuta le mamme che lavorano, le quali spesso non possono che sperare proprio sull’appoggio di genitori e suoceri.

Lo psicologo – Psicoterapeuta Alessandro Ricci, Professore presso l’Istituto di Psicologia dell’Educazione della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e Professore della Scuola Superiore di Specializzazione in Psicologia Clinica presso il medesimo ateneo, ha dichiarato: “Il compito dei nonni è quello di sostenere i propri figli nel loro ruolo genitoriale, condividendo spazi di vita con i nipoti, senza sostituirsi ai figli, mantenendo chiari i confini. Nello stesso tempo, anche i genitori devono essere attenti a non coinvolgere eccessivamente i nonni nella cura dei nipoti. Ciascuno deve mantenere il proprio ruolo, fare squadra, essere una compagine nella quale ognuno ha il proprio spazio educativo”.

E se un tempo era molto più facile che l’educazione dei bambini fosse equamente ripartita tra genitori e nonni, visto che era frequente che i primi e i secondi condividessero la medesima abitazione, oggi alcuni studi hanno addirittura fatto emergere una nuova figura, quella del nonno schiavo, sostanzialmente obbligato a fornire supporto di vario genere, fisico, ma anche economico, che, come sostiene l’altro psicologo e psicoterapeuta Soldevilla, è ciò che, a priori, potrebbe rappresentare una formula di arricchimento efficace e terapeutica per anziani e genitori, e in molti casi assume le forme di una moderna schiavitù: dove, al posto delle catene, vengono usati i forti legami emotivi.

Poco tempo fa, su Reddit, quotidiano economico-finanziario, una giovane mamma ha posto un quesito spiegando che sua madre le aveva chiesto 18 euro l’ora per badare a sua figlia, proprio per rimarcare come il suo ruolo come nonna non fosse scontato; e il suo gesto, seppur provocatorio, nasconde in realtà un aspetto che i figli troppo spesso sottovalutano, ovvero che anche i genitori, pur se nonni, abbiano una propria vita, con impegni, interessi, attività, e tutto il diritto di viverla.

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

Una risposta a “L’importanza di parlare dei nonni “costretti” a prendersi cura dei nipotini”

  1. 19.01.2024 – Ny Nino Maiorino – E non è infrequente che ai nonni si accompagnino gli zii che, per affetto e senso di solidarietà, si sentono molto coinvolti nel discorso.

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