scritto da Nino Maiorino - 28 Gennaio 2024 06:54

Il Gambero Rosso affianca la nostra scelta di locali tipici napoletani

 

Non è poca cosa per noi umili viandanti delle strade partenopee avere il plauso, speriamo volontario, di una organizzazione di slow-food, Associazione senza scopo di lucro che promuove la degustazione a ritmo lento di cibi genuini e cucinati con cura, in contrapposizione al consumo rapido di cibi pronti.

Quando si va a gustare una pietanza debbono essere lasciati fuori del locale le apprensioni del lavoro, con i relativi pranzi, per calarsi nella atmosfera della convivialità, che prevede il “ritmo lento”.

Se uno intende parlare di lavoro a tavola, si avvalga della mensa aziendale, costa meno ed è veloce.

E’ il caso di soffermarsi sulla frase “a ritmo lento” per comprendere che chi intende mangiare bene deve obbligatoriamente lasciare la fretta fuori delle porte del locale, e, una volta seduto a tavola, deve obbligatoriamente conciliare le esigenze della nutrizione con quelle della pace interiore.

E quale migliore riconoscimento di quello de “Il Gambero Rosso”, che è una Organizzazione con sede a Roma, Ente privato di formazione accreditato presso la Legione Lazio dal maggio 2019.

E la nostra più grande soddisfazione è aver saputo che tra i locali che “Il Gambero Rosso” apprezza ce n’è qualcuno che cucina pietanze che nei precedenti articoli abbiamo già citato.

Come ad esempio, un piatto povero della tradizione partenopea fatto di pochi ingredienti di facile reperibilità e ricco di sapore, che a quanto pare piace proprio a tutti e sta spopolando (anche sul web)

Un classico soffritto di carota, sedano e cipolla, più patate a cubetti, brodo, qualche pomodorino, sale e pepe quanto basta, pasta “mischiata”, provola (c’è chi usa quella affumicata), una spolverata di Parmigiano grattugiato (possibili aggiunte pancetta, una crosta di formaggio, un pezzetto di cotenna di prosciutto, basilico o rosmarino).

Poi il “riposo”, a fornello spento, in modo che la pietanza diventi “azzeccosa” tanto che quasi si riesca a mangiarla con la forchetta.

Chi l’avrebbe detto che pasta patate e provola, una preparazione così semplice (ed economica), sarebbe diventata un piatto cult per i buongustai, eppure…

E ora andiamo agli 8 ristoranti migliori scelti dal Gambero Rosso.

 

Trattoria Ieri, Oggi, Domani

L’insegna è dedicata all’omonimo film diretto da Vittorio De Sica del 1963, poi premio Oscar nel 1965.

Ambienti in stile contemporaneo studiati in ogni dettaglio fanno da cornice a un percorso culinario che si muove sul binario “ieri e oggi” con gran divertimento per il palato.

Così può capitare, ad esempio, che la pasta e patate affumicata con Provolone del Monaco e basilico si affianchi ai tubettoni in zuppa di dentice, calamaro, pomodorini del piennolo e limone.

In carta troverete anche buone pizze e la lista dei vini con etichette per tutte le tasche.

Convenienti menu per il pranzo, a partire da 7.50 euro.
Ieri, Oggi, Domani – via Nazionale, 6 – 081 206717 – www.ierioggiedomani.it

La Locanda Gesù Vecchio

Due le sedi in Via G. Paladino 26 (l’altra è sulla stessa via, al civico 4), in entrambe si fanno due turni, il primo alle 19 e il secondo alle 21.30.

Forse alcuni storceranno un po’ il naso, ma ci sembra un peccato veniale la particolare dislocazione a fronte della piacevolezza della serata, scandita da un gradito clima conviviale e da un’offerta di livello.

Fra i cavalli di battaglia, la mozzarella in carrozza, la zuppa di fagioli e scarole, gli ziti alla genovese, la pasta mista con patate, provola affumicata e parmigiano grattugiato, le uova in Purgatorio, il baccalà in cassuola.

Molte le opzioni adatte ai vegetariani e ai celiaci, con birre artigianali e buoni vini in accompagnamento.

Mimì alla Ferrovia

Comodamente raggiungibile dalla Stazione Centrale, è in Via D’Aragona 19, gestito dalla famiglia Giugliano, ed è un affidabile indirizzo con più di 80 anni di storia alle spalle, da sempre promotore e divulgatore della cultura gastronomica napoletana.

In menu tutti i classici, alcuni non facili da trovare altrove: il peperone ‘mbuttunato (ripieno), la parmigiana di melanzane fatta come tradizione vuole, gli spaghetti con le vongole veraci, la pasta mista con patate, provola e guanciale, il baccalà fritto, le polpette al ragù.

Non manca qualche divertente divagazione, come il “tacobao” con la genovese.

Specializzato anche per menù di pesce.

Si beve bene ed effettua anche il servizio d’asporto.

– www.mimiallaferrovia.it

Della trattoria Nennella

abbiamo già parlato in un articolo precedente.

Dal 1949, anno di apertura grazie a Elisabetta Vitiello (la “Nennella” dell’insegna) è a Piazza Carità 22, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a tavola si celebra la tradizione culinaria napoletana, quella “vera” tanto nelle ricette che nella genuinità degli ingredienti.

In carta non manca mai la pasta e patate con provola, pancetta, pomodorini, basilico e pecorino romano.

Per completare il pasto salsicce e friarielli, polpette al ragù, zucchine alla scapece.

In linea anche i dolci, dal babà alla pastiera.

Prezzi davvero modici, con menu a 15 euro, ma non si accettano prenotazioni.

– www.trattorianennella.it

 

OOsteria della Mattonella

In Via Nicotera 13, un ambiente raccolto con pochi coperti in tavoli ravvicinati, un bellissimo pavimento originale, travi di legno ai soffitti, antiche mattonelle in stile vietrese alle pareti, scaffalature piene di bottiglie, oggi gestito con passione da Massimo Marangio.

Dalla cucina, supervisionata dalla signora Antonietta, mamma di Massimo, escono croquette (crocchè) di patate, penne lisce alla genovese, spaghetti alla puttanesca, pasta e patate con provola e (abbondante) parmigiano grattugiato, lenticchie e broccoli, polpo alla luciana, braciola al ragù. Gradevole il vino della casa, oppure si sceglie da una valida carta di etichette regionali.

– www.osteriadellamattonella.com

 

Ristorante RestaQmme

In Via Lucilio al n. 11 è un locale di tendenza, che nell’edizione 2024 della guida Ristoranti d’Italia ha ottenuto il premio Tradizione Futura.

Il proprietario, Genny Parlati, ha affidato la cucina alla giovane chef Magdalena Buczynska, che con bella mano e il giusto tocco di fantasia dà una rilettura molto personale e originale di piatti della tradizione partenopea.

Tra questi spiccano la minestra maritata (con 27 tipi di verdure a foglia verde, 4 tipi di carne e i suoi brodi) servita con tarallo napoletano, “La Leggenda” (pasta mista, patate, provola, guanciale e astice al burro) e il trancio di pescato del giorno con potage di fagioli di Controne, pacchetelle gialle e emulsione di erbe aromatiche (pomodorini raccolti nei mesi caldi e conservati in vetro).

https://www.facebook.com › … › RestaQmme

 

 

Pizzeria Salvo

Alla Riviera di Chiaia 271 circa 6 anni fa i fratelli Salvo hanno aperto la loro succursale a Napoli città (la casa madre è a San Giorgio a Cremano), un locale moderno nei pressi del lungomare Caracciolo.

Qui, oltre a proporre le loro fantastiche pizze (ricordiamo che hanno ottenuto il riconoscimento dei Tre Spicchi nella guida Pizzerie d’Italia 2024), offrono fragranti e appetitose fritture.

Tra le tante, non poteva mancare la frittatina di pasta e patate con pasta mista di Gragnano Igp, patate, parmigiano reggiano Dop 24 mesi, prosciutto crudo e pepe.

In abbinamento un buon vino a calice oppure una bottiglia scelta dalla nutrita lista.

– www.pizzeriasalvo.it

 

E, infine, il Ristorante Umberto

Che è in Via degli Alabardieri 30 (zona dei baretti) e che, dal 1916, fa parte all’Associazione Locali Storici d’Italia dal 1916.

Personalmente sperimentato, nelle sale, arredate in stile classico, tante foto d’epoca ma anche opere d’arte contemporanea.

La proposta spazia dalle buone pizze cotte nel forno a legna a piatti stagionali, da opzioni per celiaci e vegetariani a pietanze di schietta matrice partenopea.

Fra queste ultime, spiccano la zuppa di fagioli di Controne, il gattò (gâteau) di patate in versione mignon, gli ziti spezzati con la genovese, la “mescafrancesca” (pasta mista) con patate, provola di Agerola e salsiccia rossa di Castelpoto (Presìdio Slow Food), il baccalà, le polpette di Nonna Ermelinda in tre versioni (fritta, al forno e al vapore). Vini all’altezza.

www.umberto.it

(foto tratte dai siti istituzionali o da FB)

 

 

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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