Berlusconi Presidente?

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foto tratta da profilo FB

Le ambasce del Cavaliere tra Colle e Tribunali

Ma c’è davvero la possibilità che Silvio Berlusconi diventi Presidente della Repubblica?

C’è chi dice di sì, e chi dice di no.

Tecnicamente, come dicono i costituzionalisti, non vi sarebbero, al momento, impedimenti, in quanto, nonostante tutti i processi ai quali è stato per anni sottoposto, molti dei quali ancora pendenti, ha scontato qualche pena, e si è riabilitato.

Lasciamo perdere la farsesca riabilitazione: nel 2014 il Tribunale di Sorveglianza di Milano gli concesse la pena alternativa dell’affidamento in prova per un solo anno, dei quattro che gli erano stati inflitti, ai servizi sociali per scontare la condanna per il processo Mediaset, in un centro per disabili, e il Cavaliere volentieri si prestò a tirare su il morale dei ricoverati con il suo humor, dopo di che venne dichiarato abilitato, quindi in pieno possesso dei diritti civili. E chi dice che la Magistratura ha perseguitato e perseguita Berlusconi asserisce certamente il falso, perché il trattamento di favore che nel caso specifico ha ricevuto non è riservato a molti.

Dal punto di vista tecnico quindi, Berlusconi è “candidabile”: l’art. 84 della nostra Costituzione, infatti, prevede che può diventare Presidente della Repubblica chi ha la cittadinanza italiana, ha compiuto i 50.anni e gode dei diritti civili e politici.

Quindi, tecnicamente, l’Italia potrebbe veramente trovarsi, dopo il 24 gennaio prossimo, Presidente Berlusconi il quale, mentre al Parlamento si svolgono le votazioni per la elezione, nelle aule di vari Tribunali dovrebbe essere presente per i quattro processi in corso (uno per le escort e tre per il Ruby-ter, per lo stesso filone è già stato assolto in primo grado dal Tribunale di Siena), ma non dobbiamo dimenticare che è indagato dal Tribunale di Firenze per le stragi del 92/93.

Non è il caso di riepilogare i processi ai quali è ancora sottoposto, che Floris, nella sua trasmissione di martedì 11 gennaio, ha addirittura elencato aiutato da un cartello; resta il fatto che Berlusconi bel mentre si vota per la elezione del nuovo Presidente della Repubblica, dovrebbe trovarsi in vari Tribunali; cosa assai improbabile perché tutti sanno che, quando vuole, trova sempre l’escamotage delle condizioni di salute.

Frattanto Berlusconi, nonostante gli “acciacchi”, è in piena attività propagandistica, e dalla sua villa di Arcore segue, anzi “insegue” i suoi probabili elettori, ed ha ingaggiato addirittura un telefonista di prestigio il quale, seduto accanto a lui, ha il compito di introdurre il discorso: “ciao, come va? tutto bene? mi raccomando, non dimenticare che dal 24 gennaio si vota, e tu sai quanto Silvio tenga al tuo appoggio; anzi te lo passo perché ti vuole salutare di persona…”. Meno male che si ferma qui e non prosegua come il pure celebre Catarella di Montalbano che usualmente diceva “di persona personalmente”.

Il fine giustifica i mezzi, diceva il celebre nostro connazionale nel Medioevo, Nicolò Machiavelli, e per un imprenditore come lui questo motto è il pane quotidiano: qualsiasi azione sarebbe giustificata, anche se in contrasto sia con le leggi della morale, che in questo caso va a farsi benedire, ma anche con il buon senso: quello che qualche tempo fa gli fece dire che ai grillini non avrebbe affidato nemmeno la gestione di un condominio, ma che oggi il Cavaliere insegue per farsi votare, tant’è che qualcuno di essi ha sbottato “ma che vuole questo?” e qualche altro ha ufficialmente declamato “con tutti tranne che con lui”.

Ma si sa, la riservatezza della cabina elettorale fa brutti scherzi, Guareschi faceva dire a Don Camillo: “nella cabina Dio ti vede, Peppone no!”.

Intanto, in attesa che i cronisti inventino il VAD, Sgarbi e Berlusconi hanno già inventato un nuovo vocabolo, gli “scoiattoli”, che identificano parlamentari orfani di futuro: insomma quelli che si danno da fare per restare a galla, e magari, turandosi il naso, voteranno Berlusconi.

Vedremo come finirà questa commedia, per la quale, parafrasando la frase di De Luca “quello che è successo in questi anni, è degno di finire nella storia del cabaret”.

Nel caso Berlusconi venisse effettivamente eletto, c’è chi ha pensato di fare un gesto eclatante restituendo ufficialmente la tessera elettorale al comune: lo stimolo a farlo è davvero forte, perché starebbe a significare la totale sfiducia degli elettori nei confronti dei parlamentari che ha eletto; ma non si riflette che, con l’attuale legge elettorale, l’elettore non elegge il suo candidato, ma esprime un orientamento verso un partito o uno schieramento, e i voti andranno ai “nominati” dai partiti, per cui l’elettore si illude di votare Pinco Pallo, ma poi vedrà eletto Tizio o Sempronio.

Per non parlare della eventualità che il Presidente eletto potrebbe poi essere condannato a scontare qualche anno di pena. La Costituzione non lo prevede (e come avrebbe potuto!) limitandosi a recitare, all’art. 72, che egli “non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione…”.

Per atti diversi, il Presidente “risponde penalmente, secondo la procedura stabilita con legge costituzionale, previa autorizzazione deliberata dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Si applicano le disposizioni di cui all’art. 94”.

Insomma, potremmo trovarci con un Presidente che dovrà scontare qualche pena per reati comuni, civili, penali e fiscali.

Una ennesima considerazione conclusiva: tutto si poteva immaginare, tranne che Vittorio Sgarbi, quotato storico dell’arte e anche ideologo contro “qualsiasi” corrente, potesse scendere così in giù da diventare telefonista.

Ma si sa, ormai il nostro paese sembra un manicomio e in un manicomio succedono cose da pazzi!

1 commento

  1. 15.01.2022 – Da Nino Maioirino – “Intanto, in attesa che i cronisti inventino il VAD…”: acronimo simile a DAD, che vuol significare: seguire le “Votazioni a distanza”.

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