Addio al cantante Luciano Rondinella

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Probabilmente non molti lo ricordano, era un cantante melodico napoletano, fratello di Giacomo Rondinella, scomparso nel 2015, che nel campo della canzone napoletana del dopoguerra ha avuto probabilmente più successo.

Parliamo di cantanti melodici, distinguendoli dai moderni neo-melodici, che sono una categoria di giovani (i due più noti, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio) che fecero seguito alla categoria dei cantanti partenopei contestatori, dei quali il maggiore e il più efficace rappresentante è stato Pino Daniele.

Luciano Rondinella è deceduto ieri 28 giugno nella sua casa napoletana.

Tra gli anni dal 1957 al 1975 è stato sempre presente sulla scena musicale, a volte offuscato dal fratello Giacomo, ma sempre molto attivo e portare in giro la melodia classica e neo-classica napoletana, e molte sono le canzoni del suo repertorio, tra cui le più note “Lazzarella” (1957), “Nnammurate dispettuse” cantata in coppia con Gloria Cristian, “Vieneme ‘nzuonno” (1958), “Sarra’ chi sa!” e “Viento” (1959), “Chiove” (1960), “Serenata a Margellina” (1960), “Era de maggio” (1962), “Ciente appuntamente” (1969).

Frattanto aveva avuto anche un ruolo nel teatro napoletano, recitando con  Totò in “Malafemmina”.

Luciano e Giacomo Rondinella erano figli d’arte, provenivano da due famiglie storiche del teatro e della musica napoletana.

Il papà, Francesco Rondinella, in arte “Ciccillo”, aveva sposato Maria Sportelli.

Luciano iniziò a cantare, come tanti in quel periodo, nel coro parrocchiale.

Nel 1954 ebbe la prima esperienza di palcoscenico, nella compagnia di Nino Besozzi, partecipò pure al film di Vittorio De Sica “L’oro di Napoli”.

Successivamente Garinei e Giovannini lo scritturarono per la commedia musicale “L’adorabile Giulio” con Carlo Dapporto e Delia Scala.

Nel 1958 interpretò il film “Sorrisi e canzoni” insieme a Maria Fiore, altra apprezzata cantante napoletana.

Nel 1959 raggiunse la popolarità canora nel Festival della canzone napoletana con la canzone “Primmavera”.

La sua voce calda ed estesa, simile a quella del fratello Giacomo, lo fece apprezzare nel 1960 al Festival internazionale di Firenze, dove si esibì con “Rondini fiorentine” accanto all’altro celebre cantante fiorentino Narcisio Parigi, pure deceduto qualche mese fa, il 25 gennaio di quest’anno all’età di 92 anni.

Luciano, nel 1961, giunse alla finale di “Canzonissima” con “Santa Lucia”; nello stesso anno debuttò al Festival di Sanremo con “Che freddo fa” eseguita insieme a Edoardo Vianello.

Ma Luciano Rondinella è stato, più del fratello Giacomo, presente a 360 gradi nello spettacolo, anche come produttore e organizzatore di eventi.

Nel 1970 fondò le Edizioni Musicali Rondinella e nel 1980 si impegno al rilancio del celebre Teatro Bellini di Napoli.

Nel 1977 aprì uno dei primi negozi di Napoli con postazioni di ascolto di canzoni e concerti, attivo fino al 1992; nel 1993 inaugurò il primo ristorante-palcoscenico moderno, il “Girulà”, un locale al centro di Napoli dove si poteva cenare e assistere a spettacoli musicali e teatrali: su quel palcoscenico si esibirono, fino al 2007, Roberto Murolo, Carlo e Aldo Giuffrè, Elio Pandolfi e tanti altri.

Il “Girulà” è ancora attivo in Via Chiaia come ristorante, frequentato dai cultori della gastronomia raffinata.

Con la morte di Luciano Rondinella, Napoli perde un’altra bella voce della tradizione canora partenopea.

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