scritto da Gennaro Pierri - 23 Aprile 2026 08:03

Il bene che ti vuoi non risolve tutto. Ma cambia tutto

Volersi bene non è sentirsi sempre all’altezza. È costruire criteri

Non scendo molto spesso in piazza, ma qualche giorno fa sono stato fermato da una coppia di alunni di quinta che mi hanno detto che stavano parlando di una cosa che avevo detto in classe tempo fa: “Non è vero che tutto dipende da te. Ma è altrettanto falso il contrario. Tra questi due estremi c’è uno spazio stretto e decisivo: il modo in cui ti tratti mentre la vita accade”.

La risposta è stata un po’ articolata… il bene che ti vuoi non cancella le ingiustizie, non paga l’affitto, non sistema automaticamente le relazioni. Però decide una cosa fondamentale: cosa accetti e cosa no. E questa linea, invisibile ma netta, nel tempo ridisegna tutto. Volersi bene non è sentirsi sempre all’altezza. È costruire criteri.

Per esempio: non restare dove vieni sistematicamente svalutato. Non spiegarti all’infinito a chi non ascolta. Non chiamare “carattere” ciò che è solo disinteresse. Serve pratica, non slogan. Tre mosse concrete: riduci del 20% ciò che ti consuma (persone, abitudini, ambienti); aumenta del 20% ciò che ti nutre (tempo, cura, competenze); e impara una frase chiave: “questo per me non va bene”.

Ripetuta, cambia traiettoria. Attenzione però: non tutto è sotto il tuo controllo. Ma il tuo standard sì. E lo standard è contagioso: prima o poi, chi ti circonda si adegua o si allontana. Resta una domanda scomoda: se oggi alzassi davvero l’asticella del rispetto verso te stesso, cosa  e chi non entrerebbe più nella tua vita?

Per la cronaca: non è vero che i ragazzi non parlano di cose serie; mi hanno detto che se hanno qualche altro dubbio mi invieranno qualche messaggio notturno (e che ne parliamo a fare).

Ha conseguito la licenza in teologia spirituale e in teologia morale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. E’ stato recensionista per la rivista Il Cooperatore Paolino, docente di teologia spirituale presso l’Istituto Diocesano di Scienze Religiose dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, direttore editoriale del mensile diocesano Fermento, bioeticista nel Comitato Etico dell’ASL Salerno. E’ cultore di materie filosofiche e teologiche, docente di I.R.C. in alcune Scuole Superiori di Cava de’ Tirreni e Presidente del sodalizio Cavalieri della Bolla Pontificia.

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