Covid-19, dove ci si infetta di più

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Quelli che seguono sono i risultati di una indagine fatta da un gruppo di ricercatori guidati dal dottor Kriegel, professore associato di Immunobiologia e Medicina (Reumatologia) presso la Yale School of Medicine.

Nel 2001 ha conseguito l’equivalente MD/PhD presso l’Università Friedrich-Alexander di Erlangen, in Germania, seguito dalla licenza medica tedesca nel 2002.

Dal 2003 al 2006 ha svolto una formazione post-dottorato nel laboratorio Flavell di Yale.

Dal 2006 al 2012, ha completato una master di medicina e ha ricevuto una borsa di studio di reumatologia presso il Beth Israel Deaconess Medical Center e il Brigham & Women’s Hospital, Boston, nonché per ulteriori ricerche nel laboratorio Benoist/Mathis presso la Harvard Medical School.

Il dottor Kriegel è tornato a Yale nel 2012 come assistente presso il dipartimento di immunobiologia e medico curante in reumatologia all’ospedale di Yale-New Haven.

Nel 2017, il Dr. Kriegel è diventato Senior Principal Scientist presso Roche, e nel 2020 ha assunto il ruolo di Chair of Rheumatology and Clinical Immunology presso l’Università di Münster, in Germania, pur mantenendo la sua posizione di docente aggiunto a Yale con collaborazioni in corso all’interno del Dipartimento di Immunobiologia.

Quindi è una personalità certamente di primo piano tra gli scienziati occidentali.

Ma anche l’Università Tecnica di Berlino, con una sua ricerca, ha confermato i risultati ai quali è giunto il Dr. Kriegel, che chiariscono diversi dubbi in merito alla trasmissibilità del virus il quale, nonostante la vaccinazione di massa alla quale la popolazione si sta sottoponendo, è sempre in agguato ed è ancora molto pericoloso.

Tutti i risultati confermano che gli spazi maggiormente a rischio sono quelli chiusi, il che sta a significare che gli spazi aperti sono i più sicuri perché meglio ventilati, purché, ovviamente, si rispettino le cautele di base, come quella di evitare assembramenti, evitare contatti ravvicinati con altre persone, usare sempre la mascherina che copra naso e bocca (la più efficace è la FFP2, ndr); spesso capita di incrociare persone distratte, magari con la mascherina non correttamente indossata, in tal caso è buon norma cambiare marciapiede o strada.

Al contrario, i luoghi maggiormente a rischio sono quelli chiusi, e più sono angusti più sono a rischio, specialmente se hanno difficoltà di ricambio d’aria: supermercati, barbieri, parrucchieri, centri di bellezza, podologhi, piscine, e locali analoghi.

Non meno a rischio è la scuola, sia per la permanenza forzata nell’aula degli studenti, sia per gli assembramenti che si verificano sui mezzi pubblici utilizzati dagli stessi; è vero che in tali veicoli dovrebbe essere ridotta la capienza entro precisi limiti, ma non v’è certezza che questi vincoli siano rispettati.

I risultati delle ricerche effettuate dal gruppo del Dr. Kriegel, confermate dalla Univdersità Tecnica di Berlino, sono state anche pubblicati dal quotidiano tedesco Der-Tagesspiegel.

Tali ricerche hanno reso necessario stabilire un valore di contagio denominato R in diverse situazioni: più questo valore è alto, maggiore è il rischio di contagiarsi.

Analogamente al valore RT, utilizzato anche in Italia, il valore R indica quante persone possono essere contagiate da un soggetto già contagiato: il valore 1 indica che un contagiato può contagiare, in un ambiente e in una determinata situazione, 1 persona.

Questo valore è stato determinato tenendo anche conto della permanenza nello stesso luogo per un determinato tempo, in relazione all’attività svolta in quel luogo, nonché del dispositivo di protezione (mascherina) utilizzato.

Sulla base di questo criterio, le ricerche sono giunte alla conclusione che in un Supermercato l’indice di contagio è R1, in un ufficio con la metà di dipendenti in smart-working l’indice sale a R8.

In una scuola superiore, con le aule occupate solo al 50%, uso obbligatorio di mascherina e permanenza di 6 ore, il valore R è di 3,8 mentre senza mascherina R è 5,8.

Per una seduta di due ore dal parrucchiere, indossando la mascherina, i ricercatori hanno stimato un valore di R pari a 0,6: è una stima che sinceramente lascia perplessi.

Al contrario, fare fitness in palestra per un’ora, con ingressi limitati al 50% e senza mascherina, comporta un rischio di contagio di 3,4.

In un ristorante, con posti a sedere dimezzati, il valore di R è di 2,3.

Ipotizzando invece di andare in un cinema con limitazione dei posti del 30% e guardare un film di due ore senza obbligo di mascherina, il valore di R è di: pure questa stima suscita qualche perplessità.

In un luogo chiuso affollato il mancato uso della mascherina fa salire R a 11; in un Ufficio con molte persone di cui il 50% senza mascherina, l’indice R sale a 8; in uno studio fitness 50% di occupazione senza mascherina è del 3,8, con mascherina si riduce a 2,9%; in piscina l’R è del 2,3; in un ufficio con personale ridotto al 20% con mascherina R è 1,6.

In conclusione, il modello matematico utilizzato dal Dr. Kriegel, ha rivelato che “il rischio di infezione è molto alto negli uffici e nelle scuole e che il principale fattore che rende questi luoghi più pericolosi di altri è la durata della permanenza: tra otto ore di lavoro e due al cinema c’è una grande differenza. Più a lungo si resta in un ambiente, maggiore è la quantità di particelle di aerosol che viene inalata. E al di sopra di una certa dose, c’è infezione”.

Tali risultati non stravolgano quello che tutti noi già sapevamo per l’esperienza fatta in oltre un anno di sofferenza per la pandemia, se mai lo confermano, avvalorando con dati scientifici le convinzioni già acquisite.

Rimane sempre valida, come abbiamo più volte detto, la convinzione che la difesa dal contagio è un fatto assolutamente personale, e le maggiori cautele sono quelle che le persone responsabili mettono in campo.

1 commento

  1. 26.05.2021 – By Nino Maiorino – Una aggiunta: …”Ipotizzando invece di andare in un cinema con limitazione dei posti del 30% e guardare un film di due ore senza obbligo di mascherina, il valore di R è di 1: pure questa stima suscita qualche perplessità”… Scusate la omissione.

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