Il dentista siliconato

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Non saprei come altro definire, se non un cretino, quel dentista biellese che ha tentato di farsi vaccinare per finta, esibendo un bel braccio tornito e abbronzato al quale il vaccinatore di turno si è avvicinato con la siringa e, in una prima fase, si è meravigliato nel constatare che il braccio del vaccinando sembrava aver preso la tintarella che il viso non dimostrava.

Insospettito ha chiesto al tizio di togliere la camicia ed è venuto fuori l’imbroglio; sulla spalla e sul braccio era stata poggiata una protesi di silicone pronta a ricevere il tanto agognato (così sembrava) vaccino a un no-vax convinto e impenitente.

E nonostante il dentista abbia tentato un approccio alla benevolenza, il vaccinatore ha immediatamente chiamato la vigilanza e la cosa ha assunto il rilievo eclatante, la notizia ha fatto immediatamente il giro dei social, dei siti dei media, Italia e in tanti altri paesi: è diventata “virale”, come si dice oggi.

Il dentista è stato denunciato e il Giudice Istruttore ha avviato una indagine, sembra per falso e truffa: falso perché ha tentato di falsificare la vaccinazione, truffa perché il suo scopo era di ottenere comunque il Green-pass; avrebbe preso i classici due piccioni con una fava.

L’avvenimento mi ha fatto venire in mente un passaggio della celebre commedia di Eduardo, “Filumena Marturano”, precisamente quello con il quale “donna Filumena”, finalmente convinta di aver fatto una cosa illegale, confessa di aver tentato di rubare solo un cognome; il dentista voleva rubarsi solo un green-pass.

Nel caso specifico la considerazione è che ormai, con questa banda di folli, non si sa più se ridere o piangere; indubbiamente il dentista ha mostrato di essere molto intraprendente, probabilmente ha sopravvalutato le proprie capacità, certamente ha sottovalutato quelle dei vaccinatori: certamente ha sbagliato il colore del braccio siliconato, ma una persona di buon senso, pure No-vax, avrebbe dovuto capire che un imbroglio del genere difficilmente poteva riuscire.

E ora il dentista si lamenta pure perché gli avrebbero sconvolto la vita: è stato radiato dall’albo dei medici, non potrà quindi esercitare la professione, intanto continuamente viene raggiunto dai cronisti per avere i dettagli dell’impresa; ma se non fosse stato il matto che si è dimostrato, l’impresa non l’avrebbe intrapresa, e la conferma della sua pazzia sta, ora, è confermata delle doglianze che esprime.

Meglio così, perché ci siamo tolto di torno un lestofante.

Indubbiamente questo folle è in buona compagnia in quanto folli almeno quanto lui sono stati i suoi pazienti che, avvertiti da un esplicito cartello che il dentista aveva affisso sulla vetrina del suo studio, col quale informava che la presentazione del Green-pass era solo volontaria, e nonostante sapessero di trovarsi di fronte ad un convinto oppositore alla vaccinazione, ci sono pure andati a curarsi.

Un dentista, così come pochi altri, è uno che ti sta a pochi centimetri di distanza dalla bocca, che il paziente è costretto a mantenere forzatamente aperta, e quindi non ha nessuna protezione dal contagio; e sapendo che il dentista era pure contro il vaccino, mai avrebbe dovuto farsi curare da lui, a meno che non fosse pur’esso contro il vaccino e ci tenesse a farsi infettare: tanto in questo mondo di folli un centinaia di morti in più non fa molta differenza, probabilmente c’è chi vuole andare a fare compagnia ai circa 135.mila deceduti per covid-19 da inizio pandemia; qualcuno li accompagnerebbe a calcioni nel sedere, ma dicono che non si può fare.

E lasciamo stare pure il giuramento di Ippocrate, che i medici fanno prima di intraprendere la loro attività: “Giuro che regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio…, mi asterrò dal recare danno…, mi asterrò dal recar danno e offesa…”: non sarebbe male che, prima di far giurare un medico, venisse sottoposto a perizia psichiatrica.

Da oggi, quindi, tutto quello che è fatto con il silicone dovrebbe essere preso con la pinze; non mi riferisco al materiale che usano gli idraulici per evitare il gocciolamento di acqua dai lavandini, ma a tutti quegli strumenti che sono i surrogati di tanti organi umani, o che aiutano tanti organi ad assumere forme diverse da quelle date da madre natura: i tamponi di silicone che vengono usati per rinforzare labbra, tette e glutei, oppure i surrogati di altri organi umani ai quali taluni ricorrono per togliersi “alcune soddisfazioni”, come le bambole gonfiabili o simili cianfrusaglie.

Ma pure i manichini (una volta li chiamavamo pupi o pupe a seconda del genere, ora sembra che dovremmo prevedere tra essi anche quelli non precisamente sessuati, trans, ecc.) possono risultare pericolosi perché non si può essere certi che siano veramente tali; in alcune vetrine ve ne sono alcuni che sembrano tali, ma poi ti accorgi che solo la vetrinista immobile perché stava parlando al telefonino col moroso.

Ci sono, ad esempio, i manichini di addestramento al primo soccorso, ma con i tempi che corrono ci si potrebbe trovare di fronte ad un “coso” che sembra un manichino, ma poi vai a scoprire che è solo un ammalato di covid-19 dimenticato su una barella in uno dei tanti “pronto soccorso” sparpagliati per il paese.

La conclusione, tra il faceto e il serio, è che il covid-19 ha fatto emergere, tanti folli, e pure il dentista al silicone.

Ma si sa, in un manicomio… succedono cose da pazzi!

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