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Voto fuori sede, il Viminale detta le regole: cosa cambia per elezioni politiche, europee e referendum

Una circolare del Ministero dell’Interno spiega ai Comuni come istituire e gestire gli elenchi degli elettori fuori sede. La nuova disciplina riguarda studenti, lavoratori e cittadini impegnati in cure o assistenza in una Regione diversa da quella di residenza. Domande al Comune di domicilio, anche online, con iscrizione valida per un anno

Voto fuori sede, il Viminale detta le regole: cosa cambia per elezioni politiche, europee e referendum

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato la circolare n. 65/2026 con cui fornisce ai Comuni le istruzioni operative per l’applicazione dell’articolo 8 della legge 9 ottobre 2026, n. 180. Si tratta della legge che introduce in via permanente il voto “fuori sede” per le elezioni politiche e europee. Oltre alle consultazioni referendarie previste dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. La disciplina non riguarda invece le elezioni amministrative e regionali.

Il nuovo modello si basa sull’istituzione, presso ogni Comune, di un elenco degli elettori fuori sede, gestito dagli uffici elettorali. Vi possono essere iscritti gli elettori che, per motivi di studio o lavoro, risultano temporaneamente domiciliati in una Regione diversa da quella del Comune di iscrizione elettorale, con una permanenza prevista di almeno nove mesi. Sono ammessi anche coloro che si trovano fuori Regione per motivi di cura, per attività di assistenza come caregiver, o come genitori e familiari conviventi di minori sottoposti a terapie, purché il periodo di permanenza sia di almeno tre mesi e comprenda la data della consultazione.

La domanda deve essere presentata al Comune di temporaneo domicilio, di persona o tramite strumenti telematici, entro i termini stabiliti per ciascuna categoria. Alla richiesta vanno allegati un documento di identità e la documentazione che attesti la condizione dichiarata; è ammessa anche l’autodichiarazione ai sensi del D.P.R. 445/2000. L’iscrizione ha validità annuale, e va rinnovata per partecipare alle consultazioni dell’anno successivo.

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La circolare dedica particolare attenzione ai termini di presentazione, che variano in base alla situazione dell’elettore. Studenti e lavoratori già fuori sede devono presentare la domanda entro il 31 dicembre per partecipare alle consultazioni dell’anno successivo. Chi invece si trasferisce dopo il 31 dicembre può presentare domanda entro 30 giorni dal momento in cui maturano i requisiti, e comunque non oltre il 45° giorno precedente la consultazione. Per chi si trova fuori Regione per motivi di cura, assistenza o accompagnamento di minori sottoposti a terapia, il termine è sempre il 45° giorno antecedente il voto.

La circolare ricorda ai Comuni l’obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale un avviso informativo con requisiti, scadenze, modello di domanda e recapiti (anche PEC) per l’invio telematico. Gli uffici elettorali dovranno inoltre verificare i requisiti. Comunicare quindi con il Comune di iscrizione elettorale per l’annotazione nelle liste sezionali. Assegnare poi gli elettori fuori sede alle sezioni ordinarie nel limite del 10% degli iscritti. Infine, rilasciare l’attestazione di ammissione al voto entro il decimo giorno precedente la consultazione.

clicca qui per leggere la Circolare ai Comuni

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Redazione Ulisseonline

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