Aumento della pandemia: il virus che viene dell’Europa dell’Est

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Proprio ieri il Governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che sembra la punta di diamante della Lega dei Governatori, l’ha spuntata; da giorni stava insistendo che la sua regione era tra le più esposte del paese all’ingresso del virus, e ha preteso che il Governo accettasse le sue richieste di maggior tutela della regione la quale, insieme al Trentino Alto Adige e al Veneto, subiscono l’invasione del virus proveniente dall’est.

Ha caldeggiato l’utilizzo obbligatorio del Super-green-pass, attraverso il quale si spinge maggiormente la popolazione a vaccinarsi: tra l’altro e il Friuli Venezia Giulia la regione che ha il numero minore di immunizzati.

Fedigra è giunto anche a chiedere il cambio di colore, con le relative restrizioni, e infatti da domani il Friuli Venezia Giulia diventa zona gialla.

Un leghista contro corrente, che è riuscito a convincere pure i riluttati vertici del suo stesso partito.

Ormai è accertato, come si vede dalla mappa che correda questo articolo, che tutti i paesi dell’est-Europa, a ridosso dei nostri confini, sono in una situazione drammatica.

La avevano già annunciato, pochi giorni fa, gli osservatori della grande stampa, si sperava che si sbagliassero, purtroppo era tutto vero, e dobbiamo anche prevedere la grave conseguenza di un blocco della ripresa economica, e un nuovo confinamento in occasione delle prossime festività di fine anno; sembra rivivere la situazione dell’anno scorso, peggiorata a causa delle continue varianti del virus.

E pure le massime autorità dell’UE sono preoccupate, perché i contagi salgono ovunque tant’è che stanno pensando ulteriori interventi per il rafforzamento delle difese antivirus, e per l’incremento della vaccinazione: fortunatamente l’Italia sembra essere stata tra le più virtuose.

Vediamo, intanto, qual è la situazione generale del paese.

Al 26 novembre 2021 i positivi sono 172.618, i deceduti 133.537, il totale dei contagiati è 4.982.022, quello de i guariti 4.675.867, i ricoverati 5.354 (606 in terapia intensiva). Sono stati fatti 117.226.273 tamponi; i vaccini somministrati alle 6,57 di oggi 27 novembre 2021 in Italia sono 95.107.638 (in Campania 8.707.577 su 9.179.718 dose consegnate pari al 94,9%).

Il totale delle persone che hanno completato il ciclo vaccinale è di 45.590.066 pari al 84,41% della popolazione over 12, il totale delle persone con almeno una dose è di 47.094.316 pari all’87,20% della popolazione over 12.

Il totale delle persone che hanno avuto anche la terza dose, e quindi hanno ultimato il ciclo vaccinale è di 5.535.872 pari al 38,63% della popolazione potenzialmente oggetto di terza dose.

Ma prima di addentrarci sulle nuove vie del contagio, è opportuno vedere alla data del 26.11, com’eravamo messi in Italia, e siamo partiti proprio dal Friuli-Venezia Giulia, che ieri ha registrato 636 nuovi contagi e 3 decessi di persone anziane; il tasso di contagio è salito al 7,13%.

Vediamo, ora, i dati delle altre regione.

PIEMONTE – Sono 860 nuovi contagi registrati ieri, pari allo 1,5% dei tamponi eseguiti. Non ci sono decessi. I ricoverati in terapia intensiva sono 29 (-2). I ricoverati non in terapia intensiva sono 329 (-3). Le persone in isolamento domiciliare sono 8.737.

LAZIO – Sono 1.556 i nuovi contagi. Si registrano 8 morti. Solo a Roma, segnalati 868 casi. Nel dettaglio, nel Lazio si registrano 1.566 nuovi contagi (+290), 8 morti (+2), 706 ricoverati (+22), 91 in terapia intensiva (+2). I guariti sono 740. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 3,2%.

EMILIA ROMAGNA – Sono 1.353 i nuovi contagi su un totale di 35.877 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,8%. Si registrano sei decessi, I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 59 (-3), 575 quelli negli altri reparti Covid (+1).

CAMPANIA – Sono 899 i nuovi contagi da coronavirus registrati, dall’analisi di 30.020 test, con tre nuovi decessi. Negli ospedali regionali sono 23 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 297 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza.

CALABRIA – Sono 272 i nuovi contagi registrati (su 4.688 tamponi effettuati), +187 guariti e 2 morti (per un totale di 1.491 decessi). Il bollettino, inoltre, registra +83 attualmente positivi, +85 in isolamento, -2 ricoverati e, infine, terapie intensive stabili (per un totale di 13).

VALLE D’AOSTA – Sono 46 i nuovi contagi. Nessun decesso. I contagiati da inizio pandemia sono 12.984. I positivi attuali sono 564 di cui 548 in isolamento domiciliare, 14 ricoverati in ospedale, due in terapia intensiva. Il totale dei guariti è pari a 11.941, +21 rispetto a ieri. I casi testati sono complessivamente 96.600, i tamponi effettuati fino a ieri 278.369. I decessi di persone risultate positive al Covid in Valle d’Aosta, da inizio emergenza ad oggi, sono 479.

SARDEGNA – Sono 102 i nuovi contagi sulla base di 2.382 persone testate e si registra il decesso di una donna di 73 anni della provincia di Sassari. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 13 (stesso dato del giorno prima), 61 in area medica (+14), in isolamento domiciliare ci sono 2.467 casi (8 in più).

ABRUZZO – Sono 297 i nuovi contagi. Si registrano altri 3 decessi. I nuovi casi di positività in Abruzzo portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 87.106. Il bilancio dei pazienti deceduti sale a 2586. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 80.495 dimessi/guariti (+115). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 4.025 (+179 rispetto a ieri). Novantuno pazienti (dato invariato rispetto al precedente) sono ricoverati in ospedale in area medica: 7 in terapia intensiva, mentre gli altri 3927 (+179) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 4305 tamponi molecolari (1.569.862 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 10.030 test antigenici (1.301.308). Il tasso di positività è del 2.07%.

BASILICATA – Sono 45 i nuovi contagi e non si registrano morti. I nuovi casi (40 riguardano residenti) sono stati individuati su un totale di 761 tamponi molecolari. I lucani guariti o negativizzati sono 31. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 17 e di questi 3 sono in terapia intensiva. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono 1.048 (+9).

PUGLIA – Sono 243 i nuovi casi. Nessun decesso. I nuovi casi di positività sono stati rilevati su 20.235 test giornalieri. Sono 3.885 le persone attualmente positive nella Regione, 139 quelle ricoverate in area non critica, 22 in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza, nella Regione sono stati registrati 278.464 casi totali ed eseguiti 4.700.498 test, sono 267.698 le persone guarite e 6.881 i decessi.

VENETO – Sono 2.036 i nuovi contagi. Registrati inoltre altri 4 morti, 20.815 i tamponi molecolari effettuato e 70.633 gli antigenici. Ed è sempre Padova al primo posto con 430 nuovi positivi, seguita da Treviso con 424 e Venezia con 390.

TOSCANA – Sono 488 i nuovi contagi.. Registrati inoltre altri 3 morti, 463 i casi confermati con tampone molecolare e 25 da test rapido antigenico, che portano il totale a 299.575 dall’inizio dell’emergenza pandemica. I nuovi casi sono lo 0,2% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 283.787 (94,7% dei casi totali). Eseguiti 9.535 tamponi molecolari e 17.821 tamponi antigenici rapidi, di questi l’1,8% è risultato positivo. Sono invece 9.037 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 5,4% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 8.400 (+0,9%) I ricoverati sono 297, -4 rispetto a ieri, di cui 49 in terapia intensiva (1 in più). Dei 3 nuovi deceduti, 2 sono uomini e uno è donna, con un’età media di 83 anni.

A questo punto dobbiamo tornare all’oggetto del titolo, vale a dire alla nuova strada che percorre il virus per raggiungere il nostro paese.

E’ sintomatico che nelle tre regioni del nord-est, Friuli-Venezia-Giulia (636), Veneto (2036) e Trentino Alto Adige (540) siano stati registrati in totale n. 3.212 nuovi contagiati, contro i 13.686 contagi delle altre regioni, circa il 24% del totale.

Raffrontando la popolazione delle tre regioni, circa 6,2 milioni di abitanti, rispetto al totale della popolazione italiana di 59,258 milioni di abitanti, in pratica una popolazione che rappresenta circa il 10,50% di quella nazionale, ha registrato il 24% dei contagi.

Possiamo comprendere che nuova strada del virus, proviene proprio da Europa dell’est più vicina a noi, come chiarisce la mappa.

Ovviamente per cercare di individuarne i motivi, ci siamo avvalsi di cronisti esperti che hanno individuato il fenomeno.

Come spiega l’Agenzia europea “ECDC – Centro Europeo per prevenzione controllo delle Malattia”, il vento del virus soffia da est. Quasi tutta l’Europa orientale, infatti, è diventata zona rossa. E, guarda caso, quelli sono anche i Paesi in cui è più bassa la percentuale di vaccinati. Così molte di quelle nazioni, che vedono già i segni della crisi, e quelle con confinano con esse, cercano di arrestare la quarta ondata.

Il paese più pericoloso sembra la Slovenia, è proprio attraverso esso che il virus invade le nostre regioni del nord-est: ma gli sloveni non sembrano preoccuparsene.

La Slovenia è per l’Italia un paese strategico dal punto di vista stradale, incombe su Trieste e, per andare dall’Italia a uno dei paesi che stanno alla nostra destra medio-europea, occorre per forza attraversarla. Per chiarezza, chi volesse andare in Croazia, nel Kosovo, nel Montenegro o nell’Albania, deve necessariamente attraversarla.

In Slovenia, che nell’anno scorso, in piena prima fase della pandemia, si era pure organizzata per la somministrazione dei vaccini non ancora validati dell’UE, tanti italiani si recarono proprio lì per accelerare la vaccinazione.

Oggi questo sembra uno specchietto per le allodole, perché la Slovenia è uno dei paesi alle nostre frontiere che meno si preoccupa di non esportare il virus.

A Lubiana, capitale della Slovenia, tutti sembrano tranquilli e rilassati.

I bimbi sulle bici, nelle strade e nei parchi pubblici, portano il caschetto in testa, le madri chiacchierano amabilmente senza alcuna protezione sul volto, le più “prudenti” portano la mascherina sul mento, alla bocca rischia di rovinare la conversazione.

Alla Slovenian House, un complesso alberghiero e di ristorazione a 5 stelle di Lubiana, già affollata un’ora prima di cena, non viene richiesto di indossarla, né di esibire il Green Pass all’ingresso.

Ecco perché è opinione diffusa che il vento del virus soffi da est. Quasi tutta l’Europa orientale, infatti, è diventata zona rossa con contagi, ospedalizzazioni e morti. E quelli sono anche i Paesi in cui è più bassa la percentuale di vaccinati.

Solo ora molti di quei paesi intravedono i segni della crisi e quelli che confinano con essi, corrono ai ripari per cercare di arrestare la quarta ondata.

Noi nel Friuli Venezia Giulia lo abbiamo già fatto, ma il virus non conosce frontiere, ed è per questo che la situazione è divenuta nuovamente preoccupante, per noi e per tutta l’Europa centrale.

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