LIBRI & LIBRI Storie di Donne. Miriam di Aldo Lado: un romanzo coraggioso

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La libertà non è un privilegio ma un diritto di tutti gli esseri viventi di questo mondo, e quando la si perde, per varie ragioni, è definibile a buona ragione come “il peggior destino riservato all’uomo”.

Ce lo racconta abilmente lo scrittore, regista e sceneggiatore Aldo Lado nel suo Storie Di Donne: Miriam. È infatti la giovanissima Miriam che, orfana di mamma fin da piccolissima, si vede separarsi dall’amato fratello, poco più grande di lei, e dal padre, rabbino del tempio, in una maniera turpe e violenta che non riuscirà mai e poi mai a dimenticare, anche una volta cresciuta e divenuta adulta.

Il racconto inizia nel 70 d. C. a Gerusalemme, una città devastata da continui e sanguinosi scontri tra l’esercito romano e i ribelli, che ormai avevano preso il controllo. La vita è quindi molto dura per tutti in quel momento, soprattutto per le donne e i bambini. E lei che da tempo non ha più la genitrice che si occupava della prole, della cucina e della casa, ha dovuto, nonostante i suoi soli 9 anni di età, prendere saldamente le redini della vita domestica e pertanto crescere in fretta, o meglio troppo in fretta.

Sono profondamente orgogliosi di lei il fratello Meir di 13 anni e il padre Belgas, che trascorre il tempo, visto il suo lavoro di rabbino, tra le sudate carte e che sta avviando al mestiere anche il figliolo, che è un tipo molto studioso. La loro famiglia, già così devastata dal lutto della scomparsa, particolarmente violenta, della mamma di casa, sarà notevolmente distrutta dalla loro fuga, che però non avrà un lieto fine: il padre sarà infatti barbaramente ucciso innanzi agli occhi delle sue creature, mentre i fratelli saranno divisi, senza sapere che fine ha fatto l’altro, quindi se sono vivi oppure no.

Vivranno in schiavitù e pertanto perderanno la libertà. E come sovente accade nella vita, è quando si perde qualcosa che si capisce la sua vera importanza, quindi anche la possibilità di fare due passi all’aperto o di mangiare, anche qualcosa di parco da soli o in compagnia dei propri cari.

Lo comprende bene Miriam, l’indiscussa protagonista di questa opera fin dal titolo, che è definibile, a buona ragione, come una sopravvissuta e un’autentica ribelle, che non si vuole arrendere mai e poi mai all’evidenza e al suo stato di schiavitù e che lotterà con le unghie e coi denti per elevarsi e riconquistare poco alla volta la tanto agognata libertà, e lo farà mettendosi in gioco e puntando quasi tutto sullo studio, con la complicità del cuoco Moustafà, con il quale lavora e che l’ha presa sotto la sua ala protettiva, oltre che alla sua incredibile curiosità, soprattutto a livello intellettivo e intellettuale. Una donna pertanto moderna sotto molti punti di vista, che già a quei tempi non voleva arrendersi al fatto che la cultura fosse propria solo degli uomini, appartenenti a un determinato ceto sociale.

Un romanzo particolare, forte e coraggioso proprio come Miriam.

 

Casa Editrice: Edizioni AngeraFilm

Genere: romanzo storico

Pagine: 386

Prezzo: 18 €

 

Contatti:

https://www.facebook.com//AldoLadoOfficial

https://edizioniangerafilm.it/

 

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