L’Ascensione e la tradizione di lavare il viso con i petali di rosa nel mese di maggio

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Foto tratta da profilo Facebook

Domani la Chiesa celebra l’Ascensione di Gesù al cielo, una solennità che cade quaranta giorni dopo la Pasqua e che segna la fine del soggiorno terreno di Gesù.

L’Ascensione in Italia era festa nazionale fino a quando fu promulgata la legge 54 del 1977, sotto il governo della cosiddetta “non sfiducia” sostenuto da Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano, che eliminava dal calendario delle festività civili alcune feste religiose tra cui l’Ascensione, l’onomastico di San Giuseppe e il giorno del Corpus Domini.

Questa festività è legata ad antiche tradizioni italiane, connesse soprattutto al valore che verrebbe conferito alla benedizione divina alle acque. La tradizione popolare vuole, infatti, che la sera della vigilia dell’Ascensione, nella notte tra sabato e domenica, venga lasciato fuori al balcone o sul davanzale della finestra, per tutta la notte, un bacile d’acqua cosparso da petali di rosa e foglie di menta. E’ credenza, infatti, che Gesù, a mezzanotte, salendo in Cielo alla Gloria del Padre, accompagnato dai suoi angeli, benedica quelle acque. L’usanza vuole che al mattino tutti i componenti della famiglia sciacquino il viso in segno di purificazione, previo segno della croce ed una preghiera.

È una bellissima tradizione che rivela una profonda sensibilità religiosa, utile conoscere per il suo valore antropologico, che ci hanno trasmesso i nostri nonni e che abbiamo perduto. In passato, l’Ascensione ricadeva il giovedì ma, da anni, la chiesa ha spostato questa celebrazione a domenica. Per tale motivo, alcune persone continuano a preparare il bacile il mercoledì sera per il giovedì mattina.

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