La ricetta elettronica

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foto Angelo Tortorella

La pandemia derivante dal Coronavirus sta provocando anche la perversa conseguenza di un maggiore distanziamento tra le persone, e, quindi, la necessità di adottare sistemi alternativi per superare tale ostacolo; e se da un lato c’è da augurarsi che questo regime di esasperato distanziamento prima o poi venga allentato, dall’altro lato c’è da prendere atto che la spinta verso sistemi alternativi per provvedere ad adempimenti  burocratici indifferibili porterà indubbi benefici legati al risparmio di tempo anche per il futuro.

La ricetta elettronica è un sistema che consente di non recarsi presso lo studio del Medico di base per farsi prescrivere un medicinale.

Essa viene prodotta dal medico direttamente sul sito dell’ASL ed è valida in tutta la Regione Campania: una ricetta fatta qui a Cava consente di ritirare il medicinale in tutte le farmacie della Regione.

Ovviamente c’è l’ostacolo, per i pazienti non informatizzati, della mancanza del PC, ostacolo superabile se il paziente ha uno smart phone, purché abbia anche una casella di posta elettronica sulla quale il sito dell’Asl invierà la ricetta e i codici di riferimento, cioè quei due numerini che sulla ricetta compaiono in alto a destra sotto i codici a barre, il primo è 1500A, il secondo di 10 cifre che inizia col 44152xxxxx.

In alternativa le stesse informazioni possono essere ricevute dal paziente anche con un sms purché, ovviamente, abbia almeno un telefono cellulare.

Esibendo in farmacia la ricetta stampata dal pc, oppure quella ricevuta sul palmare o i due codici ricevuti su sms, la ricetta viene rintracciata sul sito dell’ASL e si possono ritirare i medicinali.

Le disposizioni che hanno introdotto questo meccanismo sono leggibili, tra l’altro, sul sito  “https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/ricetta-elettronica”.

La ricetta elettronica prevede, quindi, la completa informatizzazione dell’intero ciclo di vita della tradizionale ricetta medica cartacea del SSN, la cosiddetta ricetta rossa, che oramai è quasi scomparsa, salvo che per particolari prescrizioni (stupefacenti o altro).

Essa prevede anche la completa eliminazione del supporto cartaceo (dematerializzazione) compatibile con le modalità del DEM 2.11.2011, atte a salvaguardare l’erogazione di farmaci o prestazioni anche in assenza di collegamento telematico, ma comunque, in caso di necessità, può essere stampata.

Tale innovazione consente anche di rendere possibile una ulteriore accuratezza e tempestività dei controlli in quanto:

-certifica i dati delle ricette sia in fase di prescrizione che di erogazione evitando errori, duplicazioni ed eventuali truffe e falsificazioni;

-consente al sistema di effettuare in tempo reale i controlli;

-consente la corretta identificazione dell’assistito in fase di prescrizione e di erogazione;

-consente l’esistenza del diritto dell’assistito alle esenzioni per reddito;

-consente l’esistenza del farmaco da erogare (grazie all’interconnessione con la banca dati del prontuario AIFA) e la verifica che la confezione non sia stata già venduta in precedenza;

-consente l’esistenza della prestazione specialistica sulla base dei tariffari e dei cataloghi forniti da ogni singola Regione.

In verità anche precedentemente alla introduzione di questo sistema, cioè anche quando la ricetta veniva fatta materialmente dal medico di base, tali controlli venivano effettuati, ma qualche volta potevano essere forzati, mentre con il nuovo sistema non sembra più possibile.

Nella nostra città, e certamente anche in altre, già da tempo i farmacisti, in presenza di clienti conosciuti e che abitualmente da essi si forniscono, avevano introdotto il sistema di dare i medicinali e addossandosi l’incombenza di provvedere loro a far compilare le ricette; ora, col nuovo sistema, anch’essi sono agevolati e non sono più costretti ad andare dai vari medici in quanto possono farlo in maniera informatica.

La ricetta elettronica va ad incrementare automaticamente anche il fascicolo sanitario dell’assistito, che contiene la sua storia sanitaria che così sarà sempre aggiornata.

Ovviamente la ricetta elettronica vale per i soli medicinali prescrivibili perché a carico del SSN, mentre per quelli non prescrivibili il medico di base deve usare il ricettario bianco, ed è quindi necessario che il paziente si rechi presso il suo studio.

Evitiamo di addentrarci in dettagli tecnici e normativi che riguardano le prescrizioni che i medici possono o debbono fare di visite, medicinali e altri presidi sanitari, ricordando però  che il medico di base non è solo un prescrittore, come tanti pazienti comunemente credono, che secondo loro non può astenersi dall’accogliere le loro richieste; non è così perché è un professionista che non solo può rifiutarsi dall’effettuare prescrizioni che non ritiene necessarie o addirittura dannose, ma può anche rifiutarsi di prescrivere medicinali consigliati da altri medici (specialisti); fra l’altro il ruolo del medico di base è quello di tenere monitorata la salute e l’evolversi  delle patologie dei suoi assistiti, e nessuno meglio di lui può valutare la correttezza delle varie terapie che i suoi pazienti, specialmente quelli anziani, seguono.

Se qualcuno, comunque, fosse interessato ad approfondire i vari argomenti, potrà collegarsi al sito “https://www.altroconsumo.it/salute/diritti-in-salute/speciali/ricetta-medica”.

C’è un ulteriore problema, che al momento non si pone, legato alla eventualità di dover fruire di una prescrizione medica per chi non risiede nella regione dove in quel momento si trova, cosa che ora non è possibile per l’ancora vigente divieto di recarsi in un’altra Regione. Quando tale divieto sarà abolito si potrà presentare questa necessità, specialmente per coloro che andranno in vacanza fuori della loro Regione.

Ci riserviamo, perciò, di tornare eventualmente sull’argomento.

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