Alla scoperta di Luca Bisogno, il giovanissimo portiere della Cavese

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“Penso di essere un ragazzo solare, sorridente e disponibile”.

A parlare così è Luca Bisogno, calciatore, giovanissimo portiere della Cavese, da poco maggiorenne essendo nato proprio nella città metelliana il 18 giugno 2000.

Per un cavese doc come lui, per la sua carriera di calciatore è il massimo che poteva sperare: si è sempre vestito, infatti, con i colori degli aquilotti. Ha iniziato nell’under 19 della Cavese e negli ultimi anni si ritrova ad essere il portiere della prima squadra tanto da risultare tra i protagonisti della promozione in serie C.

“Sono una persona disponibile e semplice -racconta Luca- dovendo chiedere un consiglio mi rivolgo agli amici ma prima ancora alla mia famiglia, dove ci sono le persone che per me sono più care ed importanti.”

Il suo motto preferito è “Vietato mollare!”, che per un giovane che pratica un’attività agonistica così impegnativa come quella calcistica rappresenta di sicuro una garanzia ed un buon viatico. D’altra parte, al calcio, come tanti giovani del sud, si è avvicinato giocando per per strada con gli amici. Sin dall’età di appena cinque anni, però, ha cominciato a muovere i primi passi nella pratica sportiva vera e propria con la Scuola Calcio Rinascita Cava, dov’è cresciuto come persona e come calciatore avendo sempre buoni rapporti sia con gli allenatori che con i compagni di squadra.

“Non è mai stato semplice però -confessa Luca- conciliare sport e scuola e quando gli allenamenti sono diventati più intensi  ho deciso di abbandonare gli studi per dedicarmi interamente al calcio”.

“Ho sempre giocato per divertirmi -racconta Luca- ma anche con tanto impegno, allenandomi seriamente per migliorare le mie capacità e qualità tecniche, ma in tutta onestà non c’è mai stato un momento particolare in cui ho pensato di diventare calciatore, insomma, un momento in cui ho deciso di diventare calciatore. E’ venuto tutto di conseguenza, ma non per caso”.

E’ venuto spontaneo chiedergli a questo punto quale sarebbe stato il lavoro che gli sarebbe piaciuto fare se non avesse intrapreso la carriera di calciatore. “Il proprietario di un negozio di abbigliamento” ci ha risposto con grande naturalezza e semplicità.

E la semplicità unita all’umiltà e alla serietà sembrano essere le qualità di questo giovane sportivo metelliano che di sicuro in futuro farà parlare ancora di sé nel mondo calcistico non solo cittadino.

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