L’antico rito del malocchio con acqua e olio, tra folclore e antiche tradizioni

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Il malocchio è una tradizione popolare molto radicata e dalle origini antichissime. Cornelio Agrippa ne parlava dettagliatamente all’interno della sua opera La Filosofia Occulta.

Il significato del termine malocchio è “occhio che getta il male”. Secondo la scienza questa credenza è una  forma di superstizione radicata in maniera maggiore in specifiche aree culturali.

Il malocchio a Napoli è una cosa seria e, soprattutto fra le persone anziane, è considerata una vera e propria malattia, che in quanto tale va “curata”. Il sintomo principale del malocchio, “l’uocchie ncuolle” (gli occhi addosso, come viene detto comunemente in dialetto) è il mal di testa. La persona “presa ad occhio” comincia a star male, ad agitarsi, dorme male, ha nausea, in certi casi vomito. La causa principale del malocchio sono sentimenti quali invidia, gelosia o maldicenze quindi può essere anche involontario. A volte basta un semplice complimento o uno sguardo di ammirazione provenienti da persone poco fidate, a far giungere alla convinzione di essersi presi il malocchio. L’eventuale mal di testa che sopraggiunge  ne è la manifestazione materiale.

A questo punto non resta che recarsi da qualcuno capace di togliere il malocchio, ricorrendo a particolari riti. Generalmente si tratta di donne piuttosto anziane che tramandano poi il loro “potere” a persone di loro fiducia, solitamente familiari disposti ad accettare il lascito e a mantenere il segreto.  Esistono vari riti, più o meno simili, per diagnosticare ed eliminare il malocchio, il più diffuso utilizza acqua e olio.

Il rito dell’olio: – La persona col mal di testa sospetto sta seduta, il guaritore riempie un piatto fondo con acqua, e con questo stesso piatto traccia tre volte il segno della croce verso la fronte del “paziente”, pronunciando mentalmente o sottovoce le parole segrete che solo lui conosce. Poi traccia su sé stesso tre volte il segno della croce, e ancora, toccando i bordi del piatto (alto, basso, sinistra, destra) con le dita, ripetutamente, esegue la croce mentre, sempre mentalmente, ripete le altre parole che compongono la “formula” segreta, ripetuta tre volte.

Ora si è pronti per la “diagnosi”: vengono versate nel piatto con l’acqua alcune gocce d’olio d’oliva, prelevate col dito da una tazzina o altro contenitore precedentemente preparato e si osservano le gocce man mano che vengono versate nell’acqua: se si spandono, se l’olio si allarga, vuol dire che la persona ha effettivamente il malocchio. A volte capita che l’olio addirittura scompare, a contatto con l’acqua: in questo caso significa che la persona ci ha “dormito sopra”, sono passati diversi giorni da quando ha beccato il malocchio, per cui è più difficile da eliminare. Se invece l’olio si spande poco, vuol dire che è una cosa recente e va via presto, generalmente. Nel caso l’esito sia negativo, se l’olio resta a galla normalmente, il rito si conclude lì e si ricorre ai medicinali. In caso contrario, invece, l’acqua viene gettata in un posto dove nessuno passi altrimenti vi potrebbe essere la trasmissione del malocchio a chi la calpesta.

Dalla forma che assume l’olio cadendo nell’acqua, è anche possibile sapere chi è l’autore del malocchio: se le gocce d’olio presentano, accanto, dei piccoli cerchietti piccoli (simili ad orecchini), allora si tratterà di donne; se le gocce sono normali si tratta di uomini. Se sono presenti entrambi i tipi di cerchi, in genere si comunica al “paziente” la prevalenza delle persone che hanno invidiato, se più uomini o più donne.

Nel caso quindi l’esito sia positivo, dopo aver gettato via l’acqua in un posto lontano, si procede a ripetere tutto il rito da capo altre due volte (la ricorrenza del numero tre si rifà probabilmente al concetto cattolico di Trinità). In genere la seconda volta gli “occhi” già sono più piccoli, fino a scomparire del tutto alla terza “prova”. Anzi, quasi sempre alla terza prova l’olio non si apre per nulla. Ma nel caso di “occhi” molto forti, dovuti cioè a persona molto cattiva o potente, o nel caso il paziente ci avesse dormito sopra, può capitare che gli “occhi” siano talmente ostinati da non andare via nemmeno alla terza volta. In questo caso gli “occhi” vengono letteralmente” tagliati” con le forbici. Quasi sempre capita che pochi minuti dopo l’esecuzione del rito, la persona stia immediatamente bene e il mal di testa scompare, liberando il paziente dal cerchio alla testa.

Ovviamente questo articolo va letto col sorriso sulle labbra. Quello del malocchio è un rito che ha rilevanza dal punto di vista antropologico, tenendo conto che nella maggior parte dei casi si tratta di persone anziane legate a tradizioni molto antiche

1 commento

  1. 17 maggio 2020 – Bell’articolo, della serie non è vero ma ci credo, per dirla con Totò.
    Io ricordo anche un altro rito, che tanti decenni fa qualche vecchina svolgeva sia per il malocchio sia per predire il futuro. In una bacilnella con l’acqua si faceva colare il piombo sciolto in una ciotola, il quale, a contatto con l’acqua, assumeva le forme più strane, dall’esame delle quali il guaritore, recitando parole magiche, riusciva a liberarti dal mal di testa sintomo del malocchio, oppure a prevedere il tuo futuro.
    Personalmente non me ne sono mai avvalso, non ci credo, ma non si sa mai…

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