scritto da Paolo Landi - 28 Febbraio 2024 13:19

L’ANGOLO DELL’ANIMA La paura nei bambini

I comportamenti che si attivano automaticamente di fronte ad una situazione paurosa sono l’evitamento, la fuga o il pianto e l’immobilizzazione

Quando i bambini mostrano un forte senso di insicurezza, smarrimento o ansia di fronte a situazioni che valutano come pericolose o dannose, ci stanno comunicando che hanno paura. La paura, essendo una delle emozioni primarie, è innata, presente in tutte le culture e viene espressa attraverso espressioni facciali molto simili e riconoscibili.

I comportamenti che si attivano automaticamente di fronte ad una situazione paurosa sono l’evitamento, la fuga o il pianto e l’immobilizzazione. Fin da bambini, la nascita di una paura per uno specifico evento, animale o persona è dovuta all’associazione, più o meno razionale, tra quell’evento e una forte sensazione di minaccia e pericolo per sé o per i propri familiari.

Da un punto di vista evoluzionistico, tale associazione ha un importante scopo adattivo: il bambino mette in atto i comportamenti che gli permettono di scampare da quel presunto pericolo e in questa maniera riesce a sopravvivere. Tuttavia, la funzione evoluzionistica della paura non spiega del tutto la complessità di quest’emozione e del mondo affettivo del bambino. Se la paura ha solo una funzione così specifica, perché ci stupiamo dell’irrazionalità e delle intensità delle paure infantili?

Questa domanda va collegata al fatto che le emozioni hanno una componente biologica ed evoluzionistica che viene però modificata da un’elaborazione psicologica e cognitiva: il senso delle varie paure e le modalità con cui si affrontano variano in base alla storia del singolo bambino e, più in generale, in relazione al contesto storico e culturale.

Volendo tracciare una linea di sviluppo delle paure dei bambini, potremmo dire che, fino ai 6 anni, la paura della separazione dai genitori è quella principale, ma a questa si aggiungono paure più specifiche (temporali, mostri, uomo nero, lupo cattivo…). Questo graduale passaggio dall’angoscia di separazione alla specificità delle paure è dovuto alla maturazione psicofisica del bambino; in particolare, l’acquisizione della capacità di individuare se il timore è suscitato da un pericolo esterno o interno consente una prima elaborazione del senso della paura.

I disegni, le favole, i sogni e gli incubi possono essere considerati come gli strumenti creativi che il bambino ha a disposizione per gestire e dare una forma ad una paura.

Il ruolo dei genitori è molto importante nel facilitare o complicare questo compito evolutivo. Le ricerche sugli stili genitoriali hanno evidenziato che, ad esempio, un atteggiamento troppo critico può essere correlato ad un’eccessiva paura di sbagliare e ad una bassa autostima.

Nello stesso modo, un’esagerata protezione o la tendenza ad aspettarsi dal bambino “risultati perfetti” aumentano la possibilità che il bambino sviluppi paure più strutturate. Per aiutare ad affrontare le paure, il genitore può lasciarsi andare nel gioco con il bambino favorendo l’espressione verbale delle preoccupazioni e dei timori.

Un altro strumento molto efficace che ogni bambino conosce già bene è quello del disegno: il genitore può invitare a disegnare insieme le cose che più lo spaventano per cercare di trovare un contenitore trasformativo di un’emozione che il piccolo ancora non riesce ad affrontare da solo. Per il genitore non è necessario lanciarsi in interpretazioni dei disegni o dei comportamenti indotti dalla paura, ma è sufficiente riuscire a sintonizzarsi emotivamente con il bambino attraverso il disegno comune, la lettura di una fiaba o l’invenzione di una nuova storia.

Un ultimo suggerimento attraverso un esempio pratico: la paura dei mostri può essere facilmente trasformata in un gioco condiviso in cui è necessario scappare e proteggersi dai presunti mostri pericolosi. Se però questa paura persiste, può essere utile ricordare al bambino che nessuno può entrare in casa e che, in ogni caso, c’è un adulto che lo protegge. In più si può chiedere al bimbo: “Cosa potresti fare se ti dovessi trovare davanti a questi mostri?”.

In questo modo, il bambino, attraverso il supporto dell’adulto, potrà mimare, rappresentare e mettere in atto l’azione (tirare calci, usare un’arma magica…) che farebbe per proteggersi e affrontare le proprie paure.

 

Bibliografia

 

Argentieri, S. (2009). Paura, paure, Enciclopedia Treccani,

link: https://www.treccani.it/enciclopedia/paure-paura_(XXI-Secolo)/

 

Di Paolo, S. (2016). Le paure nei bambini: quali sono le più frequenti e come gestirle, State of Mind, link: https://www.stateofmind.it/2016/05/paure-nei-bambini/

 

Conti, D. (2015). Il linguaggio emotivo dei bambini, Sperling &Kupfer, Milano.

Direttore La città della luna- cooperativa sociale. Psicologo e psicoterapeuta cognitivo comportamentale dr.paololandi@gmail.com www.paololandipsicologo.it 3939366150

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