scritto da Nino Maiorino - 08 Febbraio 2024 06:58

Addio al Mod. 730 per dipendenti e pensionati da quest’anno

 

E’ indubbio che gli operatori della stampa riescono ad abbindolare il lettore e a portarlo a credere, in perfetta buonafede, a notizie fasulle o quantomeno fuorvianti, le cosiddette fake news.

Come è capitato qualche giorno fa, quando sui giornali stampati oppure on-line, e sui social-media, è stata divulgata la notizia della soppressione, da quest’anno, del cosiddetto mod. 730, gioia e delizia di dipendenti e pensionati i quali per decenni lo hanno utilizzato, perché con esso il Fisco ha messo loro in condizione di ridurre al minimo le incombenze annuali della denuncia dei redditi.

Infatti molti, verificato che i dati assemblati dall’Agenzia delle Entrate sono veritieri, non fanno altro che dare incarico al CAF di accettarli e così alla fine del mese successivo percepiscono anche il rimborso della imposte pagate in eccedenza.

“E ora -piagnucolavano in tanti- come faremo senza il 730, solo questo ci mancava, dobbiamo ringraziare la Meloni”.

La quale, in verità, non c’entra proprio nulla, nel senso che non è vero che il Mod. 730 scompare, solo che si chiamerà in altro modo, e cioè “D.S.P. – Dichiarazione Semplificata Precompilata”.

In sintesi, si prevede una serie di semplificazioni sugli adempimenti tributari, come previsto dal relativo D. Lgs..

Da quest’anno, per la dichiarazione dei redditi, il contribuente (dipendente o pensionato) non deve più esporre i dati in forma precompilata, ma dovrà seguire una procedura internet.

L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione del contribuente i dati utilizzati nella dichiarazione e ai dipendenti e pensionati verrà chiesto solo di confermarli o meno.

Al momento, però, questa possibilità è purtroppo esclusa agli intermediari ai quali, nei prossimi anni, le informazioni saranno rese disponibili.

In pratica, la dichiarazione viene elaborata online dall’Agenzia con le informazioni già presenti nel suo database.

L’Agenzia delle Entrate, quindi, rende disponibili al contribuente, in modo analitico, le informazioni in suo possesso: i dati possono essere confermati o modificati dal contribuente.

Tuttavia, l’Agenzia può comunque verificare l’esistenza dei requisiti soggettivi per fruire delle agevolazioni (ad esempio, con riguardo all’immobile per cui vengono detratti gli interessi passivi relativi al mutuo, la sua destinazione effettiva ad abitazione principale).

Sostanzialmente per il contribuente non cambia nulla rispetto agli anni precedenti, è solo modificato il nome del modello.

Nello specifico, il contribuente dovrà andare sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate dove potrà trovare i suoi dati in un’area riservata.

Quindi, a partire dal 2024, il contribuente titolare dei redditi di lavoro dipendente e assimilati non dovrà più inserire le informazioni nei vari campi del modello dichiarativo, ma dovrà accedere direttamente alle informazioni in possesso dell’Agenzia.

Questa è la DSP – Dichiarazione Semplificata Precompilata che ha messo in crisi milioni di contribuenti.

Il termine utilizzato nel D. Lgs è alquanto improprio perché non è credibile che i contribuenti, la cui età media è abbastanza alta, saranno in condizione di “accedere direttamente” alle informazioni dell’Agenzia delle Entrate, ma lo faranno tramite i CAF.

C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare.

Proprio come accade oggi con la dichiarazione precompilata, le informazioni inserite dall’Agenzia e confermate saranno escluse dai controlli: si ha l’esonero dai controlli nel caso di dichiarazione senza modifiche (così come per la “Precompilata”, sarà per la “Semplificata”).

Insomma, in conclusione, sembra che il tutto sia finito come la classica tempesta in un bicchier d’acqua.

 

Classe 1941 – Diploma di Ragioniere e perito commerciale – Dirigente bancario – Appassionato di giornalismo fin dall’adolescenza, ha scritto per diverse testate locali, prima per il “Risorgimento Nocerino” fondato da Giovanni Zoppi, dove scrive ancora oggi, sia pure saltuariamente, e “Il Monitore” di Nocera Inferiore. Trasferitosi a Cava dopo il terremoto del 1980, ha collaborato per anni con “Il Castello” fondato dall’avv. Apicella, con “Confronto” fondato da Pasquale Petrillo e, da anni, con “Ulisse online”.

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