LIBRI & LIBRI M – Il figlio del secolo

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Il romanzo “M – Il figlio del secolo” di Antonio Scurati Premio Strega 2019 (Bompiani 2019),  racconta la storia dell’Italia tra il 1919 e il 1925, dalla fondazione dei Fasci italiani di combattimento al delitto Matteotti. Viene narrato qui l’approdo alla dittatura, la storia di un uomo, di un giornalista prima e di un politico poi che cade e si rialza molte volte prima di diventare il Duce d’Italia e che occupò la più alta carica politica  per un ventennio.

La prima cosa che colpisce di questo, ripeto, romanzo (come riportato sulla copertina in evidente sottolineatura) è la scrittura perfetta, un italiano curato, dove perfino le date vengono riportate in lettere, non in numero, come la regola detta. Lo stile di Scurati ormai maturo e riconoscibile, capace di spaziare dalla descrizione al dialogo, senza escludere metafore poetiche per sottolineare gli stati emotivi e umani dei personaggi.

Si personaggi, proprio così vanno chiamati, anche se siamo difronte alla storia, di fronte a tracce documentate puntualmente con testi originali, sono ritratti come foto ricordo di un album che tutti hanno visto, ma non tutti (compresa chi scrive) hanno osservato con la stessa precisione di ricerca e ricostruzione temporale. Dunque Antonio Scurati, a mio parere, il professore non lascia fuori l’uomo: emozioni, sentimenti, pensieri e le posizioni politiche antifasciste. La sua tecnica e capacità di storico è messa a servizio della letteratura, intesa come scavo dell’uomo nell’uomo, ovvero scavo nell’universo culturale, politico, filosofico e religioso del suo protagonista principale: Benito Mussolini.

Si possono riempire 842 pagine, tale è la mole del libro, solo per polemica o ossessione del fascismo? No, assolutamente no. È solo per caso che l’uscita di questo libro abbia conciso con il ritorno di questo tema, in seguito ai fatti di cronaca che registrano il risorgere delle organizzazioni dell’estrema destra. Mentre Scurati ha lavorato a questo libro per molti anni, come storico e come letterato, e da quello che ha preannunciato si tratta del primo libro di una trilogia (il secondo volume uscirà a ottobre di quest’anno).

Dal mio punto di vista è un lavoro enorme, che unisce la macrostoria e la microstoria, andando oltre il maestro Carlo Ginzburg, mette in pratica la “narrazione della storia”. M- Il figlio del secolo (Bompiani 2019) è frutto di un’esigenza che si sente in ogni pagina: entrare nella vita e nella testa di un uomo, un lavoro su documenti storici, unito allo sforzo di immaginazione concreta che sfida tutte le categorie interpretative. Scurati ha puntato a superare la divisione delle discipline di ricerca, il suo “romanzo” è letteratura, è antropologia, è sociologia, è politica. Ci porta dentro la “persona” Mussolini, che compie scelte determinanti per la sua vita e per quelli che stanno intorno a lui, ma non può sapere quanto tali scelte siano storiche, destinate a disegnare un orizzonte storico. Il narratore, che raccoglie con cura i pezzi, sa cosa vuole dirci ed è giusto così. Chi vuole controbatterlo deve farlo sullo stesso terreno : storico, antropologico, filosofico ecc…

 

ANTONIO SCURATI, nato a Napoli, 25 giugno 1969 è un accademico italiano, professore associato che svolge attività nell’ambito del Laboratorio di Scrittura Creativa e del Laboratorio di Oralità e Retorica alla IULM di Milano. Ha pubblicato per la letteratura: il suo romanzo d’esordio, Il rumore sordo della battaglia, Il sopravvissuto (Bompiani, 2005) con il quale ha vinto (ex aequo con Pino Roveredo) la XLIII edizione del Premio Campiello e il Premio Nazionale Letterario Pisa per la Narrativa, Il bambino che sognava la fine del mondo, Collana Narratori italiani, Milano, Bompiani, 2009, Il padre infedele, Collana Narratori italiani, Milano, Bompiani, 2013.

Attualmente collabora col settimanale Internazionale e il quotidiano La Stampa e il Corriere della Sera.

 

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