scritto da Nino Maiorino - 21 Aprile 2023 07:19

E’ morto Federico Salvatore

Azz…

Se n’è andato a 61 anni Federico Salvatore, cantautore comico e cabarettista napoletano, che dagli anni ’70 fino alla fine dello scorso secolo, fu uno dei più apprezzati interpreti popolari tra le giovani generazioni.

Le sue rappresentazioni e i suoi concerti facevano morire dalle risate, specialmente quando eseguiva, più che cantare, i suoi pezzi satirici, le sue canzoni-sceneggiate, ma non drammoni alla Mario Merola, piuttosto prendendo spunto dalla semplice realtà quotidiana.

Chi non ricorda, ad esempio, “Ninna nanna”, il duetto tra il papà impaziente di far addormentare la piccina, e questa che non ne vuol sapere (https://www.youtube.com/watch?v=L9GARiTC3sw&list=RDL9GARiTC3sw&start_radio=1).

La maggior parte delle sue canzoni erano scenette comiche, per le quali  Federico Salvatore si ispirava alla quotidianità come “Incidente al Vomero”, (https://www.youtube.com/watch?v=EqCWSwcBnSQ), ma non disdegnava i temi satirici religiosi, come “Il funerale” (https://www.youtube.com/watch?v=9qWYC09ySdM), oppure “L’uccellino in chiesa” (https://www.youtube.com/watch?v=9qWYC09ySdM), passando magari alla protesta per le condizioni della città, come in “Se io fossi San Gennaro” (https://www.youtube.com/watch?v=ijHnAV-Aia8), che ricorda un po’ Pino Daniele.

Oppure l’amara “Sulla porta”, presentata al Festival di San Remo nel 1996 (https://www.youtube.com/watch?v=ygPerxBZ8Nw) che anticipava il tema della omosessualità.

Tutte le canzoni di Federico Salvatore hanno il loro fascino, basta andare su YouTube per rinfrescarsi la memoria.

Era nato il 17 settembre 1959, in una stradina adiacente a Via Santa Teresa degli Scalzi, alle spalle del Mann, pieno centro storico partenopeo, aveva iniziato a suonare la chitarra a 8 anni.

Essendo mancino, non volle invertire l’ordine delle corde, come solitamente avviene, ma invertì la posizione delle dita sulla tastiera, tecnica inusuale.

Con grande dispiacere dei genitori, lasciò gli studi di Giurisprudenza dopo due anni per dedicarsi completamente alla carriera di cantautore, e fece le sue prime apparizioni in teatro, dove si esibì riadattando testi divertenti su musica di canzoni famose.

La notorietà arrivò nel 1994 con la vittoria al concorso “Bravo-Grazie”, che gli permise di partecipare alla trasmissione televisiva “Maurizio Costanzo Show”, che fu il suo vero trampolino di lancio; grazie alle numerose presenze in quella trasmissione ottenne grande successo: i suoi album “Azz…” e “Il mago di Azz…” vendettero più di 500 000 copie, facendogli vincere due dischi di platino nel 1995.

Nello stesso anno Federico Salvatore partecipò al Festivalbar come ospite fisso, e nel 1996 fu in gara al Festival di Sanremo dove si classificò tredicesimo con il pezzo “Sulla porta” che trattava il difficile rapporto tra un ragazzo omosessuale e la madre: “Quell’uomo è il mio primo vero amore, con lui mi sento libero e felice”, recitano i versi della canzone.

La canzone sanremese fu inserita nell’album “Il mago di Azz…”, mentre nel 1997 fu il turno di “Coiote interrotto”, dove si trovava anche un brano dedicato ad uno dei suoi idoli, Totò.

Da allora fu tutta una serie di successi: nel 2002 pubblicò l’album “L’osceno del villaggio”, e si spostò lentamente verso la canzone di denuncia delle miserie partenopee, con brani come “Se io fossi San Gennaro” nel quale evidenziava le negatività della città per colpa degli stessi napoletani.

Del 2004 pubblicò l’album “Dov’è l’individuo?”, con il quale continuò nel solco tracciato dal lavoro precedente.

Purtroppo lo spostamento verso la musica impegnata lo mise un po’ ai margini di quel mondo dello spettacolo in cui era esploso negli anni precedenti, che non rinnegò, ma che incominciò a guardare con distacco e senza rimpianti, come spiegò nel brano “Homo Sapiens”, nell’album “L’osceno del villaggio”: “se non frequento Roma le notti più mondane e non vado a Cortina per due o tre settimane, se non m’importa di fare la firma sulla foto, se non voglio pagare il prezzo d’esser noto, ma io me ne sto fuori da questa strana guerra, fra me e gli spettatori c’è solo la chitarra, e cercherò di fare quello che ho fatto sempre, girare per cantare le mie canzoni strambe” avrebbe recitato in “Homo Sapiens”.

Federico Salvatore, insomma, cominciava ad andare contro corrente.

Nel 2007, per la prima volta dopo anni, fece la sua ricomparsa in televisione come ospite in tre puntate del programma del sabato sera di Rai Uno “Apocalypse Show”, condotto da Gianfranco Funari.

Nel 2008 partecipò come voce recitante nei brani “Robot d’acciaio” e “Folata in conclusione” contenuti nel disco “Frequento il vento” del cantautore Zorama.

Nel 2009 uscì, dopo tre anni, il lavoro discografico “Fare il napoletano stanca”, contenente 13 brani tra cui una nuova versione di “Se io fossi San Gennaro”.

Nel 2011 vide la luce il DVD “Se io fossi San Gennaro – Live”, compendio degli ultimi anni di attività dal vivo, con in vendita in l’allegato libro dal titolo “Il dramma dell’anagramma” nella versione per librerie.

Ma oramai era iniziata la fase calante di Federico Salvatore, il quale nell’ottobre 2021 venne colpito da emorragia cerebrale.

“Sono stati i mesi più difficili e dolorosi della nostra storia d’amore, mesi in cui ho pregato e sperato che lui tornasse a casa da me e dai ragazzi e che tornasse tra le persone che lo amano e che in questi mesi hanno pregato e sperato con me”, ha raccontato la moglie Flavia D’Alessio a Vanity Fair.

L’emorragia lo ha lentamente portato alla morte, avvenuta il 19 aprile scorso.

E’ seppellito a Portici.

Noi che lo abbiamo apprezzato per la sua satira e le sue gag non possiamo non augurargli di riposare in pace.

 Azz…

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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