Angela Merkel, una grande amministratrice e una grande donna

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In genere i cronisti e commentatori di avvenimenti sono portati a parlare dei grandi personaggi solo per commemorarne il decesso o, se in vita, i fatti negativi che hanno compiuto, accumunandoli a personaggi poco noti che però sono balzati agli onori delle cronache per delitti, misfatti, e cose simili, come è avvenuto da pochi giorni per la tragedia della funicolare del Mottarone.

Questo accade perché lo scopo dei giornalisti è non solo di riportare notizie, ma di essere letti dal maggior numero di persone; il ricordo di un grande personaggio deceduto, come gli eventi o avvenimenti negativi verificatisi, fanno notizia, quelli positivi passano completamente inosservati.

Non dimentichiamo la nota citazione: “Se un cane morde un uomo non fa notizia, ma se un uomo morde un cane questa è una notizia”; questo è uno degli insegnamenti delle scuole di giornalismo.

Anche noi non facciamo eccezione a queste regole, diremmo quasi condizionamenti, ma questa volta vogliamo fare una eccezione per salutare e osannare una delle più grandi figure contemporanee di efficienza amministrativa e, contemporaneamente, un grande personaggio.

Parliamo di Angela Merkel che è stata Cancelliera della Germania dal novembre 2005, ad aprile di quest’anno, per quattro legislature, una delle più longeve in tale carica (solo Helmut Kohl ha governato più a lungo), sempre molto attenta agli umori del popolo, che le hanno riconosciuto grande prestigio e credibilità, anche per l’abilità di sopire i dissidi interni, sdrammatizzare con il suo humor tutte le tensioni, pure amministrando con un pugno di ferro il paese, pugno di ferro in guanto di velluto.

Ma uno dei maggiori pregi di Angela Merkel è stata la sua semplicità, la sua parsimonia, i cittadini l’hanno considerata sempre una di loro, come una persona di famiglia o un amico.

Nonostante la prestigiosa carica rivestita per sedici anni è sempre stata fedele ai suoi principi e alle sue abitudini, non ha mai dimenticato le sue origini, non si è montata la testa, è sempre stata parsimoniosa; tanti l’hanno criticata di non saper vestire, di utilizzare sempre gli stessi indumenti per anni, di essere dimessa sia nell’abbigliamento, sia nelle abitudini di vita.

E’ laureata in Fisica e Chimica, ha sempre abitato nello stesso appartamento, non ha ville, abitazioni secondarie, giardini, auto di lusso o yacht, ha sempre condiviso col marito la gestione della casa e della famiglia, ha conservato l’abitudine, ad esempio, di andare a fare la spesa al mercatino (lascia riflettere la foto a correndo di quest’articolo, nella quale sceglie de prugne), è abituata a governare la casa personalmente aiutata dal marito, Joachim Sauer, laureato in Chimica docente della materia presso l’Università Humboldt di Berlino.

In una conferenza stampa, un giornalista ha chiesto alla Merkel: `Notiamo che indossi lo stesso abito, non ne hai uno diverso? Lei ha risposto: “Sono una dipendente, del mio popolo, del governo e non una modella”.

In un’altra conferenza stampa, le hanno chiesto: hai delle domestiche che puliscono la casa, preparano i pasti, ecc.? La sua risposta è stata: “No, non ho servitori e non ne ho bisogno. Mio marito ed io facciamo questo lavoro a casa ogni giorno da 30 anni”.

Poi un altro giornalista ha chiesto: chi lava i panni, tu o tuo marito? La sua risposta: “Dispongo io i vestiti, ed è mio marito che fa funzionare la lavatrice, e di solito lo faccio di sera tardi, perché l’elettricità è più disponibile e non c’è pressione, la cosa più importante è prendersi cura del possibile inconveniente per i vicini fortunatamente il muro che separa il nostro appartamento dai vicini è spesso.

Poi ha replicato ai giornalisti: “Mi aspettavo che mi chiedeste dei successi o dei fallimenti del nostro lavoro nel governo.”

Tutte queste doti le sono state riconosciute dal popolo tedesco; in occasione del suo saluto prima di lasciare il cancellierato il paese si è fermato e le ha tributato un applauso di sei minuti, affacciandosi su balconi, finestre, in televisione, nei bar.

Le ha riconosciuto di averlo guidato con abilità, dedizione, sincerità e serietà, di non ave mai detto sciocchezze, di aver sempre evitato apparizioni inutili, di non essersi mai essersi messa in mostra, di non essersi mai sottoposta a critiche per trasgressioni, di non aver immesso nella pubblica amministrazione parenti o amici, di non aver mai percepito compensi al di fuori di quelli previsti per la carica, mai si è parlato di tangenti o compensi extra.

Il tributo dei tedeschi non ha precedenti nella storia del paese.

Al comportamento di Angela Merkel dovrebbero uniformarsi i nostri politici.

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