Amalfi, l’incanto della Valle dei Mulini

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Per chi vuol concedersi una pausa al frastuono di un’Amalfi vacanziera, può mettersi sulle orme dei pittori, poeti, disegnatori, soprattutto inglesi, tedeschi e francesi, che nel Grand Tour scoprirono un luogo fatato: La Valle dei Mulini.

Per loro fu la scoperta di un paradiso in terra, la valle prende origine da una stretta gola lunga circa due chilometri, che si snoda come un serpente tra i Monti Lattari.,

La Valle dei Mulini (riferita al territorio di Amalfi) prende il nome dalle numerose cartiere, di cui oggi si trovano imponenti rovine, che traevano alimento dalle acque del torrente Canneto. Salendo più su in territorio di Scala, la Valle prende la denominazione di Valle delle Ferriere per l’esistenza, al tempo della Repubblica Amalfitana, di una fabbrica che estraeva il ferro dal minerale grezzo proveniente dall’isola d’Elba. Per molti anni, è stata ignorata dal pubblico italiano, conosciuta e frequentata negli anni 60 da un’elite di amanti del trekking in prevalenza stranieri. Poi dagli anni ’80 con la maggiore consapevolezza naturalistica la Valle è uscita dal suo limbo.

Oggi, immergersi in questa stretta gola dà una sensazione unica, un senso di libertà, con le acque limpide del torrente Canneto che con giochi d’acqua, rivoli, cascatelle, zampilli accompagnano il visitatore lungo tutto il percorso.

Provenienti da Amalfi dopo circa 300 scalini, si entra nel sentiero vero e proprio, entrando in un’area quasi selvaggia, caratterizzata da una bellezza primordiale, la macchia mediterranea fa da padrone, i monti Lattari dominano la stretta gola, quasi custodi gelosi di tanta bellezza.

Incontriamo gli appassionati del trekking che guardano stupiti i resti di un passato antico, ansiosi di visitare la Riserva Naturale Orientata “Valle delle Ferriere” (per la visita occorre l’autorizzazione del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Caserta Tel: 0823/354693-0823/356039, email utb@forestale.carabinieri.it) dove cresce la rarissima felce Woodwardia radicans, grazie ad un microclima subtropicale dovuto all’umidità provocata da una grande cascata d’acqua.

Ma se l’habitat di un territorio unico per bellezza e fascino desta meraviglia, non di meno costituisce una piacevole sorpresa l’incontro con una “piccola isola” di accoglienza: l’Azienda Agrituristica “Fore Porta” (Fuori Porta).

Il nome prende origine dal fatto che anticamente c’era una porta che divideva il centro abitato di Amalfi dalla zona alta della città), (Via Paradiso 22 -tel.3392436450 www.amalfiforeporta.com).

L’azienda è a conduzione familiare, ma il “motore” dell’impresa è una giovane 24enne, Silvia Amatruda, che insieme al papà Luigi e alla mamma Trofimena Amato hanno realizzato un sogno. La giovane, ha fatto una scelta controcorrente: non scappare all’estero ma rimanere nella propria terra e mettersi in gioco, anche grazie alla padronanza delle lingue: parla il francese, lo spagnolo e l’inglese.

La incontriamo durante il nostro percorso, con due cassette del raccolto del suo giardino-orto: fiori di zucca, zucchine, splendidi fioroni (in dialetto locale festelle), e ci invita a rifocillarci nel piccolo ristorante ricavato dal recupero di un rudere.

Ci dice Silvia: “A coloro che vogliono sostare da noi proponiamo solo i prodotti del nostro orto” e continua“ ”Il menù varia secondo le stagioni. in questo periodo proponiamo una bruschetta di pomodori, la parmigiana di zucchine, i primi friarielli (peperonicini verdi dolci) con i quali prepariano la bruschetta con pecorino e pomodori secchi che la mamma ha provveduto a seccare al sole la stagione scorsa e poi conservati sottolio. Silvia da perfetta ecologista ha messo al bando la plastica, perché non vuole che la “sua” valle venga imbrattata e sporcata:, tanto che chi non volesse sostare, può gustare la granita di limone o la limonata servita in bicchieri biodegradabili (in polpa di cellulosa).

La famiglia Amatruda, ha fatto delle scelte che vengono apprezzate dagli escursionisti, tanto che molti chiedono alla signora Trofimena di dare lezione di cucina con corsi di Cooking Class e Cooking Show con una particolare predilezione per la pasta fatta a mano.

Mamma Trofimena e papà Luigi sono altresì due esperti apicoltori, tanto che con le loro 10 arnie collocate lungo la vallata producono un miele millefiori con la fioritura di agrumi e un millefiori con la fioritura di castagno facendo la delizie degli ospiti che hanno l’opportunità di apprezzarlo nei dolci di mamma Trofimena.

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