Caos vaccini: ma è ancora così?

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Sembra che il problema dei vaccini nel nostro paese sia stato un disastro sin dall’inizio, partito male e proseguito peggio, e noi non abbiamo tralasciato occasione per denunciare anomalie, disfunzioni, scarsa chiarezza, lacune comunicative, sovrapposizioni incredibili di opinioni e suggerimenti da parte di una miriade di tecnici, o presunti tali, che non tralasciano occasione per bombardarci di notizie, moltissime contrastanti, le quali invece di aiutare la popolazione la danneggiano e la impauriscono ulteriormente.

Fra l’altro il neonato Governo Draghi non sembra aver trovato ancora il ritmo adeguato: cosa comprensibilissima, il nuovo Premier non ha la bacchetta magica. Sebbene gli si riconosca una lunga esperienza manageriale e una grande credibilità internazionale, cose che indubbiamente avvantaggiano il nostro paese sia per il prestigio recuperato, ma principalmente perché finalmente trattiamo su un piano di parità con le Istituzioni comunitarie, con le quali sembra che ci siano quotidiani contatti, scambi di idee, solleciti sia sul piano finanziario che su quello sanitario, pensiamo che al momento non possa fare di più.

E tutto sommato, almeno fino a questo momento, non sembra che l’eterogeneità dei partiti che lo sostengono stia danneggiando il suo percorso.

Probabilmente c’è ancora qualche problema di comunicazione, lo stesso Draghi sembra avere qualche personale difficoltà in questo senso, evidentemente derivante da una scarsa esperienza a governare un paese e dal suo carattere che lo porta a parlare il meno possibile, come ha dimostrato nell’unica conferenza stampa finora fatta.

Ma qualche problema di immagine deriva anche da apparizioni di qualche suo collaboratore, come, ad esempio, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario per l’emergenza Covid, il quale nella sua intervista pubblica del 14 marzo scorso a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, si è presentato in grande uniforme con una sfilza di mostrine a dimostrare non si è ben capito cosa: la cosa è stata oggetto di una divertente satira di Maurizio Crozza qualche sera dopo.

Comunque a suo favore c’è da dire che sta dando un notevole impulso alla campagna vaccinale che, ormai, sembra finalmente incamminata, e se non ci fosse stato l’inciampo di AstraZeneca, che ha determinato circa due settimane di ritardo, certamente sarebbe andata meglio.

Ma siamo proprio sicuri che la campagna vaccinale in Italia sia andata tanto male?

Approfondendo \il discorso sembra proprio di sì in quanto, nonostante qualche organo di stampa abbia scritto che finora sono stati vaccinate 30.milioni di persone, questo dato non trova la conferma ufficiale, la realtà è ben diversa.

Quindi certamente si poteva fare meglio: se non ci fossero state tali disfunzioni e il problema dell’AstraZeneca, che ha avuto un effetto a cascata negativo anche sulla inoculazione degli altri vaccini, certamente i vaccinati sarebbero stati di più.

Non è da trascurare un altro problema: la paura per la questione AstraZeneca ha fatto aumentare il numero dei già tanti indecisi, cosa comprensibile e confermata anche da chi segue in prima linea l’andamento delle vaccinazioni.

Ma uno dei grandi problemi che andrebbero al più presto risolti è anche la sburocratizzazione, almeno in questo caso; l’iter dovrebbe essere invertito, non dovrebbero essere i cittadini a chiedere di vaccinarsi, costringendoli a registrarsi sulle piattaforme regionali, non sempre facilmente raggiungibili, e quando lo sono risultano essere estremamente macchinose.

Dovrebbero, invece, essere le Asl a convocare direttamente i cittadini, hanno tutti gli elementi per poterlo fare, magari anche tramite i medici di base.

Comunque è chiaro che nelle varie Regioni possano esserci accelerazioni o rallentamenti, come in Sardegna, Liguria, e Calabria e Lombardia.

Tra l’altro è incomprensibile quanto si sta verificando nella “efficiente” Lombardia, Regione nella quale si stanno verificando disservizi a catena: la scorsa settimana per due giorni i centri vaccinali sono stati inutilmente aperti in quanto la Società regionale deputata ad inviare i messaggi di convocazione per la vaccinazione si è “dimenticata” di farlo; è notizia di oggi che a Codogno, nel Lodigiano, per un errore, circa 100 anziani over 80, sono stati convocati ma hanno trovato il centro vaccinale chiuso: “C’è stato un problema di comunicazione fra Asst e Aria sull’apertura”, ha spiegato il sindaco Francesco Passerini.

Per quanto riguarda la situazione a livello comunale, cosa che maggiormente ci riguarda, sono state appena pubblicate le doglianze del Consigliere della Fratellanza, ex Fra Gigino, sulla mancanza di puntuale informazione da parte del Sindaco e dell’Assessore sull’andamento della vaccinazione, e anche la precisazione fatta in proposito dal sindaco Servalli e dall’assessore Lamberti fino a ieri non avevano chiarito nulla; solo oggi su quarta Rete il Prof. Lamberti è stato più chiaro, indicando non solo il numero dei tamponi fatti quotidianamente, ma anche il numero dei vaccini finora somministrarti, poco più di mille: in verità pochini rispetto alla popolazione, se si va avanti con questo ritmo, per vaccinare 60.mila cittadini occorrerebbero 60 giorni, ma considerando che le forniture vanno a rilento, il tempo potrebbe essere maggiore.

Comunque un fatto è confortante anche a Cava la vaccinazione sembra sia ripresa con buon ritmo, lunedì sono state vaccinate 170 persone, martedì ne sono state convocate 75: quindi molto meglio della scorsa settimana,  siamo stati presenti ad una seduta vaccinale a San Francesco, alla quale erano state convocate solo 7 persone, e si erano presentate in cinque; ma fu chiarito che le convocazioni le fa direttamente l’Asl e la struttura vaccinale riceve l’elenco dalla stessa, anche se quasi sempre all’ultimo momento.

Il fatto che per qualche giorno i due centri vaccinali cavesi siano stati chiusi, cosa che ha generato un ulteriore allarme nella cittadinanza, è dipeso solo dalla mancanza di vaccini, quindi il falso allarmismo diffuso sui social è solo un masochistico autoflagellarsi, e la gente farebbe meglio a pensare ad altro piuttosto che a diffondere dati falsi e generare inutili paure.

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