I Bastardi di Pizzofalcone

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Alessandro Gassmann, foto tratta dal profilo FB

Faccio seguito al precedente articolo, dal titolo “Dal Commissario Montalbano ai Bastardi di Pizzofalcone”, pubblicato su questo giornale il 31 ottobre scorso, per concludere il discorso su I Bastardi di Pizzofalcone”, basato sui romanzi di Maurizio De Giovanni il quale ne ha anche scritto il copione.

Le serie trasmesse sono state tre, per un totale di 18 episodi, hanno avuto inizio nel 2017, e sono state molto seguite dal pubblico, raggiungendo una share, quasi costante, di oltre il 25% di telespettatori.

In tutti gli episodi, girati per i vicoli napoletani, si respira la napoletanità autentica e contemporanea; nulla è trascurato, né il degrado di tante strade e fabbricati, né il fascino della città vista dal terrazzo del Commissariato, sul quale frequentemente tutto il personale si riunisce per fare il punto sulle indagini in corso, molto probabilmente per il sospetto che nei locali interni, dopo i precedenti episodi, siano state installate microspie.

Nel corso delle diciotto puntate la maggior parte degli attori sono fissi, di tanto in tanto se n’è aggiunto qualcun altro, come, ad esempio, la cavese Irene Maiorino, che ha recitato anche nell’altra serie del Commissario Ricciardi.

Nella terza stagione compare anche la figura di un altro Bastardo, Elsa Martini, interpretata da Maria Vera Ratti, una Commissaria dichiarata innocente in un processo che l’aveva vista coinvolta nella morte di un pedofilo; però le voci su una vera e propria esecuzione sono ancora in circolazione, perciò è stata trasferita a Pizzofalcone come punizione: un’altra Bastarda che si aggiunge ai precedenti, e che viene corteggiata dal giudice Buffardi.

Non intendo riepilogare le varie storie, che si intersecano tra loro e alle quali fa da  sfondo la situazione familiare di ogni personaggio, ma solo approfondire la validità delle storie e del cast, le emozioni che trasferiscono ai telespettatori, l’umanità che ciascuno attore trasmette sullo schermo; e lo faccio attraverso l’elencazione dei vari attori, principiando da Massimiliano Gallo, che interpreta il ruolo del Commissario Luigi Palma, vicequestore del Commissariato sempre più unito alla squadra; dopo un divorzio indolore dalla moglie, ha un rapporto molto affettuoso con Ottavia, con la quale è sempre più legato di stagione in stagione.

Il Commissariato fa capo al PM Laura Piras, interpretata da Carolina Crescentini, che dedica tutta la sua vita al lavoro; ha intrapreso una relazione sentimentale con l’ispettore Lojacono, che serve ad entrambi per capire anche cosa stanno cercando e che cosa vogliono davvero, ma che si conclude proprio nell’ultimo episodio, che è segnato da tanti distacchi, la Piras da Lajacono, allorquando lei, chiamata alla Procura della Repubblica di Roma, non sa rinunciare alla carriera e vorrebbe che Lojacono la distogliesse, inutilmente.

Ma al distacco di Lojacono dalla Piras fa seguito anche l’episodio drammatico della bambina affidata in adozione all’Assistente Capo Francesco Romano (interpretato da Gennaro Silvestro) ed alla moglie, che non possono avere figli, e hanno pensato di salvare il loro matrimonio grazie a quella bambina la quale, dopo un periodo di prova, viene riportata indietro dai Servizi Sociali che non ritengono la coppia idonea all’adozione; basta vedere il viso della moglie, Giorgia, (interpretata da Miriam Candurro), distrutta dal dolore per comprendere quanto siano validi gli attori, peraltro ricorrenti in tutte le serie prodotte da Rai-Fiction.

Il Vice Commissario è Giorgio Pisanelli, interpretato da Gianfelice Imparato, memoria storica del gruppo, prossimo alla pensione, il quale ha una idea fissa, che in seguito si dimostrerà fondata, quella di incastrare frate Leonardo, un suo amico che egli sospetta essere l’autore di molti suicidi di persone anziane, tutte sole e disperate.

Tutti i colleghi lo prendono per un visionario, ma alla fine Pisanelli dimostrerà che la sua intuizione è giustificata: sarà lo stesso Frate Leonardo a confermarglielo, sostenendo la tesi che egli si è assunta la responsabilità, anche di fronte a Dio, di divenire un assassino per evitare che i vecchietti che ha “aiutato” a morire venissero dannati in eterno per essersi suicidati.

Frate Leonardo è interpretato da Giovanni Esposito.

Pisanelli è l’unico rimasto dalla precedente squadra insieme alla collega Ottavia Calabrese, interpretata da Tosca D’Aquino, membro storico del Commissariato ed estranea ai fatti che riguardano i suoi ex colleghi. Tra l’altro è una esperta informatica che grazie alla sua perizia è di grande supporto alla intera squadra.

Devota al figlio autistico Riccardino, si trova a dover affrontare molti litigi con il marito Gaetano, e si è molto affezionata al Commissario Palma, due solitudini che vivono senza alcuna speranza di potersi unire.

Divertentissimo l’agente scelto Marco Aragona, interpretato dal giovane attore Antonio Folletto, di buona famiglia ma poco incline alle regole, che si è voluto allontanare dal padre, intrallazzatore, il quale lo fa vivere nel lussuoso albergo di Via Medina, una volta si chiamava Jolly, oggi si chiama Hotel Panorama.

Aragona è un agente brillante, spericolato guidatore nel caotico traffico napoletano, molto intuitivo, e nel corso delle stagioni il suo personaggio matura, diventando un valido componente della squadra.

E quando, per staccarsi definitivamente dal padre, rinuncia al dorato asilo alberghiero, si fa ospitare da Pisanelli, col quale è in perenne e scherzosa polemica.

Matteo Martari, nel ruolo del Commissario della DIA Diego Buffardi, fascinoso, narcisista e non sempre simpatico, sempre a caccia dell’anima gemella, in perenne conflitto con i Bastardi e, in particolare, con l’Ispettore Lajacono, al quale comunque riconosce le capacità e l’intuito (e le subisce).

E infine, Alessandro Gassmann nel ruolo dell’Ispettore Giuseppe Lojacono, Il vero motore del gruppo dei Bastardi, intuitivo, attentissimo, sempre pronto a rivedere le sue convinzioni, e che alla fine risolve i vari casi; la sua vita è andata in pezzi dopo essere stato accusato da un collaboratore di giustizia di avere passato informazioni alla mafia, favorendo inoltre l’evasione dal carcere di un boss: una vicenda da chiarire, cosa che probabilmente avverrà nella quarta serie, in corso di realizzazione, alla quale rinvia l’ultima sequenza dell’ultimo episodio della terza serie, appena conclusa.

Infatti, la competenza e la scaltrezza della produzione (Rai-Fiction) e della regia (quella della tersa stagione è affidata a Monica Vullo) hanno adottato questo espediente: alla fine di ogni puntata fanno comparire una sequenza che rinvia alla puntata o alla serie successiva, in maniera da tenere avvinti i telespettatori che in questo modo attendono con interesse l’episodio successivo.

Una personalissima considerazione finale: i momenti di festa fanno male ai Bastardi; la fine della seconda serie termina con una bomba che distrugge la trattoria di Letizia mentre tutto il gruppo stava festeggiando la felice conclusione di una indagine.

La terza stagione prende avvio proprio da quell’episodio, che ha stravolto la vita di tutto il gruppo, specialmente quella del Commissario Palma, il quale rischia di uscire di senno perché si sente responsabile di quella tragedia (era stato lui a voler festeggiare) e farà fatica a riprendersi, cosa che avverrà grazie all’aiuto di tutto il gruppo.

Direi che la terza stagione è quella conclusiva di un filone, perché uno degli elementi di collegamento delle tre stagioni è la trattoria di Letizia, interpretata da Gioia Spaziani, dove alla fine della seconda serie esplode la bomba che rischia di ammazzare tutti: la stessa Letizia rimane in coma per diverso tempo, poi riesce a riprendersi; ma è proprio lei e la sua trattoria che i bombaroli volevano colpire, giacché, alla fine di una ricostruzione dei fatti che fa l’arguto Loiacono, si scopre il vero personaggio nel mirino, che non rivelo per non anticiparne la conclusione a quei lettori che non hanno ancora visto le ultime puntate.

Ma l’ultima puntata termina malamente con la cattura, da parte di ignoti, dell’Ispettore Lojacono, mentre il gruppo sta festeggiando le nozze tra le due ragazze lesbiche, l’Agente speciale Alex Di Nardo, infallibile con la pistola (è interpretata da Simona Tabasco), e la Commissaria della Scientifica Rosaria Martone (Interpretata da Serena Iansiti).

Sinceramente è una scena che avrei risparmiato, fa un certo effetto vedere un matrimonio tra due donne, ma anche questo è segno della modernità dei romanzi di Maurizio De Giovanni.

Fa eccezione a questi due epiloghi solo la conclusione della prima serie, con l’episodio “Buio” che riguarda il rapimento di un bambino il quale, alla fine, verrà trovato morto, unica sconfitta dei Bastardi di Pizzofalcone.

Agli appassionati della serie non rimane che attendere la quarta stagione, ora in cantiere.

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